'My name is Prince': Londra rende omaggio al folletto di Minneapolis
ALESSANDRO ALLOCCACurata dalla sorella Tyka Nelson, racconta al pubblico la carriera e la vita privata dell'artista attraverso abiti, oggetti personali, dischi, strumenti musicali
È Londra a ospitare la prima mostra assoluta sulla vita del folletto di Minneapolis. My name is Prince si apre domani all'02 Arena e racconta la carriera, e alcuni aspetti della vita personale, dell'artista scomparso all'età di 57 anni il 21 aprile del 2016, trovato senza vita nell'ascensore dei Paisley Park Studios, ucciso da una overdose di oppiacei.
Proprio da quegli studi, scelti da Prince come luogo in cui vivere e lavorare fatti costruire dopo il successo planetario di Purple rain, giungono gran parte degli oggetti in mostra, scelti personalmente dalla sorella e curatrice dell'esposizione Tyka Nelson.
C'è la chitarra "Gibson" che l'artista utilizzò nel 1980 in occasione della sua prima apparizione televisiva ad American Bandstand; la chitarra arancione che si fece costruire appositamente per la performance live in occasione del SuperBowl del 2007 suonata anche nel successivo "Eart…
C'è la chitarra "Gibson" che l'artista utilizzò nel 1980 in occasione della sua prima apparizione televisiva ad American Bandstand; la chitarra arancione che si fece costruire appositamente per la performance live in occasione del SuperBowl del 2007 suonata anche nel successivo "Eart…
È Londra a ospitare la prima mostra assoluta sulla vita del folletto di Minneapolis. My name is Prince si apre domani all'02 Arena e racconta la carriera, e alcuni aspetti della vita personale, dell'artista scomparso all'età di 57 anni il 21 aprile del 2016, trovato senza vita nell'ascensore dei Paisley Park Studios, ucciso da una overdose di oppiacei.
Proprio da quegli studi, scelti da Prince come luogo in cui vivere e lavorare fatti costruire dopo il successo planetario di Purple rain, giungono gran parte degli oggetti in mostra, scelti personalmente dalla sorella e curatrice dell'esposizione Tyka Nelson.
C'è la chitarra "Gibson" che l'artista utilizzò nel 1980 in occasione della sua prima apparizione televisiva ad American Bandstand; la chitarra arancione che si fece costruire appositamente per la performance live in occasione del SuperBowl del 2007 suonata anche nel successivo "Earth tour" nel medesimo anno. Ma anche centinaia di vestiti di scena, centinaia di paia di scarpe e decine di occhiali utilizzati durante i tour "Purple Rain" e "LoveSexy".
Una intera area è dedicata ai manoscritti originali di alcune canzoni appartenenti al suo vasto repertorio, oltre a numerosi appunti che il cantautore amava prendere prima di allestire ogni spettacolo, e bozzette di alcuni dei vestiti poi indossati in video clip e apparizioni televisive.
Nonostante Prince sia nato e morto a Minneapolis trascorrendo lì gran parte della sua vita, ha sempre avuto un legame molto forte con la capitale inglese: ecco perché la scelta, sempre secondo la sorella Tyka, di tenere qui la prima mostra in assoluto dedicata a lui.
Proprio a Londra, e proprio all'Arena 02 che ospita ora l'esposizione, Prince fu protagonista di un evento unico nella storia mondiale della musica, "21 nights": tra i mesi di agosto e settembre del 2007 tenne ventuno concerti di fronte a centinaia di migliaia di persone provenienti da ogni parte del mondo, totalizzando oltre 350 mila biglietti venduti.
Inizialmente la mostra sarebbe dovuta durare proprio 21 giorni, come omaggio a quella sua impresa artistica. Ma in considerazione della grande richiesta che c'è stata da tutti i fan sia europei che dal resto del mondo, e trattandosi della prima mostra assoluta dedicata a Prince, l'organizzazione ha deciso di prorogarla per altri 21 giorni.
C'è la chitarra "Gibson" che l'artista utilizzò nel 1980 in occasione della sua prima apparizione televisiva ad American Bandstand; la chitarra arancione che si fece costruire appositamente per la performance live in occasione del SuperBowl del 2007 suonata anche nel successivo "Earth tour" nel medesimo anno. Ma anche centinaia di vestiti di scena, centinaia di paia di scarpe e decine di occhiali utilizzati durante i tour "Purple Rain" e "LoveSexy".
Una intera area è dedicata ai manoscritti originali di alcune canzoni appartenenti al suo vasto repertorio, oltre a numerosi appunti che il cantautore amava prendere prima di allestire ogni spettacolo, e bozzette di alcuni dei vestiti poi indossati in video clip e apparizioni televisive.
Nonostante Prince sia nato e morto a Minneapolis trascorrendo lì gran parte della sua vita, ha sempre avuto un legame molto forte con la capitale inglese: ecco perché la scelta, sempre secondo la sorella Tyka, di tenere qui la prima mostra in assoluto dedicata a lui.
Proprio a Londra, e proprio all'Arena 02 che ospita ora l'esposizione, Prince fu protagonista di un evento unico nella storia mondiale della musica, "21 nights": tra i mesi di agosto e settembre del 2007 tenne ventuno concerti di fronte a centinaia di migliaia di persone provenienti da ogni parte del mondo, totalizzando oltre 350 mila biglietti venduti.
Inizialmente la mostra sarebbe dovuta durare proprio 21 giorni, come omaggio a quella sua impresa artistica. Ma in considerazione della grande richiesta che c'è stata da tutti i fan sia europei che dal resto del mondo, e trattandosi della prima mostra assoluta dedicata a Prince, l'organizzazione ha deciso di prorogarla per altri 21 giorni.