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GionnyScandal: "Canto le mie emozioni e non c'è solo l'amore"

L'artista, 26 anni, presenta il nuovo disco 'Emo', undici brani rap-pop: "Avevo cento canzoni e scegliere non è stato facile". Il tour dal 6 settembre: "Aspetto la riapertura delle scuole"

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Certi stati d'animo diventano attitudini musicali, e a quel punto non importa il genere. Così GionnyScandal può intitolare il suo nuovo disco Emo eppure farlo non punk (di cui l'emo fa parte), ma rap-pop. Perché quello che dici conta più di come lo dici, "e poi devo essere onesto, è anche una questione di mercato; io avrei fatto questo disco con chitarre elettriche e batteria, ma voglio che venda, e in Italia vanno decisamente più il pop e il rap del punk". Onestà non da poco, in un mondo in cui i cantanti giustificano ogni contorsione canora e sonora con frasi come "scelta artistica", "voglia di cambiare", "sperimentazione", "libertà". Ma GionnyScandal, che poi si chiama Gionata Ruggeri e ha 26 anni, ha come parola d'ordine sincerità, la stessa che mette nelle canzoni di Emo. "Perché emo è anche l'abbreviazione di 'emotional'. Io giro con una valigia nella quale metto le mie emozioni, i miei sentimenti. Poi ogni tanto la apro, tiro fuori qualcosa e ne scrivo. Entro nei miei ricordi perché voglio fare entrare ogni mio ascoltatore nei suoi propri, tristi o felici che siano".

GionnyScandal: "Il mio disco 'Emo', rap romantico per vivere nei ricordi"


Il risultato sono undici canzoni parecchio romantiche. Che per un rapper è abbastanza strano.
"Io non sono un rapper, sono uno che fa anche canzoni rap. Capisco l'etichetta perché le etichette servono, però vado un po' oltre le categorie. Così come non sono uno che scrive canzoni d'amore e romantiche. Io scrivo di emozioni, c'è l'amore, ma non solo quello. Nelle 100 canzoni che avevo inizialmente c'era anche tanto d'altro".

Scusi, ha scritto 100 canzoni?
"Eh sì. A me vengono facili da scrivere, proprio perché sono creazioni spontanee, parlo di me. Un po' sono nate da sole, un po' in vista di questo nuovo disco. E scegliere non è stato facile: sarà un macello anche decidere i singoli, potrebbero benissimo esserlo tutti. Per ora ho scelto Il posto più bello e Per sempre, i prossimi li lascerò scegliere ai miei fan guardando i numeri dello streaming su Spotify e YouTube".
La copertina del disco 

L'idea è che quest'estate, grazie anche ai Mondiali di calcio, lancerà la canzone W la Fifa, un inno al disimpegno tra calcio, doppi sensi e sesso.
"Beh sì, ma sono cose innocenti. Fifa è il videogame di calcio, in cui sono un campione, anche se naturalmente si parla di calcio, io sono interista, a proposito di emozioni e di sofferenze. Poi certo parlo di seduzione, di giochi con una ragazza, ma in modo spero trattenuto, senza scadere nella volgarità. E poi c'è un bel reggaeton, ci divertiamo".

Dove non si trattiene in senso musicale, è in Hip hip urrà, una canzone zeppa di influenze trap, in controtendenza col resto.
"In passato ho fatto rap cattivo e duro. Ultimamente ho scelto altre sonorità e qualcuno mi chiedeva dove fosse finito il GionnyScandal di una volta. Ma non posso spiegare a tutti che non sentivo più quel genere come qualcosa di mio. Ho preferito dimostrare alla nicchia che ama la trap cattiva che, se voglio, lo posso fare ancora, e usando il suono che va nel 2018, e che io usavo da ben prima".

La sua storia personale è nota e particolare: lei è stato dato in adozione piccolissimo, poi i suoi genitori adottivi sono morti e adesso cerca quelli biologici. Quanto l'ha segnata tutto questo?
"Artisticamente credo abbia accresciuto la mia sensibilità e la voglia di scavare dentro di me. Per il resto posso dire solo che sono ancora in cerca di quelle persone, vorrei conoscerle, ma anzitutto per curiosità, per sapere come sono andate le cose: non ho rimpianti su di loro, io considero i miei genitori adottivi i genitori veri, anche se erano altissimi di statura e io sono un nano, e già da lì capii che qualcosa non quadrava. Ecco, mi piacerebbe conoscere il fratello che so di avere, di due anni più grande di me, quello con cui non ho giocato a pallone da piccolo. Ma non ha mai risposto ai miei appelli in tv e su Internet, chissà, magari non sa neppure di essere mio fratello, oppure non vuole conoscermi. Ma ripeto, sono solo curiosità che vorrei soddisfarmi, niente casi umani".

Per ascoltare dal vivo questo disco bisognerà aspettare il 6 settembre, quando sarà all'Alcatraz di Milano e inizierà un tour ancora da annunciare. Come mai niente estate?
"Per un semplice motivo: gran parte del mio pubblico ha fra i 13 e i 18 anni, quindi d'estate parte per le vacanze. Così ho deciso di aspettare la riapertura delle scuole. Ma mi farò perdonare facendo questo disco in modo diverso dal vivo: sarò accompagnato da una band con chitarra, tastiere e batteria, avvicineremo le canzoni alle sonorità emo-core".