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Elton John in streaming: "Il prossimo tour sarà l'ultimo" ma andrà avanti fino al 2021

La star ha chiarito, in una conferenza in diretta da New York, che continuerà a scrivere canzoni e fare dischi ma che i prossimi concerti, una lunga tournée di tre anni, saranno gli ultimi perché "voglio accompagnare i miei figli alle partite di calcio". Elton John ha compiuto 70 anni lo scorso marzo

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Elton John ha annunciato: "Il prossimo tour sarà l'ultimo". La popstar, che ha compiuto 70 anni lo scorso marzo, ha annunciato in diretta video dai suoi canali social che i prossimi concerti saranno gli ultimi e dopo di che si ritirerà dalle scene. "Non smetterò di fare musica, continuerò a scrivere canzoni e a fare dischi ma le mie priorità oggi sono cambiate. Ho figli, voglio essere parte della loro vita e accompagnarli alle partite di calcio", ha detto 'Rocket Man' in un evento-spettacolo a New York. Addio Yellow Brick Road è il titolo del 'tour della pensione' di Elton John: oltre 300 date in vari paesi del mondo a partire da Allentown, Pennsylvania, e che continueranno a tenere il leggendario musicista impegnato fino al 2020. Gucci sarà partner del tour, anche grazie all'amicizia con lo stilista Alessandro Michele. "Sarà un modo di dire grazie, e di andare via con un 'bang'. Un modo di far dire alla gente, 'ho visto l'ultimo tour ed era fantastico", ha detto.
 

Elton John annuncia: "Il prossimo tour sarà l'ultimo. Ora la famiglia"


Due tweet, a distanza di qualche ora uno dall’altro: nel primo si legge "vedrete finalmente dove si nasconde il futuro", nel secondo "Il passato incontra il presente", in entrambi un appuntamento, le 18.30, ora italiana, sul suo sito, eltonjohn.com per uno 'speciale annuncio'. Il Mirror sostiene che la decisione sarebbe stata presa in seguito al peggioramento delle condizioni di salute del musicista che, lo scorso aprile, contagiato da un'infezione rara, ha rischiato di morire. "Non smetterò di creare ma smetterò di viaggiare. La mia vita è cambiata, ho dei figli e questo è un periodo importante della loro vita, non voglio che loro sentano la mia mancanza e io non voglio sentire la loro. L'anno scorso ho avuto un'infezione ma ora le mie condizioni di salute sono buone" ha detto Elton John.


Settant'anni lo scorso 25 marzo, cinquanta di carriera, Elton John, nato Reginald Kenneth Dwight da mamma casalinga e papà pilota della Royal Air Force, conta trentotto dischi d'oro e trentuno di platino, oltre quattrocento milioni di album venduti in tutto il mondo e suo è pure il singolo più venduto nella storia, Candle in the Wind 1997. Lui che, all’inizio della carriera, a fine anni Sessanta, diceva: "Non voglio essere una grande star. Non posso sopportare quell'aspetto dell'essere musicista. Ciò che voglio fare è soltanto suonare qualche concerto alla settimana e isolarmi, comporre e basta". E se nella tiepida Inghilterra dei pub e piccoli club dove il giovane John si affaccia sulla scena musicale, prima con i Bluesology e poi con Empty Sky il suo esordio da solista, sembrava quasi possibile perpetrare quell’intento, fare musica rimanendo nell’anonimato, l’illusorietà del progetto è immediatamente evidente dal primo viaggio di Elton John negli Stati Uniti, dove il musicista va per promuovere non il primo, rifiutato dal mercato statunitense, ma il suo secondo album, Elton John, del 1970. Il 25 agosto di quell'anno è la prima delle sei serate al Troubadour, locale di 300 posti a Los Angeles. Elton John, 23 anni, è seduto al pianoforte. Guardandolo, il pubblico si aspetta di assistere a un concerto intimista, acustico. Quei trecento spettatori non sanno che l’uomo Elton John, tranquillo, timido, avrebbe subito una trasformazione non appena poggiati i piedi sul palco e sarebbe diventato l’incarnazione del Rock 'n' Roll. Il momento folgorante per tutti è quello preciso in cui John calcia via lo sgabello del piano e inizia a suonare e cantare. "Ci trovammo di fronte un incrocio tra Jerry Lee Lewis e Leonard Cohen" aveva commentato così la sorpresa Neil Diamond, compositore che quella sera aveva introdotto John sul palco. Alla fine di quelle sei serate, i giornali statunitensi scrivono che ad essersi esibito al Troubadour è quella che diventerà una delle principali stelle della musica Rock. Ma è solo l’inizio: quando Elton John torna negli Stati Uniti per il suo secondo tour, a novembre del 1970, è un animale da palcoscenico. Nello show di Santa Monica si esibisce in un vero e proprio strip-tease: "Avevo quattro strati di abiti addosso e gli stivali argentati con delle stelle. Un berretto, con in cima un cappello a cilindro. Poi me lo sono levato, insieme a una tuta. Ho tolto anche quella e sotto ne avevo un'altra, ancora diversa. Mi sono spogliato del tutto e sono rimasto con dei collant viola".

