I nastri ritrovati di Bob Marley, dentro l'hotel fatiscente
Quando, a metà degli anni Settanta, Bob Marley era in tour in Europa con i Wailers, aveva chiesto a Mick Jagger il permesso di usare il bus degli Stones perché era l’unico mezzo di registrazione mobile esistente in Gran Bretagna in quegli anni. Bob Marley lo aveva utilizzato per registrare quasi tutti i concerti di quel periodo: quello al Lyceum di Londra del 1975 o all’Hammersmith Odeon del 1976 e al Rainbow del 1977, sempre a Londra, oppure quello al Pavilion di Parigi del 1978. Che fine avessero fatto poi queste registrazioni nessuno lo immaginava, in realtà probabilmente più nessuno era a conoscenza della loro esistenza. È infatti assolutamente per caso che, mesi fa, questi nastri saltano fuori dallo scantinato di un hotel fatiscente, in uno dei quartieri meno pregiati di Londra. Chi li ha trovati, superato lo shock iniziale, si è subito adoperato per ripulirli dalla muffa e renderli nuovamente ascoltabili. Il lavoro è durato quasi un anno ed è costato circa 30mila euro ma il risultato – assicura il fan che questi soldi li ha investiti – "mette i brividi"
Sono “pizze” grigio chiaro con annotati sopra dei titoli in rosso, No Woman No Cry, Kinky Reggae, Natty Dread, date e luoghi precisi. Sono però evidentemente danneggiati, sulla superficie sembra si sia formato addirittura uno strato appiccicaticcio, di una sostanza simile alla resina. Nonostante questo però, l’amore di Joe per Bob Marley è tale al punto che non avrebbe mai permesso che quegli oggetti finissero nella spazzatura senza averne verificato l’autenticità e quindi la possibilità di riportarli a una qualità più che decente. Joe allora ringrazia il suo amico e lo saluta dicendogli “d’ora in avanti me ne occuperò io”.
Quanto alla prima parte, capire cioè se quello che aveva tra le mani fosse un vero tesoro, è stato tutto piuttosto semplice per Joe che era presente, tra il pubblico, a quei concerti a Londra, al Lyceum nel 1975, all’Hammersmith Odeon nel 1976 e al Rainbow nel 1977. Per cercare di riportare in vita i nastri, invece, ha dovuto chiedere l’aiuto del suo socio in affari, nonché musicista jazz, Louis Hoover, il quale, alla notizia, per poco non ha un incidente: “ero in auto e ho inchiodato. Ho dovuto accostare e chiedere a Joe che mi ripetesse tutto una seconda volta, per vedere se avevo capito bene. Ero senza parole”. Il tempo di riprendersi e di prendere in mano i nastri, però, e l’eccitazione si trasforma in delusione: “quando ho visto le etichette attaccate sui nastri e gli appunti scritti a mano non potevo credere ai miei occhi, ma poi quando mi sono reso conto dello stato in cui erano mi si è stretto lo stomaco. Salvare l’audio sembrava un’impresa impossibile”.
Per le registrazioni, allora, il viaggio deve continuare. Grazie ai suoi contatti nel mondo dell’industria musicale, Hoover arriva a chi potrebbe riuscire nel miracolo: Martin Nichols è un tecnico, specialista del suono, dello studio di registrazione White House. “Per lo stato in cui erano i nastri, avrei dovuto dire: no, grazie. C’era di tutto appiccicato sopra, plastica sciolta, muffa...se avessi provato a riprodurli in quello stato sarebbero andati persi per sempre”. Deve essere stato probabilmente il lavoro più complicato mai fatto da Nichols, ci è voluto quasi un anno per completarlo, “ci sono riuscito solo perché mi ha spinto la passione e devo dire che sono soddisfatto del risultato: le registrazioni sono ora in formato digitale, di ottima qualità...vuol dire che erano state fatte con cura”. Sicuramente, non certo pensando che le cassette sarebbero poi state dimenticate per quarant’anni nello scantinato di un hotel. Quei concerti erano stati registrati grazie all'unico mezzo di registrazione mobile esistente all'epoca in Gran Bretagna: il tour truck dei Rolling Stones che la band aveva accettato di prestare a Bob Marley e ai suoi.
Dei tredici nastri, Nichols (e Hoover che ci ha investito quasi trentamila euro) è riuscito a recuperarne completamente dieci, due erano vuoti e per uno non c’è stato niente da fare. “La tensione e l’aspettativa mi hanno consumato in questi mesi” racconta Hoover. Fino al momento in cui ha potuto tirare un sospiro di sollievo, quando era ormai certo che Bob Marley fosse davvero tornato, attraverso quelle registrazioni: “è stato come fare un salto nel passato, in un attimo eravamo di nuovo al Lyceum e Bob Marley e i Wailers stavano cantando...solo per noi”. Lo scorso 6 febbraio Bob Marley avrebbe compiuto 72 anni. Tra tutti gli album postumi e le raccolte pubblicate dalla sua morte, nel 1981, ad oggi, nessuno avrebbe immaginato che la sua eredità riservasse ancora delle sorprese. E invece eccola l’ultima sorpresa di Bob Marley: arriva da uno scantinato squallido, dallo sporco e dalla muffa.