Giorgio Gaber e 'Le donne di ora': l'inedito prodotto da Fossati
Luigi Bolognini, LUIGI BOLOGNINIUn inno alle donne viste come vero sesso dominante, scritto con Sandro Luporini ma mai pubblicato. Il pezzo è inserito nella nuova raccolta del cantautore in uscita il 23 marzo con 14 canzoni rieditate da Fossati con le tecnologie del suono più avanzate
Giorgio Gaber ha ancora qualcosa da dire, e da dare: ora ha dato un inedito, Le donne di ora, che impreziosisce il disco omonimo in uscita il 23 marzo, che per il resto contiene 14 canzoni del cantautore, dall'esordio con Ciao ti dirò (1958), passando per il periodo milanese (La ballata del Cerutti, Le strade di notte), fino al teatro canzone (Il conformista, L'illogica allegria). Il tutto, o meglio, ri-prodotto con le tecnologie del suono più avanzate, da Ivano Fossati. Il quale a un certo punto si è trovato di fronte a questo brano inedito, ovvero scritto da Gaber col fidato Sandro Luporini per l'ultimo disco, Io non mi sento italiano, uscito postumo nel 2003, ma poi non inserito in scaletta."Mentre Ivano stava lavorando a questa raccolta abbiamo pensato che non ci potessero essere mani migliori a cui affidare quell'inedito" dice Dalia Gaberscik, che cura la memoria del padre. Una canzone scritta nel 2002, "ma di un'attualit&ag…
Giorgio Gaber ha ancora qualcosa da dire, e da dare: ora ha dato un inedito, Le donne di ora, che impreziosisce il disco omonimo in uscita il 23 marzo, che per il resto contiene 14 canzoni del cantautore, dall'esordio con Ciao ti dirò (1958), passando per il periodo milanese (La ballata del Cerutti, Le strade di notte), fino al teatro canzone (Il conformista, L'illogica allegria). Il tutto, o meglio, ri-prodotto con le tecnologie del suono più avanzate, da Ivano Fossati. Il quale a un certo punto si è trovato di fronte a questo brano inedito, ovvero scritto da Gaber col fidato Sandro Luporini per l'ultimo disco, Io non mi sento italiano, uscito postumo nel 2003, ma poi non inserito in scaletta."Mentre Ivano stava lavorando a questa raccolta abbiamo pensato che non ci potessero essere mani migliori a cui affidare quell'inedito" dice Dalia Gaberscik, che cura la memoria del padre. Una canzone scritta nel 2002, "ma di un'attualità sconvolgente. Già quando la riprendemmo in mano l'anno scorso rimanemmo sorpresi per la sua attualità, ma dopo lo scoppio dello scandalo molestie sembra irreale per quanto è al passo con i tempi".
In effetti è proprio una canzone di Gaber, per l'andamento della ballata e per l'arguzia delle parole, un inno alle donne viste come vero sesso dominante: "Io sarei il sesso forte e dovrei farle la corte, ma non ci vuol mica tanto per rendersi conto che fa tutto lei... Forse per noi va un po' male in questo assetto sociale, forse per farci valere dovremmo abitare parecchio più a sud... Certo hanno poco potere e questo è ingiusto e volgare, ma quando un giorno l'avranno che cosa faranno Dio solo lo sa... Spesso la vita è un po' dura, ma in genere loro c'han troppa salute. Io non mi sento di dire che ci faranno sparire, certo che da un po' di tempo le vedove allegre son sempre di più", e non è dato sapere cosa ne pensi Ombretta Colli. Fino al ritornello: "Che paura, che paura, specialmente le donne di ora".Una canzone che ha lasciato a bocca aperta Ivano Fossati. Anzi, per la precisione, all'inizio l'ha perplesso: "Mi sono chiesto perché Giorgio non l'avesse messa nel disco, e ho pensato che non gli piacesse. Poi ho scoperto che voleva addirittura farne un singolo. E ho capito: non gli piaceva l'arrangiamento che ne avevano fatto, qualcosa nella struttura non funzionava: troppa introduzione, qualche lungaggine, qualche ripetizione poco utile. Così dopo un editing accurato ho suonato chitarre e tastiere sopra la base ritmica originale, cercando di creare un colore musicale ruvido ma accogliente. Mi viene in mente alla Van Morrison, per fare un paragone". Anche se il paragone più giusto è proprio con gli altri arrangiamenti di Gaber.