(afp)

Anche la Gran Bretagna a quel punto si scalda, di Your Song, il secondo singolo estratto da Elton John, John Lennon dirà: “è la prima volta che ascolto qualcosa di veramente nuovo dallo scioglimento dei Beatles”. Nel 1973 Elton John è un milionario che ha già fatto registrare tour mondiali da tutto esaurito e il suo album più famoso deve ancora uscire: è il doppio Goodbye Yellow Brick Road, scritto con il collaboratore di una vita, Bernie Taupin, che vede la luce a ottobre del 1973. Trentuno milioni di copie vendute, otto dischi di platino conquistati soltanto negli Stati Uniti, per un album che non nasce con le migliori premesse. Alla ricerca di una meta esotica dove registrare l’album, Elton John sceglie la Giamaica, come i Rolling Stones per Goat's Head Soup. Ma una volta lì, il musicista si trova davanti a uno studio fatiscente, con un’attrezzatura povera. Fugge letteralmente e completa l’opera con brani che lo accompagneranno per tutta la carriera, come Candle in the Wind dedicata a Marilyn Monroe, Bennie and the Jets o Saturday Night's Alright for Fighting, in Francia.

Seguono due album, Rock of the Westies, il "primo alla cocaina" come confesserà John, e Blue Moves che segnano un calo nelle vendite al quale non corrisponde però un raffreddamento da parte dei fan che continuano a far registrare il tutto esaurito ad ogni data dei suoi concerti. Perché nonostante l’aspetto, quel metro e settanta che gli farà giurare di non indossare mai scarpe senza tacco e la prematura calvizie, Elton John domina il palco e quando ci sta sopra è una vera rock star. Nonostante questo, nel 1977 arriva il primo annuncio del ritiro dalle scene, l’occasione è il concerto alla Wembley Arena. Dal palco John dichiara: "Ho preso una decisione stasera, questo sarà il mio ultimo concerto. C’è molto di più oltre a girare il mondo per fare concerti e questo sarà il mio ultimo". Il nuovo album con otto inediti arriva l’anno dopo, nel 1978, e un nuovo tour due anni dopo: "Facevo uso di droga. Non ho mai fumato, fondamentalmente tiravo cocaina, non ho mai assunto droga per endovena, l’ho sempre ingerita. In quel periodo prendevo anche allucinogeni".

La seconda volta che Elton John annuncia di ritirarsi dalle scene è nel 2015. Per quello che doveva essere l’ultimo tour, il The Final Courtain Tour, Rocket Man gira il Nord America con concerti che lo impegnano da agosto a ottobre 2015. Anche quella volta il motivo che lo avrebbe spinto a fare basta, a chiudere il sipario, è la sua famiglia, “voglio spendere più tempo con i miei cari, mi rendo conto di quanto preziosi siano i momenti che mi aspettano con i miei figli”. I suoi due bambini, che John cresce con il regista canadese David Furnish, suo marito dal 2014, sono nati dalla stessa madre surrogata: Zachary nel 2010 e Elijah nel 2013. Anche dopo quell’annuncio fatto nel 2015, per un nuovo album i fan hanno dovuto aspettare un anno: Wonderful Crazy Night esce a febbraio 2016. Così oggi, quella che il Mirror aveva annunciato come notizia shock, non sembra altro che un ribadire quanto Elton John ci dice da tempo: "Non smetterò di fare musica, continuerò a scrivere canzoni e a fare dischi ma le mie priorità oggi sono cambiate”. Sicuramente anche la morte di sua madre, Sheila Eileen, avvenuta lo scorso dicembre, ha spinto John a prendere questa decisione. Per quanto infatti i due non fossero legati da un grande rapporto, la malattia di Elton John, causata da un’infezione che lo ha quasi ucciso, li aveva riavvicinati. Così, sapendo della scomparsa della donna, il musicista aveva immediatamente annullato le dodici date del tour che aveva in programma a dicembre in Europa e Asia. Chissà se questa volta, Elton John, l’animale da palcoscenico, riuscirà davvero a starci lontano dal palco.