LONDRA - “Cioccolata?”. Jack White rovista nell’armadio della sua camera. Niente di sfarzoso. Tappezzeria anni con decorazioni anni Settanta un po’ psichedelica, moquette, legno, un divano rosso scuro. All’ingresso dell’hotel, di fianco alla reception, un gattone di bronzo assurdamente grande, alle pareti sculture giallo-blu-rosse alla Léger. Del resto non ci si poteva che aspettare grande attenzione alle combinazioni cromatiche dal creatore dei White Stripes, band in cui gli unici colori ammessi erano rosso, bianco e nero.
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