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Quella 'Kanaglia' di DrefGold: "Al primo posto c'è il divertimento. Sono contro lo sballo"

Il nuovo nome della trap è Elia Specolizzi, 21 anni, che debutta con un disco dalle 'buone vibrazioni': "Fumo ma non bevo alcol: ci sono ragazzini che mi portano blister di Xanax pensando di farmi un favore. È tremendo"

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Una musica gommosa e dolcina come i marshmallow, le caramelle morbidone che circondano il suo viso nella copertina di Kanaglia, il disco di esordio di DrefGold, uno che fa trap, ma per divertire. L’aria è quella di un cartone animato, non solo per le treccine rasta gialle e rosse e la faccia da ragazzino (in effetti ha 21 anni) ma anche perché dal collo gli ciondola una testa di Bugs Bunny, che di buon peso ha anche tatuato sulla pancia.

La copertina del debutto di DrefGold, 'Kanaglia' 

E la sua trap, a differenza di tante altre, non vuole sballare né mettere in mostra quanto è bravo, ricco e arrogante il cantante di turno né insistere su toni oscuri: "Al primo posto ci deve essere sempre il divertimento - dice l’artista, vero nome Elia Specolizzi - In America la maggior parte degli artisti trap parla di ammazzare, ma anche lì c'è una wave che ha preso questi suoni senza essere incattivita. Nelle mie canzoni un po’ si parla di criminalità, spaccio e lusso, ma è tutto ironico, non suggerirei mai a chi mi ascolta una vita criminale". Per dire, non si droga neppure: "Sono contro una certa idea di megasballo: fumo ma non bevo alcol. È tremendo l'uso di farmaci a fine di sballo: ci sono ragazzini che pensando di farmi un favore mi portano nel backstage blister di Xanax".

Il debutto di DrefGold è 'Kanaglia': "Le mie canzoni, enigmi per l'ascoltatore"


Per DrefGold è il debutto discografico ma non quello musicale: in passato ha collaborato con Sfera Ebbasta, che ricambia duettando nel brano Wave e ingaggiandolo nella sua etichetta BillionHeadz Music Group. Anche se il primo singolo di queste 11 canzoni è stato Boss, uscito nei mesi scorsi e già di buon successo.

"Questo è il risultato di un percorso importante, fatto di sacrifici, di anni passati nei quartieri, nelle piccole piazze bolognesi a cantare con vari gruppi", tra questi il collettivo Pro Evolution Joint, del quale fa parte anche Paolo Antonacci, figlio di Biagio, noto con lo pseudonimo di Pol. Anche la sua scrittura è particolare, visionaria, fatta di immagini allucinogene, un po’ da decrittare. "Io scrivo in modo astratto, come fossero piccoli enigmi per l'ascoltatore. Sono parole che stanno bene in quel determinato contesto. