Era il 2004, un lunedì, ed era la prima volta che Amy Winehouse entrava da Prick, a Shoreditch, un quartiere di Londra est, per chiedere a Henry di realizzare il suo prossimo tatuaggio. Dopo quel primo disegno, fatto quando la cantante aveva ventuno anni, ne sarebbero seguiti diversi, Amy sarebbe tornata da Henry più volte, sola come nel 2004 o con i bodyguard, nelle diverse condizioni, sobria o sotto l’effetto di stupefacenti: tra i due era nata un’amicizia. E ora Henry ha raccontato al Guardian del legame che lo univa a Amy Winehouse perché adesso, per la prima volta, gli schizzi realizzati per e insieme con la cantante saranno esposti al Museo Ebraico di Londra, a Camden Town, vicino all’appartamento dove Amy viveva. Henry Hate ha infatti accettato l’invito della famiglia della Winehouse di aggiungere i suoi lavori all’esposizione allestita nel 2013, Amy Winehouse: A Family Portrait, che comprende la musica scritta, gli abiti indossati e gli oggetti appartenuti all’artista scomparsa nel 2011.
Tattoo e musicisti, da Amy Winehouse a Ed Sheeran
Henry Hate è stato il tatuatore di Amy Winehouse per anni. L’ha conosciuta per la prima volta nel 2004 quando lei è entrata nel suo negozio a Shoreditch, Londra, perché voleva un disegno con cui ricordare sua nonna Cynthia. Da quell’incontro è venuto fuori uno dei tatuaggi più riconoscibili al mondo, la pin up sul braccio destro di Amy Winehouse, ed è nata un’amicizia. Oggi tantissimi fan da tutto il mondo arrivano da Henry perché lui ritragga sul loro corpo il volto di Amy o qualcuno dei tatuaggi fatti per lei: “non l’ho mai fatto e non lo farò mai. Per alcuni lei è solo una caricatura, un’immagine. La Amy che ho conosciuto io è la ragazza che entrava nel mio negozio senza avere mai credito al cellulare”. Oggi Hate ha però accettato la proposta della famiglia di Amy Winehouse di prestare gli schizzi fatti per e insieme con la cantante all’esposizione allestita nel 2013 al Museo Ebraico di Londra, Amy Winehouse: A Family Portrait. In questa galleria fotografica, oltre alle immagini dei tattoo della Winehouse ci sono quelle di altri musicisti super-tatuati: Ed Sheeran, ad esempio, che ha il corpo quasi completamente disegnato e ad ogni nuova incisione aggiorna i suoi profili social con immagini e post. O Jared Leto che ha dedicato proprio al suo milione di follower su Twitter il cerchio con quattro frecce che occupa tutta la parte superiore della sua schiena
Amy si è seduta su uno sgabello e ha iniziato a strappare le pagine di uno dei libri preferiti di Henry: 1000 Pin Up Girls, edizione - tutt’altro che economica – Taschen. “Ho visto come stava riducendo quelle pagine ed ero convinto fosse il mio libro, quello che mi aveva regalato mia sorella. Mi sono innervosito e le ho detto: sei impazzita? Lei mi ha risposto calmissima dicendomi di non preoccuparmi perché quella era la sua copia”.
Il tatuaggio di Amy doveva essere un omaggio a sua nonna paterna, Cynthia, cantante anche lei. “Era molto decisa, aveva chiaro in mente ciò che voleva. Così ho avvisato il mio collega che quella sera avrei fatto tardi”. Sul suo corpicino c’era già qualche disegno: un nativo americano sull’avambraccio, Betty Boop nella parte bassa della schiena e un ankh, il simbolo egiziano della vita, tra le scapole. Per descrivere l’immagine con cui voleva ricordare sua nonna, Amy “ha usato un paio di parole chiave: va va voom e Sophia Loren”. Il risultato è la pin up sul suo braccio destro: capelli cotonati con punte all’insù, camicia rossa legata in vita e pantaloncini neri a vita alta. Solo un bel po’ di tempo dopo Amy avrebbe mostrato a Henry una foto di Cynthia: “era bella da far girare la testa”.
