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I 70 anni di Steven Tyler, oltre gli Aerosmith verso l'azzardo

Si intitola 'Out on a limb', che significa sbilanciarsi, prendersi un rischio. Il frontman degli Aerosmith per i suoi 70 anni si regala un film, un documentario che racconta il suo ultimo tour e il suo album da solista. In anteprima a Nashville il 10 maggio

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Sarà per quei capelli ancora ostinatamente lunghi e, più o meno naturalmente, non bianchi (ma con ciocche verdi, blu, fucsia), sarà per un tipo di abbigliamento che è lo stesso da quando ha iniziato: camicie floreali o stampate aperte sul petto, jeans o pantaloni in pelle e poi foulard, anelli, collane (più sono vistose meglio è), piume (queste forse a ricordare nelle sue vene scorre anche un po' di sangue cherokee), sarà la voce che ancora c'è tutta, sarà la fidanzata che ha trent’anni, ma a guardare Steven Tyler non si direbbe proprio che il frontman degli Aerosmith, che nel 2016 si è regalato un album e l'inizio di una carriera da solista, festeggi oggi settant’anni. Figlio d'arte. Nato il 26 marzo 1948, Steven Victor Tallarico si porta dentro l’eredità di svariate Nazioni, più la sua, gli Stati Uniti. Suo padre Victor A. Tallarico è italo-tedesco, perché il nonno di Steven Tyler, il musicista Giovanni Tallarico è di Cotronei (paesino calabrese di cinquemila anime che nel 2010 ha conferito al musicista la cittadinanza onoraria e che sogna e aspetta l’annuncio di un concerto degli Aerosmith ai piedi della Sila) mentre la nonna paterna di Steven è di Berlino. Sua mamma Susan Blanche, invece, è polacca per padre, inglese per madre, ma è la discendente di famiglie ucraine e native americane, appunto. I genitori di Steven Tyler vivono ad Harlem, molto vicino all’Apollo Theater, storico club di musica dal vivo di New York dove si sono esibiti Ella Fitzgerald, James Brown, Michael Jackson. Victor è un musicista classico, ha una sua band, i Vic Tallarico Orchestra, e suona nel locale di famiglia, il Trow Rico Lodge. Susan è insegnante di musica. Steven non deve nemmeno scegliere di fare musica, la musica ce l’ha in casa. Da bambino si nasconde sotto il pianoforte del padre per ascoltare i suoi esercizi, poi impara a suonare la batteria per entrare nella Vic Tallarico Orchestra. Non è affatto difficile per Steven Tyler preferire la musica alla carriera scolastica: viene preso e poi puntualmente sospeso, se non addirittura espulso, da diversi istituti. Steven è un adolescente problematico, costantemente in conflitto con gli altri studenti, beve e fuma marijuana fin da giovanissimo. Non è certo rinunciare alla scuola per la musica la parte difficile. Piuttosto il problema è rinunciare al suo altro grande sogno: diventare guardia forestale.
Steven Tyler e Joe Perry nel 2002 in concerto a Los Angeles 
L'incontro con il "gemello opposto". La passione per la natura però non regge l’incontro con Joe Perry, nel 1969. Nella sua sconclusionata autobiografia del 2012 (in cui a volte si fa davvero fatica a capire cosa c’è scritto), Does the Noise in My Head Bother You?, Steven Tyler parla del chitarrista come del suo "gemello opposto". Perry è la Bella quando lui invece interpreta la parte della Bestia. Sweet Emotion è il brano degli Aerosmith che Tyler scrive per Joe Perry quando questo gli comunica che lascerà l’appartamento che divideva con lui per andare a vivere con l'attuale fidanzata. I due sono artisticamente indissolubilmente legati, forse tanto quanto John Lennon e Paul McCartney. Dopo quel primo incontro, quindi, Steven Tyler decide subito di seguire Perry e il bassista che era con lui, Tom Hamilton, nel viaggio che i musicisti hanno intenzione di intraprendere verso Boston. È lì che qualche mese più tardi, nel 1970, sarebbero nati gli Aerosmith con Ray Tabano alla chitarra, poi sostituito da Brad Whitford e Joey Kramer alla batteria. Sesso droga e Rock 'n' Roll è un cliché ormai anche un po' noioso, ma conti (quelli veri, dei soldi spesi per la dipendenza da sostanze stupefacenti) alla mano, ciò che viene fuori è che Steven Tyler è forse uno dei pochissimi ad aver attraversato indenne il cliché. Indenne sia perché lui non risulta noioso: nella sua vita il sesso la droga e il Rock ‘n’ Roll sono veri, non c’è niente di caricaturale, indenne anche perché poi Tyler è sopravvissuto.

