“Quando qualcuno se ne va, l’amore resta intorno”. È così anche per la musica, che resta non solo intorno ma dentro di noi. Così è per la musica e le canzoni di Pino Daniele, che sono ancora con noi e, senza retorica, lo saranno per sempre. Fa un certo effetto sentire di nuovo, dopo tre anni e mezzo, la voce del grande musicista, autore e cantante napoletano, risuonare tra le note di una canzone nuova. Perché, dato che le sue canzoni sono “restate intorno”, alla fine sembra che Pino non sia mai davvero andato via. È vero per tanti artisti che ci hanno lasciato, ma è vero in particolare per Daniele, le cui canzoni più belle erano già senza tempo, erano scritte per restare, al di la delle mode, delle tendenze, dei cambiamenti di gusto e di stile.
Resta quel che resta fa parte di quel gruppo di canzoni, non ha una “data di scadenza”, è una canzone bella e dolce, un brano che ha dentro tutto l’universo di Daniele, la sua leggerezza e la sua profondità, il suo saper giocare con la melodia e con il ritmo, la sua capacità di scrivere cose popolari e raffinate al tempo stesso. E poi, creando al primo ascolto un’inevitabile un colpo al cuore, c’è la sua voce, unica, indimenticabile, che domina un brano dal sapore malinconico ma positivo, una ballata che riesce ad essere solida nei sentimenti, fragile nell’emozione.
Resta quel che resta è un brano che ha qualche anno sulle spalle, è una delle canzoni rimaste fuori dal progetto Boogie Boogie man, era una demo che Daniele aveva mandato a Ferdinando Salzano, il suo manager, che oggi ha deciso di tirarla fuori dal cassetto, metterla nelle sapienti mani di Corrado Rustici, e farla arrivare a noi. L’occasione è quella del concerto del 7 giugno a Napoli, quando tanta parte della musica italiana si darà convegno allo Stadio San Paolo per celebrare l’arte di Pino Daniele. Certo, i brani postumi lasciano sempre, alla fine, un po’ di amaro in bocca, ma in questo caso la straordinaria leggerezza della voce di Pino Daniele fa svanire ogni possibile dubbio e il lavoro di Corrado Rustici, mai esagerato, sempre in linea con la musicalità del cantautore napoletano, rende giustizia a una canzone che, anche se forse Pino avrebbe realizzato diversamente o forse non avrebbe pubblicato mai, è davvero un piacere ascoltare.
Resta quel che resta fa parte di quel gruppo di canzoni, non ha una “data di scadenza”, è una canzone bella e dolce, un brano che ha dentro tutto l’universo di Daniele, la sua leggerezza e la sua profondità, il suo saper giocare con la melodia e con il ritmo, la sua capacità di scrivere cose popolari e raffinate al tempo stesso. E poi, creando al primo ascolto un’inevitabile un colpo al cuore, c’è la sua voce, unica, indimenticabile, che domina un brano dal sapore malinconico ma positivo, una ballata che riesce ad essere solida nei sentimenti, fragile nell’emozione.
Resta quel che resta è un brano che ha qualche anno sulle spalle, è una delle canzoni rimaste fuori dal progetto Boogie Boogie man, era una demo che Daniele aveva mandato a Ferdinando Salzano, il suo manager, che oggi ha deciso di tirarla fuori dal cassetto, metterla nelle sapienti mani di Corrado Rustici, e farla arrivare a noi. L’occasione è quella del concerto del 7 giugno a Napoli, quando tanta parte della musica italiana si darà convegno allo Stadio San Paolo per celebrare l’arte di Pino Daniele. Certo, i brani postumi lasciano sempre, alla fine, un po’ di amaro in bocca, ma in questo caso la straordinaria leggerezza della voce di Pino Daniele fa svanire ogni possibile dubbio e il lavoro di Corrado Rustici, mai esagerato, sempre in linea con la musicalità del cantautore napoletano, rende giustizia a una canzone che, anche se forse Pino avrebbe realizzato diversamente o forse non avrebbe pubblicato mai, è davvero un piacere ascoltare.