50 anni di Beatles: viaggio nei luoghi del mito. Mathew Street - Cavern
Il Cavern originario fu aperto nella cantina di una vecchia fabbrica, che era stata trasformata durante la guerra in rifugio antiaereo, da Synter, un’appassionato di jazz, che era stato in Francia ed era rimasto colpito da un piccolo jazz club, Le Caveau de la Huchette, e aveva deciso di riproporre la formula a Liverpool. La prima band ad esibirsi fu la Merseysippi Jazz Band, ma ovviamente il club deve la sua fama ai Beatles che si esibirono per la prima volta nel club il 9 febbraio del 1961. Sia Ringo che John avevano già suonato al Cavern prima dei Beatles, Ringo come batterista del gruppo skiffle di Eddie Clayton il 31 luglio del 1957 (e poi ancora con Rory Storm and The Hurricanes), John con i suoi Quarrymen pochi giorni dopo, il 7 agosto. In quasi due anni e mezzo i “Fab Four” si esibirono al Cavern per 292 volte, spesso all’ora di pranzo. Si, perché all’epoca le band esordienti potevano suonare per intrattenere gli impiegati che arrivavano a Mathew Street nella loro pausa pranzo e andavano nei molti locali della strada per mangiare qualcosa, ma non a bere alcolici: il Cavern ottenne la licenza per gli alcolici solo nel 1967. Fu proprio durante un’esibizione durante l’orario del pranzo che Brian Epstein vide i Beatles suonare e l’intera e leggendaria avventura beatlesiana cambiò direzione.
Il Cavern Club, la 'culla' dei Beatles, compie 60 anni
Sono passati sessant’anni da quando Alan Synter ebbe la fortunata idea di aprire un club nel cuore di Liverpool, in Mathew Street, e chiamarlo Cavern. Quel piccolo scantinato, assai umido e all’epoca assai fumoso, diventò un luogo leggendario per milioni di ragazzi in tutto il mondo, la “grotta di Betlemme” del rock, quella in cui “nacquero” i Beatles. Il leggendario club, che ospitò i primi concerti dei quattro contribuendo in maniera decisiva alla creazione del loro mito. Fu Ray McFall scritturare per la prima volta i Fab Four nel 1961, ingaggiandoli per una serie di concerti all'ora di pranzo. Alla fine, la band salì sul palco del Cavern per 292 volte. Nel club, diventato ormai uno dei luoghi simbolo della città di Liverpool, si sono esibiti tra gli altri anche Rolling Stones, Who, Yardbirds, Kinks, Stevie Wonder, Oasis, Adele e Arctic Monkeys
Nonostante la fama planetaria nel 1965 il club aveva già delle serie difficoltà finanziarie e nel 1966 chiuse. Ma la chiusura durò poco, la mobilitazione per la riapertura fu straordinaria e, quando pochi mesi dopo il club riaprì le porte, alla nuova “inaugurazione” partecipò addirittura l’allora primo ministro inglese Harold Wilson. Fu la costruzione della metropolitana a portare, nel 1973, alla chiusura del club, che venne demolito. Molte delle pietre della demolizione furono vendute come “souvenir” e i ricavati andarono in beneficenza. Nel 1984 il club fu ricostruito quasi esattamente nello stesso luogo originale, sempre in Mathew Street, dove oggi è ancora. La sala interna è sostanzialmente identica all’originale, il club è piccolo e leggermente meno sotterraneo di quello degli anni Sessanta, ma ancora avvolto dalla sua magica aura di leggenda. Il muro dietro al palco è l’esatta riproduzione di quello dell’epoca, il palco è ancora piccolo e angusto, l’atmosfera non è quella del luogo “turistico”, per quanto in realtà lo sia parecchio, e alla fin fine entrare nel Cavern fa ancora effetto e il “pellegrinaggio” per i fan più scatenati dei “favolosi quattro” è praticamente inevitabile.
I Queen, i Rolling Stones, gli Who, i Kinks, Stevie Wonder, ma anche gli Oasis, Adele, gli Arctic Monkeys, e centinaia di altri hanno suonato al Cavern nel corso degli anni. Una delle grandi star degli anni Sessanta, Cilla Black, scomparsa pochi mesi fa, ci ha addirittura lavorato come cameriera, e per celebrarla oggi verrà scoperta una statua in suo onore proprio davanti all’ingresso del club.