Gli artisti si mobilitano per il Planned Parenthood
Introducendo la “Mexico City Policy”, Donald Trump ha tagliato i fondi di Planned Parenthood per un valore di circa cento milioni di dollari all’anno. A favore dell’associazione che offre assistenza sanitaria alle donne che scelgono di abortire, si occupa di prevenzione ed educazione sessuale, da tempo si schiera il mondo dell’arte, musicisti e attori. Lo hanno fatto, in passato, Gwyneth Paltrow, Julianne Moore e Whoopi Goldberg, all’ultima notte degli Oscar, Emma Stone e Dakota Johnson (entrambe indossando la spilla dell’organizzazione, la prima sull’abito, la seconda sulla pochette) e Ellen Page per i dieci anni dall’uscita del film che l’ha vista protagonista nel ruolo di un’adolescente alle prese con una gravidanza indesiderata, “Juno”. L’ultima iniziativa in ordine di tempo è “7-inches for Planned Parenthood”, una raccolta di brani a cui hanno partecipato, tra gli altri, Foo Fighters, Matt Berninger dei The National, Björk, St. Vincent, John Legend, Mary J Blige e, per progetti collaterali, Kristen Stewart e Zach Galifianakis. I brani saranno disponibili in versione digitale o in un box di vinili sette pollici. I ricavati andranno tutti devoluti a Planned Parenthood