20 milioni di dollari stupefacenti. Sono forse solo lui e Mick Jagger quelli per cui si può fare questo tipo di discorso, non a caso i ricordi di Steven Tyler della metà degli anni Sessanta ci raccontano di lui, nemmeno ventenne, impazzito durante un concerto dei Rolling Stones a New York, nel tentativo disperato di arrivare al backstage per incontrare i suoi idoli. "Tutti mi dicevano che somigliavo a Mick Jagger per le mie labbra enormi e la musica di Keith Richards era, in quel periodo, ciò che amavo di più". E non a caso i primi lavori degli Aerosmith si inseriscono nell’ombra proiettata dalla musica di Jagger e Richards. È con il terzo album Toys in the Attic del 1975, quello di Walk This Way e di Sweet Emotion per Joe Perry, che il gruppo conquista a pieno titolo il suo posto nell'Olimpo del Rock. Ma riesce in quello che sembrava impossibile, superare il cielo, l’album successivo, Rocks del 1976. Non ci sono hit che scalano le classifiche, ma il disco è fin da subito uno dei più grandi successi di tutti i tempi e sarà fonte d'ispirazione per i musicisti successivi. In questi anni però Steven e Joe iniziano ad abusare di droghe, al punto che ci si riferirà a loro sì come gemelli, ma come Toxic Twins, gemelli tossici. "Mi sono sniffato la mia Porche, mi sono sniffato il mio aereo, mi sono sniffato la casa" scrive Tyler nell'autobiografia. In un amen fa il bilancio di una vita. Ma i venti milioni di dollari fatti fuori per drogarsi non sono stati spesi solo per la cocaina sniffata, anche per l'eroina iniettata e gli acidi ingeriti. Venti milioni di dollari sono circa diciassette milioni di euro, e in questi Tyler non comprende i soldi spesi per la sua altra dipendenza, l'alcol. "Mi portavo tutto sul palco: un bicchiere con la cocaina dentro e uno con Coca Cola e Jack Daniels". Sì, viene proprio da domandarsi come faccia a essere ancora vivo. Sicuramente le cliniche di riabilitazione dalla quali è entrato e uscito come un'altra persona entrerebbe e uscirebbe da un supermercato lo hanno aiutato. Tutto ciò però non può non avere ripercussioni sulla musica: Joe Perry lascia il gruppo per dedicarsi alla carriera solista e Steven prova a portare avanti gli Aerosmith ma è solo l’ombra di se stesso.

