A mettere in scena questo sogno futuribile ci hanno pensato Max Casacci (Subsonica, Deproducers) e Daniele Mana (Vaghe Stelle), titolari del progetto MCDM - Materia che diventa musica. Due manipolatori di suoni - sperimentatori che nel 2016 hanno pubblicato Songstress, un album elettronico basato sui rumori di lavorazione del vetro catturati in una fornace di Murano presentato poi alla Biennale. E che adesso sono stati coinvolti dalla scuderia di Formula 1 Toro Rosso per realizzare un brano per il lancio della nuova monoposto STR12.
Max Casacci, Daniele Mana e la 'musica' della Formula 1: ecco 'Toro Rosso'
"La proposta in sé non è nuova: mettere insieme macchinari e motori e ricavarne musica. Noi abbiamo pensato di realizzare una versione integrale, un brano fatto interamente con i suoni della Formula 1: tutto estratto da quell’ambiente", spiega Casacci, in pausa artistica dai Subsonica.
Una sfida difficile, anche tecnicamente.
"La vera difficoltà era capire da dove avremmo preso i suoni melodici. Avevamo pensato di utilizzare i clacson, ma quando ne abbiamo parlato ci hanno spiegato con grande imbarazzo che in Formula 1 non esistono clacson. Non è l'unica brutta figura che abbiamo fatto: poco dopo abbiamo ipotizzato l'utilizzo del rumore degli sportelli. Che nelle monoposto non esistono...".
MCDM, Max Casacci e Daniele Mana trasformano in musica la Formula 1
Per il loro progetto MCDM - Materia che Diventa Musica, Max Casacci e Daniele Mana hanno registrato i rumori della nuova monoposto della scuderia di Formula 1 Toro Rosso trasformandoli in musica. Per la realizzazione del brano 'Toro Rosso' Max e Daniele si sono recati prima negli stabilimenti Toro Rosso poi sul circuito di Misano dove hanno assistito alla primissima messa in pista della nuova monoposto e hanno portato con loro gli strumenti di registrazione utili per catturare in presa diretta i suoni della vettura, dal rombo del motore al cambio dei pneumatici durante i pit stop, dagli utensili utilizzati per il montaggio e smontaggio delle parti meccaniche, dalle sospensioni, dalle molle e molto altro ancora. Infine il brano 'Toro Rosso' è stato assemblato in uno studio di registrazione su 4 ruote, dove i due musicisti hanno ultimato il progetto unendo i suoni che in qualche modo potessero riprodurre i comuni strumenti musicali
Che tipo di suoni avete elaborato?
"Abbiamo registrato per 24 ore durante i primi giri di prova della macchina. Da quei suoni abbiamo abbiamo estratto anche gli elementi melodici, utilizzando ad esempio i cambi di marcia. Abbiamo trasformato un carrello elevatore in basso. Ci siamo accorti che il motore suonava come un ottone. Ci vuole un po’ di intuizione per capire come utilizzare questo campionario di rumori. Però l'esperienza precedente ci è stata utilissima: ci abbiamo messo in tutto 3 giorni. Quando abbiamo lavorato con i vetri invece è durata mesi".
Un esperimento che sembra avere molto a che fare con il concetto di 'musica concreta'.
"Èesattamente la nostra idea di partenza", spiega Mana, "la scuola di Russolo, John Cage e Pierre Schaeffer. Noi cerchiamo di adattare quel pensiero alla tecnologia moderna e usiamo tutte le fonti sonore che ci interessano per il nostro progetto. Per il nostro percorso artistico non cerchiamo partner nel mondo della musica: molte produzioni di oggi sono irrilevanti. Dal nostro punto di vista, perché la musica possa di nuovo incuriosire, deve essere parte di una storia, di una visione inattesa e stimolante. La cosa che ci sta intrigando è cercare di estrapolare l’intera gamma dei suoni".
Tra breve uscirà anche un nuovo album, The City, realizzato in collaborazione con il musicista jazz Emanuele Cisi, dove avete utilizzato e rielaborato i suoni della città di Torino. Cosa vi porta realmente a queste scelte artistiche così radicali?
"Cerchiamo di confrontarci con mondi sconosciuti come quello della F1 perché siamo convinti che esistano suoni che quando ti colpiscono cambiano la tua percezione. Noi manipoliamo quello che ascoltiamo tutti i giorni e cerchiamo di trasformarlo in qualcosa che sia in grado di generare emozioni. Giochiamo con i rumori per far capire quanto sia importante tenere sempre le orecchie aperte. Il suono nutre il pensiero. È musica".
Casacci, lei è protagonista di numerosi progetti, da Deproducers a Demonology HiFi insieme al batterista dei Subsonica Ninja fino a MCDM. Sono pause necessarie rispetto all'attività con i Subsonica?
"I Subsonica raccontano ancora una storia viva, la salute della band è buona. Bisogna necessariamente sperimentare, fare esperienze soliste, ma in termini di percezione collettiva la band mantiene il suo ruolo centrale. Le esperienze singole ci fortificano".
Prossima sfida?
"Ci piacerebbe molto portare in giro un live set in cui facciamo ballare la gente con i suoni che ormai conosciamo bene, dalle fornaci ai tram di Torino".