Ariana Grande a Roma, nessuna paura: il concerto è una festa per grandi e piccini
Ernesto Assante
Prima tappa italiana - il 17 si replica a Torino - dell'artista a meno di un mese dall'attentato di Manchester, compiuto durante il suo show. La giovanissima pop star ripaga con la sua voce spettacolare, senza mai eccedere. Unico difetto il poco "calore"
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ROMA - Il primo concerto della nuova era dei controlli e della sicurezza è filato liscio come l'olio. Il concerto di Ariana Grande, tappa romana del suo Dangerous Woman Tour, è stato un grande successo, il Palalottomatica era gremito e tutti, artisti, bambini, adolescenti, genitori, organizzatori e polizia, sono andati via contenti. "Concerto blindato", scrivevano ieri i giornali presentando l'evento e, sulla carta, non avevano torto. La circolare su "safety" e "security" per le grandi manifestazioni pubbliche firmata dal capo della polizia, Franco Gabrielli prevedeva strettissmi controlli antiterrorismo e i controlli ci sono stati, così come una forte ma discreta presenza delle forze di polizia attorno a tutta l'area, controlli che non hanno mai dato l'idea di essere esagerati e non hanno di certo trasformato il clima della serata. L'elenco dei divieti, pubblicato on line sulla pagina ufficiale dell'evento, era lunghissimo: proibito portare all'interno dell'impianto valigie, trolley, borse e zaini, ma anche bevande, strumenti per selfie macchine fotografiche, videocamere, tablet e altro ancora. La richiesta ha ottenuto lo scopo, le migliaia di ragazze presenti al concerto hanno evitato borse e zainetti, ma saggiamente il personale della security agli ingressi dopo aver controllato, anche con i metal detector, chi entrava, si è limitato a perquisire, ma non a sequestrare, le borse delle molte mamme presenti. Così non ci sono state tensioni all'ingresso e nemmeno all'interno della struttura, gremita in ogni ordine di posti. Nessuno ha avuto paura, non c'è stato l'"effetto Manchester", le famiglie al completo erano molte ancor di più i papà in attesa all'esterno e tantissime le coppie per il perfetto concerto "mamma e figlia". Nessuno ha rinunciato ad andare a vedere e ascoltare la star americana, amatissima dalle giovani generazioni. Quindi un'ora e mezza di gioia e allegria, di musica e selfie, di torce dei cellulari accese nei momenti clou, di balli e canti, di divertimento e urla, iniziate poco dopo le 21 e concluse poco dopo le 22,30, senza tensioni o problemi nemmeno al deflusso del pubblico.
Polizia a cavallo, cani e controlli, l'attesa a Roma per il concerto di Ariana Grande
Bonifiche con artificieri e cani antiesplosivo, transenne e vigilanze. È scattato il piano sicurezza per il concerto di Ariana Grande al Palalottomatica di Roma. Circa seimila gli spettatori attesi per lo spettacolo dell'artista che si trovava sul palco di Manchester a maggio quando ci fu l'attentato e che riceverà la cittadinanza onoraria della città inglese per aver voluto organizzare un concerto di solidarietà alle vittime, Manchester One Love. Previsto un transennamento attorno al Palalottomatica dell'Eur a seicento metri di distanza dalla struttura. Per accedere all'interno si dovranno superare i controlli ai varchi di filtraggio e prefiltraggio, presidiati da forze dell'ordine e stewards. Gli spettatori vengolo controllati anche con metal detector. Particolare attenzione e borse e zainetti. Ai varchi potranno accedere solo le persone munite di biglietto e verranno presidiati fino al termine del deflusso degli spettatori. In 'campo' anche le pattuglie a cavallo.
E il concerto? Ariana Grande è molto brava, ha una voce spettacolare, un'intonazione quasi incredibile, potenza e garbo nel porgere le canzoni, magari in maniera un po' troppo standardizzata ed è circondata da un amore incontenibile, quello di legioni di adolescenti che stravedono per lei e il suo pop. Si va dalle bambine di sette-otto anni alle teenager, affascinate dal viso della altrettanto giovane Ariana, poco più che ventenne, dal suo stile sfacciato e allegro, dalla sua musica che è basata sulla formula moderna della dance fusa con il pop. Lo show è elegante e ben studiato, Ariana Grande è in scena con dieci ballerini, su un palcoscenico spoglio, solo due scale che si compongono in varie forme durante lo show e un fondale bianco che si trasforma in schermo per giochi di luce, colore, proiezioni.
Roma, Ariana Grande in concerto, palalottomatica blindato
Poco, pochissimo, il culto della personalità, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare: le luci sono soffuse, si gioca di contrasti e di sfumature, non c'è mai un faro diretto sulla cantante o sui ballerini ed anche quando il volto della Grande viene proiettato sullo schermo non è mai per esaltarla. Lei è decisamente più garbata che non nei videoclip, non gioca con il sesso in maniera esplicita, anzi non lo fa proprio, si limita a ballare, a cambiarsi quattro volte d'abito e a cantare senza sosta con una grande potenza e una precisione impeccabile.
Difetti? Poca comunicativa, ma stiamo parlando di una giovanissima diva pop non di una star messianica, e la mancanza di discorsi potrebbe addirittura essere un pregio dello show. Diciamo allora poco "calore", la Grande si lascia andare pochissimo, si controlla, sa quando ammiccare, dove guardare, come e quando chiedere al pubblico di sostenerla, si tocca ossessivamente i capelli sistemandoli ora dietro le spalle ora davanti, in cerca di una impossibile perfezione dell'immagine. Ma ogni tanto cede, e la voce prende il sopravvento, dimentica i capelli e canta, con energia e passione degne della migliore Whitney Houston, della quale sembra volentieri seguire le orme. Accade soprattutto nell'unico momento in cui ricorda la notte di Manchester, cantando con qualche difficoltà emotiva "Over the rainbow", mentre alle sue spalle viene proiettato il simbolo della serata, il fiocco con le orecchie, e il pubblico scandisce in coro "Manchester". Non c'è retorica nello show, nemmeno quando nel finale raccoglie con nonchalanche una bandiera multicolore della pace e la sventola in scena mentre balla, senza enfasi, senza esagerare.
Ariana Grande ha ventitrè anni e potrebbe davvero ripercorrere le orme di Whitney Houston, ha le doti tecniche e il look, ed ha il vantaggio, rispetto a molti divi pop degli anni Ottanta e Novanta, di essere in grado di offrire uno show musicalmente ineccepibile, sostenuto da molte basi registrate ma anche da una band di tutto rispetto, in cui la noia è bandita e la gioia regna sovrana.
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