Concertone del Primo Maggio, gli artisti sul palco
Una giornata di musica per il tradizionale Concertone del Primo Maggio a piazza San Giovanni a Roma. Dopo Achille Lauro e i Ministri arriva la 'regina' Gianna Nannini con le stampelle. E ancora Sfera Ebbasta, Max Gazzè, Ermal Meta, Cosmo e il gran finale con Fatboy Slim. Nel pomeriggio sono saliti sul palco gli artisti 'giovani', a partire da Lo Stato Sociale che ha aperto il concerto con una rivisitazione in chiave sociopolitica della loro 'Mi sono rotto il c....'. La conduzione dello spettacolo è affidata a Ambra e Lodo de Lo Stato Sociale
Quindi Wrongonyou e l’esplosivo Achille Lauro, che inizia alla grande con i Boss Doms e poi si stende sul palco per cantare. Non è il solito Primo Maggio, tutto è diverso e più vero, con il pubblico che canta e si riconosce nelle nuove star, qualsiasi genere facciano, anche se si tratta di un cantautore come Mirkoeilcane, o un rapper diverso dalla media come Nitro. Seguono Galeffi, il bravo Gemitaiz, Gazelle, la scena romana domina, non solo perché il Concertone si svolge nella Capitale ma anche perché in questo momento Roma offre un panorama musicale molto ricco, vivace e vario. I messaggi e il divertimento continuano ad essere mescolati, come fa Willy Peyote, e nelle esibizioni delle band che sono arrivati alla finale il “contest” del Primo Maggio, l’originalissimo Erio, Zuin e La Municipal, che vince.
Ma se in piazza l’entusiasmo è grande, su Facebook si scatenano le critiche, un coro di proteste contro la nuova generazione della musica italiana, è un fiorire di “spengo il televisore”, “vadano a imparare qualcosa e poi tornino”, “mi viene da vomitare” e via discorrendo. C’è chi non ama la nuova musica, insomma, ma il nuovo Primo Maggio non concede nulla, nel pomeriggio, al passato, e prosegue con i volti dipinti, i tamburi (elettronici) e le tastiere di Dardust, che porta sul palco anche la bravissima Joan Thiele, seguito dall’ It-pop di Canova, l’esempio più classico di quello che sta accadendo oggi nella nuova musica italiana, nel bene e nel male. Il momento musicale che sta vivendo il nostro paese è per fortuna più positivo di quello che sembra, c’è un pubblico di giovani, numerosissimo, che per la prima volta da anni ascolta artisti sconosciuti con grande interesse e passione, solo pochi anni fa nessuno di questi giovani artisti avrebbe avuto un pubblico di più di 50 persone e, come è accaduto in passato.
A travolgere la piazza ci pensa la “band che ha rappresentato noi, la migliore band della nostra generazione”, come dice Lodo Guenzi per presentare gli eccellentissimi Zen Circus, una delle migliori rock band italiane, fortissimi, in grado scrivere canzoni serissime e appassionate, dirette e raffinatissime, elettriche e attuali. Sono bravissimi gli Zen Circus, scrivono canzoni, sono rock, non fanno compromessi, non ne hanno bisogno. Dopo di loro il mainstream pop di Francesca Michielin e l’originalità indiscutibile di John De Leo. Ma è il gran finale della prima parte il momento più bello del pomeriggio, con Lo Stato Sociale che chiama a raccolta alcuni dei musicisti delle band della scena italiana, sia personaggi che si sono esibiti nel pomeriggio sia ospiti “a sorpresa” per celebrare, con un magnifico supergruppo, la leggenda degli Skiantos. Citando Freak Antoni dal palco dicono che "Fare schifo è un imperativo morale" prima di attaccare "Mi piaccion le sbarbine" e la sempre attuale "Largo all'avanguardia", con tanto di “pubblico di merda” e “me mi piace scoreggiare”, con tanti saluti alla liturgia del Primo Maggio.