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Harry Styles, quando il pop diventa adulto

Riferimenti alti e classici, da Bowie al glam rock alla psichedelia anni Sessanta, per il debutto da solista del cantante senza One Direction
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Harry Styles, Harry Styles (Columbia)
 
Che bel topos dell’immaginario pop. Che momento cruciale nel percorso di una vita vissuta in pubblico. Che snodo fondamentale nella storia di una popstar. Quando prova ad alzarsi e a camminare con le proprie gambe per prendere la porta e uscire, lasciando alle spalle mamma papà fratelli, certezze e fan consolidati. Quando la band si sfascia e lascia a terra i rottami di un sogno. Tanto c’è alle spalle e tante, tantissime opportunità sono davanti. Che fare? Dimostrare di saper fare le stesse cose anche da solo? Rinnegare tutto e cambiare? Uccidere il padre e la madre? Tenerseli stretti per non perdersi?
 
Dopo aver mollato i Take That Robbie Williams girò le spalle e iniziò a farsi vedere ai festival rock insieme al rissoso Liam Gallagher. George Michael dopo gli Wham! pubblicò un singolo che più alieno e spiazzante non poteva essere, A different corner. Geri Halliwell tent&og…
Harry Styles, Harry Styles (Columbia)
 
Che bel topos dell’immaginario pop. Che momento cruciale nel percorso di una vita vissuta in pubblico. Che snodo fondamentale nella storia di una popstar. Quando prova ad alzarsi e a camminare con le proprie gambe per prendere la porta e uscire, lasciando alle spalle mamma papà fratelli, certezze e fan consolidati. Quando la band si sfascia e lascia a terra i rottami di un sogno. Tanto c’è alle spalle e tante, tantissime opportunità sono davanti. Che fare? Dimostrare di saper fare le stesse cose anche da solo? Rinnegare tutto e cambiare? Uccidere il padre e la madre? Tenerseli stretti per non perdersi?
 
Dopo aver mollato i Take That Robbie Williams girò le spalle e iniziò a farsi vedere ai festival rock insieme al rissoso Liam Gallagher. George Michael dopo gli Wham! pubblicò un singolo che più alieno e spiazzante non poteva essere, A different corner. Geri Halliwell tentò la carta del pop anni Sessanta senza le Spice Girls: durò poco. Justin Timberlake non fece fatica a far capire subito che gli ‘N Sync gli impedivano di diventare adulto. E veniamo al protagonista del nuovo capitolo di quell’imprevedibile momento dell’immaginario pop che è il debutto da solista senza la boy band: Harry Styles senza One Direction.
Il biglietto da visita, il singolo Sign of the times, sono quasi sei minuti di epica pop rock che hanno strappato addirittura paragoni con il Bowie di Life on mars. Il glam rock torna in almeno un altro paio di casi: Only angel è tutta riff di chitarra e cori in falsetto, Kiwi rockettone neanche tanto leggero. I paragoni vanno dal Beck di Carolina alla psichedelia di Meet me in the hallway: potrebbe essere un album di quaranta o cinquant’anni fa. From the dining table e Sweet creature fanno leva solo sulla chitarra per accompagnare la bella voce, limpidissima, di Styles. Per forgiare la propria personalità Styles si tiene fuori dalla corsa alla modernità. “Non siamo più quelli di una volta”, canta in Two ghosts. Ma forse è tornato ad essere quello di una volta, il teenager inglese che prima di essere reclutato per fare l’idolo delle ragazzine suonava Beatles e Bryan Adams nei college e ai matrimoni con la sua band White Eskimo.
 Ma tutto questo potrebbe non contare niente. Il fatto che insieme a un team robusto abbia realizzato un album molto godibile, che potrebbe piacere ai genitori delle sue fan, che potrebbe resistere al tempo. In realtà poi tutto è affidato alle mani di un esercito agguerrito chiamato Directioners. Per oltre cinque anni hanno sostenuto i cinque (e poi quattro) One Direction, hanno acquistato venti milioni di album, li hanno portati sul podio delle star Under 30 più ricche del mondo. Se dopo l’entusiasmo iniziale per questo album solista decideranno che era più divertente il pop del gruppo invece di queste ballate rock seriose e adulte, ecco, allora si vedrà davvero il carattere di Harry Styles, 23 anni (sarà in concerto in Italia il 10 novembre all'Alcatraz di Milano). Allora capiremo se saprà accontentarsi di un pubblico ridotto e rinnovato o se la fame di fama gli farà fare qualche passo indietro per tornare al pop da classifica e lo porterà a duettare con Rihanna. Ma questo è tutto un altro topos.