✕

Enrique Iglesias denuncia la Universal: "Mi hanno nascosto i guadagni dello streaming"

La causa alla sua ex etichetta per "milioni di dollari" dopo il mancato versamento del 50 per cento delle royalties come da contratto. Il suo avvocato: "Iglesias e tanti altri artisti come lui dovrebbero godere di parte del risparmio che l'ascolto in Rete garantisce alle case discografiche"
1 minuti di lettura
Enrique Iglesias ha fatto causa alla sede americana della sua ex casa discografica Universal “per il mancato pagamento delle royalties sullo streaming” delle sue canzoni. La star del latin pop lamenta un’imprecisata perdita per “milioni di dollari”.
 
Nella denuncia presentata alla U.S. District Court di Manhattan, Iglesias sostiene che la Universal ha pagato “soltanto una piccola parte” del 50 per cento sul tasso di royalty previsto dal suo contratto per la musica ascoltata in streaming. Secondo il suo avvocato la Universal "ritiene erroneamente di dover pagare per lo streaming la stessa cifra che viene versata agli artisti per la vendita degli album, nonostante l’assenza di costi di produzione e distribuzione".
 
Figlio del cantante spagnolo Julio, Enrique Iglesias, 42 anni, ha cominciato a seguire le orme del padre nel mondo discografico nel 1995 vendendo più di 100 milioni di copie nel mondo e generando mil…
Enrique Iglesias ha fatto causa alla sede americana della sua ex casa discografica Universal “per il mancato pagamento delle royalties sullo streaming” delle sue canzoni. La star del latin pop lamenta un’imprecisata perdita per “milioni di dollari”.
 
Nella denuncia presentata alla U.S. District Court di Manhattan, Iglesias sostiene che la Universal ha pagato “soltanto una piccola parte” del 50 per cento sul tasso di royalty previsto dal suo contratto per la musica ascoltata in streaming. Secondo il suo avvocato la Universal "ritiene erroneamente di dover pagare per lo streaming la stessa cifra che viene versata agli artisti per la vendita degli album, nonostante l’assenza di costi di produzione e distribuzione".
 
Figlio del cantante spagnolo Julio, Enrique Iglesias, 42 anni, ha cominciato a seguire le orme del padre nel mondo discografico nel 1995 vendendo più di 100 milioni di copie nel mondo e generando miliardi di streaming. La Universal divenne la sua etichetta nel 1999, poi nel 2015 il suo passaggio alla Sony.
 
Sebbene nel ’99 gli streaming non esistessero ancora, l'autore di Subeme la radio  ricorda che dopo la modifica avvenuta nel 2010 il suo contratto prevede per le sue canzoni «il 50 per cento sulle royalties per ogni uso non meglio precisato». Il suo avvocato, James Sammataro, ha accusato la Universal di rottura del contratto: “Non è ciò che prevede il nostro accordo, così come il contratto di molti altri artisti: i cantanti, insieme ai produttori e agli autori, dovrebbero beneficiare della riduzione delle spese che il fenomeno dello streaming consente”.