Il disco sarà presentato ufficialmente martedì 27 al teatro Grassi con un'intervista di Massimo Bernardini a Fossati. E sarà una delle quattro serate della rassegna Milano per Giorgio Gaber, che ogni anno la fondazione intitolata al cantautore organizza assieme al Comune. Stuzzicante, il 26, l'incontro sul tema "Destra, sinistra o... Giorgio Gaber" assieme al ministro Graziano Del Rio, da tempo fan gaberiano. Gli altri due appuntamenti sono teatrali: il 28 Polli di allevamento, il più controverso spettacolo di Gaber, con Giulio Casale, il 29 Instant Theatre, spettacolo alla Gaber di e con Enrico Bertolino. Più, come sempre, ma a luglio, il festival Gaber a Camaiore, con personaggi dello spettacolo, della cultura e dello sport che si confrontano col repertorio gaberiano. Nel quale, da oggi, c'è anche, a pieno titolo, Le donne di ora.
In effetti è proprio una canzone di Gaber, per l'andamento della ballata e per l'arguzia delle parole, un inno alle donne viste come vero sesso dominante: "Io sarei il sesso forte e dovrei farle la corte, ma non ci vuol mica tanto per rendersi conto che fa tutto lei... Forse per noi va un po' male in questo assetto sociale, forse per farci valere dovremmo abitare parecchio più a sud... Certo hanno poco potere e questo è ingiusto e volgare, ma quando un giorno l'avranno che cosa faranno Dio solo lo sa... Spesso la vita è un po' dura, ma in genere loro c'han troppa salute. Io non mi sento di dire che ci faranno sparire, certo che da un po' di tempo le vedove allegre son sempre di più", e non è dato sapere cosa ne pensi Ombretta Colli. Fino al ritornello: "Che paura, che paura, specialmente le donne di ora".Una canzone che ha lasciato a bocca aperta Ivano Fossati. Anzi, per la precisione, all'inizio l'ha perplesso: "Mi sono chiesto perché Giorgio non l'avesse messa nel disco, e ho pensato che non gli piacesse. Poi ho scoperto che voleva addirittura farne un singolo. E ho capito: non gli piaceva l'arrangiamento che ne avevano fatto, qualcosa nella struttura non funzionava: troppa introduzione, qualche lungaggine, qualche ripetizione poco utile. Così dopo un editing accurato ho suonato chitarre e tastiere sopra la base ritmica originale, cercando di creare un colore musicale ruvido ma accogliente. Mi viene in mente alla Van Morrison, per fare un paragone". Anche se il paragone più giusto è proprio con gli altri arrangiamenti di Gaber.
Il disco sarà presentato ufficialmente martedì 27 al teatro Grassi con un'intervista di Massimo Bernardini a Fossati. E sarà una delle quattro serate della rassegna Milano per Giorgio Gaber, che ogni anno la fondazione intitolata al cantautore organizza assieme al Comune. Stuzzicante, il 26, l'incontro sul tema "Destra, sinistra o... Giorgio Gaber" assieme al ministro Graziano Del Rio, da tempo fan gaberiano. Gli altri due appuntamenti sono teatrali: il 28 Polli di allevamento, il più controverso spettacolo di Gaber, con Giulio Casale, il 29 Instant Theatre, spettacolo alla Gaber di e con Enrico Bertolino. Più, come sempre, ma a luglio, il festival Gaber a Camaiore, con personaggi dello spettacolo, della cultura e dello sport che si confrontano col repertorio gaberiano. Nel quale, da oggi, c'è anche, a pieno titolo, Le donne di ora.