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Lucio Corsi, animali fantastici e dove trovarli

"Bestiario musicale" è il nuovo album del giovane cantautore rivelazione: otto brani dedicati a otto animali della campagna maremmana
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Lucio Corsi, Bestiario musicale (Picicca)

Metodo. Ci vuole metodo anche per muoversi nel mondo del surreale. Delle tante possibilità, di tutte le infinite possibilità offerte dalla fantasia, per poterne davvero restituire i lineamenti bisogna fornire dei paletti all’immaginazione. Servono delle regole per evitare che la fantasia giri a vuoto. Lucio Corsi quei paletti li ha trovati nei confini naturali della maremma.
La copertina dell'album "Bestiario musicale" 
Natura. L’osservatorio speciale da cui Corsi ha guardato il mondo raccontato nel suo secondo album Bestiario musicale è quello del podere dei genitori con i boschi e la campagna circostante. E lì a guardare bene sono sfilati davanti ai suoi occhi lepri, cinghiali, civette, volpi, upupe, lupi, istrici e lucertole, tutti celebrati con un brano a testa (nonché di un racconto audio s…
Lucio Corsi, Bestiario musicale (Picicca)

Metodo. Ci vuole metodo anche per muoversi nel mondo del surreale. Delle tante possibilità, di tutte le infinite possibilità offerte dalla fantasia, per poterne davvero restituire i lineamenti bisogna fornire dei paletti all’immaginazione. Servono delle regole per evitare che la fantasia giri a vuoto. Lucio Corsi quei paletti li ha trovati nei confini naturali della maremma.
La copertina dell'album "Bestiario musicale" 
Natura. L’osservatorio speciale da cui Corsi ha guardato il mondo raccontato nel suo secondo album Bestiario musicale è quello del podere dei genitori con i boschi e la campagna circostante. E lì a guardare bene sono sfilati davanti ai suoi occhi lepri, cinghiali, civette, volpi, upupe, lupi, istrici e lucertole, tutti celebrati con un brano a testa (nonché di un racconto audio sul sito www.luciocorsi.it e di un ritratto che compone la copertina dell’album, dipinta dalla madre di Corsi). Ma libera di scorrazzare dentro quei confini la fantasia ha creato per ogni animale un’epopea tra la biologia e la fantascienza. “Houston che sfortuna, siamo arrivati secondi c’è una lepre sulla luna”, canta Corsi in La lepre per celebrare l’impresa riuscita all’animale in barba a Neil Armstrong. “La musica elettronica nasce dai calabroni. C’è un movimento punk nella foresta” è l’habitat in cui si muove furtiva L’upupa. E con un salto si arriva a ribaltare l’ottica: “Se la bellezza dei fiori non fosse nei petali ma nelle spine vi darebbero la caccia i bracconieri” è l’idea con cui vendica L’istrice. Sono filastrocche, sono acutissime nella loro semplicità e sagge nel loro infantilismo ricercato. La materia è delicata. Basterebbe poco e in un attimo anziché evocare la poeticità di Tricarico si finirebbe accanto al piccione di Povia (che undici anni fa con Vorrei avere il becco vinse il festival di Sanremo. Sì, è successo anche questo). Più vicino semmai è il primo Francesco Baccini, quello ironico e malinconico di Cartoons. Corsi tiene tutto insieme, il pianoforte vaudeville di Il lupo e la passione per il glam rock, la voce imperfetta che accresce l’effetto straniante e la visionarietà di un autore di fiabe stralunato.

Nuovo cantautorato. Poco più che ventenne, in passato si è esibito in strada e sui palchi, flamboyant nell’atteggiamento ma legato alla provincia, Corsi con la verbosità e la chitarra nervosa di Soren dell’esordio, un paio di anni fa, poteva essere confuso per un novello Vasco Brondi, altrettanto letterario è il suo uso della parola. Ma il Bestiario musicale lo proietta altrove: in un mondo rurale, quasi esotico nella sua lontananza dalle metropoli, analizzato con precisione e tanta curiosità. Senza facilonerie naif ma senza abusare delle storie di violenza di madre natura. Nel panorama vario e ancora in fieri del “nuovo cantautorato italiano” o qualunque cosa sia quello che sta succedendo con il rinnovo della generazione di cantanti, un piccolo angolo tutto speciale per Lucio Corsi dovrà pur esserci.