Ensi, 'V', il disco dai molti significati: "Qui c’è l’uomo, il rapper e il padre"
Luigi Bolognini
Jari Vella è 'scomparso' per tre anni per dedicarsi al neonato figlio e pensare a un nuovo lavoro "fatto di breakbeat, melodia, rap serrato e variazioni improvvise", la sua "lettera aperta al mondo". Con tanto di featuring: Il Cile, Luché, Madman, Gemitaiz e Clementino
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V può voler dire tante cose. Quinto in latino. Oppure Vittoria, alla Churchill. O anche l’iniziale del cognome Vella o del nome Vincent. Nel caso di Ensi vuol dire tutto questo: "V è il mio quinto disco, artisticamente mi piace parecchio e per questo è una vittoria, Vella è il mio cognome e Vincent è mio figlio, appena nato. Tutto congiurava per questo titolo insomma".
Il primo settembre, con l’uscita dell’album, finisce l’assenza per tre anni dalla scena musicale di Jari Vella, "dovevo badare al bimbo, godermelo nella sua scoperta del mondo. Sono stati anni intensi, mi serviva del tempo per metabolizzare e me lo sono preso, in piena controtendenza con il momento storico nel quale viviamo, dove è tutto molto veloce. Negli ultimi mesi ho raccolto tutto questo vissuto e ho scritto V. Un collage di foto, strappi del passato e del presente, nei suoni come nelle immagini. Qui c’è l’uomo, il rapper e il padre".
Ensi, primo figlio e quinto disco per il rapper: "V come vittoria"
Lo spiega bene la traccia di apertura, Ribelli senza causa, che è anche un omaggio al titolo originale del film Gioventù bruciata. "Che è la mia, ormai passata, la rivivo col pensiero meditando su come tutto e tutti cambiano. Tirando le somme a modo mio. Musicalmente c’è tutto quel che caratterizza il disco: il breakbeat, le melodie, il rap serrato, le variazioni improvvise".
Ma è chiaro che ora c’è un giovane a cui Ensi è particolarmente interessato, il bimbo Vincent, cui dedica l’omonima canzone, una lettera aperta sul mondo in cui si troverà a vivere, senza nascondergli le difficoltà ma invitandolo a cercare il sole, "come faceva Van Gogh quando dipingeva i girasoli". La prima canzone immaginata per V, l’ultima scritta e registrata. La copertina di 'V'
Come ogni buon rapper, anche Ensi ha scelto alcuni featuring, a partire da Il Cile in Identità, "un brano super rock", poi Luché in Te lo dicevo, Madman e Gemitaiz nell’inno alla marijuana libera 4:20 ("una joint venture"), scherza) e Clementino in Sì, come no. Anche se è fatto tutto da solo un pezzo che potrebbe davvero spaccare e diventare un inno contro gli anti-migranti, Tutto il mondo è quartiere: "Io a Milano vivo in viale Padova, la zona multietnica per eccellenza. Mangio in ristoranti orientali, compro casse d’acqua e succo di mango da gente del Bangladesh. La mia ex vicina di casa era del Cile. Dei miei due barbieri uno è campano l’altro è nigeriano. I figli del portiere del mio palazzo parlano filippino con lui e italiano con me. Mio figlio andrà a scuola con ragazzi di ogni colore, razza e religione. Tutto questo è meraviglioso e dovevo raccontarlo. Risultato: l’altro giorno un tipo che consegna le pizze in motorino mi insegue fino a fermarmi. Pensavo che volesse litigare, invece mi abbraccia: è peruviano e aveva sentito la canzone".
Insomma, l’assenza non ha certo fatto impigrire né gli ha tolto ispirazione: "Ritrovo un mondo rap ampio, costruito, anche molto di moda. Ma la freschezza che ho ritrovato in questo periodo di stacco mi aiuterà a impormi di nuovo".