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Il Cile non la fa facile: "Volevo un'altra vita, così rimanevo in casa a suonare i Nirvana"

Si chiama Lorenzo Cilembrini, ha collaborato con J-Ax e artisti della scena rap italiana come Club Dogo e Clementino. Ora, per lui, è il momento di un nuovo disco, realizzato in solitaria, 'La fate facile': "Qui dentro non c’è nessun ospite. Solo io e le mie paranoie"
 

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Cintura di borchie, pantaloni stracciati, catene e spille da balia, tatuaggi, tutto di colore nero: il look è punk. La rabbia anche. La musica non esattamente. Lui è Il Cile ma gli Inti Illimani non c’entrano niente: "Mi chiamo Lorenzo Cilembrini: è da quando sono piccolo che i miei amici mi chiamano così". Viene da Arezzo "ma per sei anni di seguito me ne sono andato, per tre mesi, a Londra, dove facevo dei lavoretti per mantenermi. Avevo una base là perché mia zia ci abitava: così ho avuto modo di ascoltare gente come Pulp, Primal Scream, Blur, Oasis. Ho iniziato a suonare perché ho visto quella scena lì. Solo che ogni volta che ritornavo in Italia mi veniva la depressione perché era un mondo lontanissimo: in Inghilterra tutti ascoltano musica, è una cosa fondamentale della vita. Per fortuna poi, a poco a poco, qualcosa ha iniziato a muoversi anche qui: gente come gli Afterhours ha tracciato una strada! Ho avuto la fortuna di aprire poco tempo fa i concerti del loro tour europeo ed è stata un’esperienza fantastica, anche se ho rischiato di mandarlo a monte…". Ovvero? "Be', diciamo che a metà tour ho avuto una serata difficile e il mattino dopo non ero proprio in me. Stavo cercando di riprendermi e me ne stavo in un angolo con il mio zaino; poi, quando è venuto il momento di andar via, spunta fuori Manuel Agnelli incazzato nero che dice: 'Non possiamo partire: ho cercato dappertutto e non trovo più la borsa con i documenti, qualche stronzo me l’ha rubato, domani salta la data'. Tutti vanno in paranoia, ci mettiamo a cercare dappertutto e dopo un bel po’ uno dei ragazzi mi fa: Lorenzo, ma sei sicuro che quello zaino sia tuo? Sembra proprio quello di Manuel. Era il suo". E lui? "È stato molto comprensivo: si è messo a ridere e mi ha addirittura consolato. Io avrei voluto morire. Mi ha detto che un tempo loro hanno fatto ben di peggio. Io però non ho più toccato l’alcol da allora".
 
La copertina del nuovo disco, 'La fate facile' (Universal), in uscita l'8 settembre 
Del resto che Il Cile sia un tipo piuttosto tormentato lo raccontano le sue canzoni. Anche se molto melodiche, hanno un’intensità che oggi non si trova facilmente: "Non è che attualmente non ci sia più rabbia, solo che dalle strade si è trasferita nella Rete: io ho più di trent’anni, appartengo a una generazione che aveva ancora voglia di spaccare una chitarra. Ai più giovani invece, con Genova, è stato fatto capire che ribellarsi è impossibile perché chi ci ha provato ha sempre perso, mentre in tv e nella società in generale passa l’idea che l’unica cosa che conta sono i soldi. Non la cultura, non la musica, non l’arte o la letteratura. Ecco perché oggi va molto il rap che spesso si fa vanto di aspirare solo ai soldi, al 'cash': e lo dice uno che lo apprezza molto, tanto che ho sempre fatto collaborazioni con i rapper, Club Dogo, Clementino. Il mio più grande successo è Maria Salvador con J-Ax. Però, per me, viene prima di tutto fare quello che sento dentro. Con questo nuovo disco ho voluto cambiare tutto, fare una cosa completamente mia. Per questo non c’è nessun ospite. Solo io e le mie paranoie che però, per fortuna, credo di essere riuscito a esorcizzare, almeno in parte".
 
Il primo singolo, che dà il titolo all’album in uscita l’8 settembre, è La fate facile. Racconta un’infanzia e un’adolescenza inquiete, senza mezzi termini. "Vengo da una normale famiglia borghese ma ho avuto una situazione di salute complicata, per molto tempo, quando ero piccolo. Mia madre era paranoica, non mi faceva uscire di casa: appena ho messo il piede fuori ho incominciato a combinare disastri. Sono sempre stato impulsivo e avevo un sacco di rabbia dentro, ma questo è stato anche un motore: volevo una vita diversa e invece di andare a giocare a pallone stavo in casa a imparare le canzoni dei Nirvana".
 
Il nuovo singolo, Era bellissimo, racconta della fine di un amore. "Combino casini su casini. Ho iniziato una convivenza senza esserne minimamente preparato e ho mandato tutto al diavolo. A un certo punto ho avuto un attacco di panico da cui sono uscito dicendo basta, non voglio più essere così. Mi sono dato una disciplina, ho rimesso mano al disco che stava prendendo una direzione delirante e…". E? "Incredibilmente le cose hanno cominciato a rimettersi a posto. Non vedevo altro che la musica, lo studio, e questo ha esorcizzato il caos emozionale che avevo dentro". E adesso? "Sono diventato adulto. Spero". In un tempo in cui molto è plastificato e prodotto in serie non ce ne sono tanti che si mettono in gioco così. Viva Chile! dunque. Anche se non sono gli Inti Illimani.