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In van col produttore a caccia di talenti di strada: "Intercetto i tesori nascosti in Europa"

A bordo di un furgoncino trasformato in uno studio di registrazione, l'olandese Martin Bergen gira il continente con il suo progetto 'smellslikevanspirit' alla ricerca dei migliori musicisti che agiscono fuori dai circuiti discografici: "L'Europa può restare unita con il cuore e non col denaro"

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Unire l’Europa dal basso, anzi, dal bassissimo, dalla musica che incontri on the road attraversando i vari confini nazionali. Comporre una soundtrack alternativa del Vecchio Continente, protagonisti i nostri hobo con chitarra, un drappello di sognatori analogici sopravvissuti alle tecnocrazie, all’omologazione culturale, ai social network e ai populismi di ritorno. Perché oltre l’euro può esserci molto di più, e di ben diverso. Ne è convinto Marten Berger, un giovane produttore musicale olandese che si appresta a girare in lungo e in largo l’Europa a bordo di un vecchio furgoncino trasformato in uno studio di registrazione itinerante ed ecologico, coi pannelli solari montati sul tetto. A bordo del suo van, Marten andrà alla ricerca dei musicisti di strada più originali, naturali ed emblematici in circolazione per catturare e rilanciare nel mondo la loro storia sonora perduta. Senza manometterne minimamente l’innocenza creativa. Un continente in crisi rigenerato da un grappolo di splendide canzoni sconosciute, pescate seguendo il navigatore satellitare del passaparola e dell’incontro imprevedibile. Con buona pace delle leggi dell’industria ufficiale del disco.

Per dare un nome alla sua missione, il producer ha parafrasato la canzone più famosa dei Nirvana: smellslikevanspirit. L’obiettivo minimo è di percorrere circa 20 mila chilometri, attraversando 15 Paesi europei. Da Bucarest a Dublino, da Helsinki a Lisbona. Gli occorrono 15 mila euro per i trasporti, l’attrezzatura audio, le videocamere, mentre le sue spese personali saranno coperte da una borsa di studio dell’Università di Witten: per dargli una mano, è attiva una campagna di crowdfunding. Con 30 mila euro il suo progetto potrebbe dirsi invece completato, in alta qualità e con la realizzazione di un vinile e di un libro documentario. E la sensazione di essere riuscito, almeno a livello simbolico, là dove i banchieri e i politici di ogni schieramento hanno fin qui fallito.
  Come nasce smellslikevanspirit, Marten?
“Un anno fa mi sono imbattuto in un vecchio musicista di strada dalla lunga barba. Se ne stava lì sul marciapiede con la chitarra a tracolla, a cantare di fronte a un pubblico praticamente inesistente. A un certo punto ha suonato Take Me Home Country Roads. Una canzone che avrò ascoltato almeno mille altre volte, ma la sua versione mi ha stregato. La sua musica era talmente pura e autentica... Ho pensato subito: “Quest’uomo deve incidere un album”. Dopo qualche giorno l’ho chiamato e ci siamo incontrati in studio di registrazione per plasmare e mixare il suo primo disco di sempre. Era felicissimo del fatto che la ricerca di una vita venisse finalmente raccolta e che la gente potesse ora apprezzare la sua musica genuina. È stato in quel preciso momento che ho cominciato a guardare alla musica di strada da una prospettiva differente, innamorandomi di quest’idea: “Sarebbe fantastico se qualcuno si prendesse la briga di vagare per l’Europa, intercettando e illuminando gli innumerevoli tesori musicali nascosti per poterseli poi godere a casa”. E così ho acquistato un vecchio camioncino del gelato, riconvertendolo a studio mobile. E ho attraversato cinque nazioni europee, registrando musicisti e vivendo nel furgone per due mesi di fila. Per testare la fattibilità del mio sogno. Il riscontro è stato positivo. Non resta che partire”.

Che road map ha in mente?
“Il 12 maggio mi dirigerò in Danimarca e da lì prenderà le mosse il mio tour. Quest’estate trascorrerò la maggior parte del mio tempo nei paesi settentrionali e verso est. A sud scenderò non appena farà più freddo. L'itinerario non sarà mai logico al 100%. Non è possibile pianificare in toto un simile progetto. Cercherò di annunciare il mio arrivo nelle varie località con due settimane di anticipo, per raccogliere un numero sufficiente di suggerimenti, senza prescindere dal flusso del momento. Darò la caccia ai musicisti di strada old style, muovendomi con le orecchie bene aperte, ma sono invitati tutti a mandarmi segnalazioni. Se per esempio conoscete un menestrello che cava poesia dal suo strumento in una piazza vicino all’Arena di Verona, mandatemi un piccolo video e le vostre informazioni di contatto e farò il possibile per farci un salto”.

Quale obiettivo si pone?
“Quello di spostarmi in tutti gli Stati dell'Unione europea per registrare almeno un musicista per Paese ed esportarli così insieme in un unico spazio, in un unico album. Molto dipenderà però dal budget che avrò a disposizione. Tutto il viaggio sarà documentato da video-log che posterò sui social media e che comprenderanno documentari sui musicisti coinvolti, le peripezie della vita da furgoncino, le romantiche sessioni di registrazione on the road, la bellezza dei posti attraversati. Perché non voglio documentare solo l’aspetto audio. Mi interessa il quadro generale. La geografia, la cultura, la storia di ogni artista. Queste persone che hanno scelto o subito le stelle come soffitto. E che amano spasmodicamente suonare per le strade. Tutti loro hanno qualcosa di vero e profondo da raccontare, ed è questo che voglio condividere”.

Il suo viaggio sarà condensato in un disco?
“Conto di concludere il mio progetto con l’uscita di un album doppio nell’ottobre del 2018”.

Ogni giorno sarà una nuova sfida.
“E infatti mi aspetto l'inaspettato. Un posto nuovo dove dormire ogni notte. Capire in tempo reale dove potersi fare la doccia o andare in bagno. L’incertezza nella ricerca dei musicisti. Ci saranno giornate di pioggia in cui penserò: “Che cosa ci faccio qui?”. Ma è proprio questa la bellezza di smellslikevanspirit”.

La musica può saldare l’Europa?
“Di certo l’euro non basta. Se ci guardiamo intorno, notiamo come le tensioni tra gli Stati membri stiano aumentando di giorno in giorno. La musica connette il mondo. È un potente linguaggio universale, comprensibile da tutti. Mi piace un sacco l’idea di riunire il popolo d’Europa, il continente che si raccoglie nel mio piccolo furgone. Non posso ovviamente cambiare il mondo per conto mio, ma smellslikevanspirit diffonde un messaggio forte”.

Un’altra Unione Europea è possibile, e si muove al ritmo della musica da strada?
“Siamo legati strettamente solo dall’economia. Ma io sogno un' Europa che sia tenuta insieme dal cuore, non dal denaro”.