Trainspotting, quando un grande fallimento è meglio di uno smarrimento anonimo
Gianni Santoro
Con il sequel dello storico film di Danny Boyle arriva la colonna sonora che punta a ereditare quella leggendaria del primo film con gli Underworld e Iggy Pop
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Artisti vari, T2 Trainspotting (Polydor)
Missione impossibile.Mrs Robinson, dalla colonna sonora del film Il laureato, cantata da Miley Cyrus. La febbre del sabato sera rielaborata da Avicii. O il commento musicale di Grease riadattato da Katy Perry. O anche i brani di Flashdance alla maniera di The Weeknd, magari insieme ai Daft Punk. Si può fare tutto. Non tutto è una buona idea. Lo sa benissimo Danny Boyle che solo dopo mille ripensamenti e false partenze ha deciso di realizzare il tanto agognato seguito di Trainspotting, film storico del 1996 che segnò gli anni Novanta raccontando le macerie lasciate dal Thatcherismo, i falsi miti della Cool Britannia e cavalcando anche l’epica vagamente nazionalista del brit pop. E con T2 Trainspotting, sequel del film, in uscita in Italia il 23 febbraio, arriva anche la relativa colonna sonora, erede di quella che Rolling Stone considerò la tredicesima e Nme la terza più importante colonna sonora della storia. E se il film giunge al secondo capitolo con enormi aspettative, le nuove musiche hanno una missione impossibile.
La copertina della colonna sonora di "T2: Trainspotting" Oggi.Get up degli Young Fathers, del 2014, tutta storta, è una delle cose migliori che abbia fatto finora il gruppo hip hop scozzese, ai quali T2 offre una seconda grande opportunità dopo che sembravano destinati ad essere ricordati come i vincitori del Mercury Prize tra i meno conosciuti e i meno venduti nella storia del prestigioso premio. Ma anche l’ossessiva Rain or shine non sfigura. E l’inedito Only God knows ha personalità da vendere. Benissimo. Questa è la loro colonna sonora come La febbre del sabato sera lo era dei Bee Gees. E divertenti sono anche quei senzadio degli irlandesi Rubberbandits, magrezza tossica, maschere rimediate con le buste del supermercato, tuta in lycra modello delinquentello di periferia: se mai una band può incarnare alla perfezione il profilo dei perdigiorno protagonisti di Trainspotting è questo duo tra hip hop e comicità di Limerick. Perfetti per una bella scena adrenalinica nel film. Puntuale l’inserimento nella colonna sonora dei Wolf Alice, così hip che Michael Winterbottom ha deciso di girare un documentario sulla band.
Funzionali i ripescaggi dal passato: da Radio Ga Ga dei Queen a Relax dei Frankie Goes To Hollywood. Apre un brivido: che miracolo riuscire a non rovinare Lust for life con un remix. A correre il rischio sono i Prodigy di Liam Howlett, che pompa l’originale come se a eseguirla fosse Iggy Pop inseguito da un gruppo di cani. Chiude una lacrima: Slow slippy, risposta degli Underworld alla loro Born slippy che segnò il primo Trainspotting, vuol dire che la corsa – per raggiunti limiti di età – è finita.
Scegli. Insomma: non è un brutto disco, ci sono belle canzoni e artisti interessanti. Però. Però questa è la colonna sonora di Trainspotting 2, il sequel più atteso da una generazione di insoddisfatti smarriti che in quel film non trovarono risposte, ma le domande precise che cercavano da tempo di formulare, e con quelle impararono a definire quegli anni Novanta in cui certe certezze iniziavano a sgretolarsi e anche quel sogno tutto europeo del Regno Unito come terra promessa dei giovani perdeva pezzi. Ma poi partivano le note di Born slippy nei club e anche i raver più duri si commuovevano senza darlo a vedere urlando il ritornello alcolico "lager lager lager" perché era lo squarcio cinematografico in mezzo alla cassa dritta più bello di sempre.
Poi scelsero la vita, scelsero un lavoro, una carriera, la famiglia, e quando arrivò poco dopo L’ultimo bacio di Muccino con il monologo simile si misero a ridere ma forse neanche tanto perché quel film alla fine segnò un’altra bella fetta di generazione, stavolta squisitamente italiana e non più esterofila. Colpa anche di Trainspotting se avevamo smesso di sognare l’Inghilterra. E la Scozia. E questa nuova colonna sonora è lo specchio di un nuovo smarrimento, più anonimo di quel glorioso fallimento.