Tutte le donne che gli hanno detto sì e una che ha detto no. Nel 1986 a ridare spinta alla band  è la Run-D.M.C gruppo rap che realizza la cover di Walk This Way inserendo nel coro le voci di Tyler e Perry e, di fatto, riportando brano e Aerosmith al successo. Quello stesso anno, la band torna con un nuovo album Permanent Vacation che è un successo, con brani come Dude (Looks Like a Lady) e Rag Doll. Nel frattempo Steven Tyler ha avuto due figlie, Liv, la prima, nata nel 1977 dalla relazione con Bebe Buell, famosa fotomodella di quegli anni, e Mia, la seconda, nata dopo il primo matrimonio di Tyler nel 1979 con Cyrinda Foxe. Ma già nel 1980 i due si separano. Teresa Barrik, che il musicista conosce nel 1982, sarà la sua seconda moglie, dal 1988 al 2005. Da lei Steven Tyler avrà i suoi altri due figli: Chelsea nata nel 1989 e Taj Monroe Tallarico nato nel 1991. Poi altre due fidanzate ufficiali per Tyler, Erin Brady, di venticinque anni più giovane, con la quale sembrava tutto pronto per il matrimonio numero tre. Nel 2013 invece i due si lasciano e dal 2016 Steven Tyler è legato a Aimee Preston, trentenne sua ex assistente. Ma per tutte le donne che hanno subito il fascino dell’artista ce n’è una, pure famosa, che gli ha letteralmente sbattuto la porta in faccia. Steven Tyler aveva deciso che avrebbe voluto passare la notte con la rockstar Joan Jett, così bussa, nudo, alla porta della sua camera d’albergo. "I'm not into big 10-inch, honey" gli ha risposto lei, un gioco di parole con il titolo di uno dei successi degli Aerosmith, Big 10 Inch Record, che in italiano si potrebbe tradurre così: "non sono interessata ai 25 centimetri, tesoro".

Verso Armageddon. Dopo il ritorno, a fine anni Ottanta, gli Aerosmith sfornano dischi da record uno dopo l'altro, Pump, Get a Grip, ad esempio. Sono anche gli anni di Mtv e con i primi video musicali che accompagnano i brani, Steven Tyler la rockstar dà lezione su come tenere un palco non più solo dalle date dei tour, anche dalla tv. Arriva poi il 1998, anno di Armageddon, film nel quale recita anche Liv Tayler e per cui gli Aerosmith compongono la colonna sonora. La ballata romantica I Don't Want to Miss a Thing è la prima per la band a conquistare la vetta della Billboard Hot 100. Due anni dopo, nel 2001, gli Aerosmith sono introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame.

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Tra guai di salute e impegno benefico. Per Steven Tyler, però, il nuovo millennio non inizia nel migliore dei modi: nel 2006 un intervento alle corde vocali rischia di compromettere la sua carriera. Non succede, ma arriva un altro annuncio shock: tre anni prima gli era stata diagnosticata l'epatite C. Tyler ha appena completato undici mesi di terapia. Né quello, né successivi, nuovi interventi chirurgici o cadute dal palco con conseguenti rotture di ossa lo hanno però allontanato dalla musica e dai concerti ai quali continua a dedicarsi come pure alle attività benefiche. La sua ultima personale iniziativa è la Janie’s House per le ragazze, donne vittime di violenza sessuale. Il nome è preso dalla hit degli Aerosmith Janie’s Got a Gun che racconta proprio di un’adolescente abusata dal padre. Ma da sempre Tyler è membro della Elton John AIDS Foundation e di altre associazioni come The Art of Elysium per i bambini gravemente malati o Robin Hood per combattere la povertà a New York.

Steven Tyler per i 70 anni un film e una giornata tutta sua a Nashville


Dal rock al country e Nashville gli dedica il Steven Tyler Day. Nel 2011 l’instancabile Steven Tyler si imbarca in una nuova avventura: è giudice di American Idol il talent show statunitense. Nel 2016 pubblica il suo primo album, We’re All Somebody from Somewhere, lanciandosi, all’età di sessantotto anni, alla carriera da solista. Lo fa chiudendosi in uno studio di registrazione a Nashville e mettendo da parte il Rock per dedicarsi al Country. Per il suo settantesimo compleanno, si è regalato il documentario Steven Tyler: Out on a Limb, il racconto del lavoro per quella nuova esperienza, mentre la città di Nashville ha riservato al film  l'apertura del suo Film Festival, il 10 maggio, eleggendo quella giornata a "Steven Tyler Day".