Inedita Amy Winehouse: ''Back to Black'' in studio
Quella sera Henry ed Amy chiacchierarono molto, “avevamo fatto click, mi faceva ridere, le ho anche permesso di fumare in negozio”. Certo, allora lui non immaginava che il suo tatuaggio sarebbe diventato “uno dei più riconoscibili al mondo” né che per Amy ne avrebbe realizzati altri, sette in tutto, tra i quali l’altrettanto famoso ferro di cavallo incorniciato dalla scritta Daddy’s Girl sul braccio sinistro o l’uccellino sul braccio destro che è ora il simbolo della Amy Winehouse Foundation. “La sua intelligenza brillante e il suo senso dell’umorismo sono state le cose che mi hanno colpito di più”.
Negli anni successivi, da stella della musica, Amy torna da Henry scortata dalle sue guardie del corpo, “ma aveva sempre un atteggiamento amichevole. Tatuare qualcuno è un’esperienza molto intima, mi ha raccontato una marea di storie”. Anche della sua dipendenza. “Per me non aveva niente di diverso da una qualsiasi ragazza di venticinque anni con gli stessi problemi”.
L’ultimo tattoo che Henry avrebbe dovuto farle sarebbe servito per coprirne uno precedente: il nome del suo ex marito, Blake, che Amy aveva inciso all’altezza del cuore. Ma Henry non ha avuto tempo di realizzarlo. Oggi, da lui, arrivano fan da tutto il mondo per avere il volto di Amy Winehouse tatuato sul corpo: “non l’ho fatto e non lo farò mai. Per alcuni lei è solo una caricatura, un’immagine. La Amy che ho conosciuto io è la ragazza che entrava nel mio negozio senza avere mai credito al cellulare”. Henry ha accontentato chi ha voluto tatuarsi l’autografo di Amy, ma tutto il resto sono storie che appartengono solo a lei.
Ed è normale che sia così, è così anche per noi. La differenza è che le storie dietro ai nostri tatuaggi non necessariamente diventano di dominio pubblico. Come invece quelle di Amy Winehouse o di Ed Sheeran, ad esempio. Se non ci avete mai fatto caso (per farlo vi basterà guardare con più attenzione il video girato per la sua Shape Of You), il suo corpo è completamente pieno di tatuaggi e ad ogni nuovo disegno corrisponde un nuovo post su Instagram. Anzi, recentemente la foto arriva anche lavori in corso: l’ultimo, in ordine di tempo, è il leone tatuato sul suo petto.
Ma non è certo l’unico animale: tra avambraccio, spalle e gomito ci sono un koala, il gatto con gli stivali che – dice il cantante – “è un riferimento alla mia canzone Wake Me Up, nella quale parlo di Shrek, oltre al fatto che sì, naturalmente amo i gatti”, Pingu, il pinguino protagonista del cartone animato (questo l’ha fatto insieme con Harry Style degli One Direction, “è una specie di tatuaggio dell’amicizia”) e un orsetto.
Se non lo sapevate, Ed sta per Eddy, “che fa rima con Teddy” (Teddy Bear è il termine inglese per orsacchiotto). Per la musica Ed Sheeran sceglie i Bon Iver, in particolare si fa tatuare il verso dal brano Re: Stacks: “everything that happens is from now on” scritto nella calligrafia di Justin Vernon. Quindi altro tattoo, altro post. E via dicendo, è tutto un circolo al punto che non si capisce più se viene prima il tatuaggio, la foto, il post sul social.
Jared Leto è stato un po’ più ordinato: se riesco ad ottenere un milione di follower su Twitter, vi dedico un tatuaggio, ha scritto l’attore e voce dei 30 Seconds To Mars. Il traguardo è stato raggiunto in qualche ora e solo a quel punto Jared ha pubblicato la foto del disegno pensato per i fan, che occupa tutta la parte superiore della sua schiena: un cerchio, che sembra più una rotonda, con quattro frecce direzionali. Va bene, è per i follower, ma il significato? Boh.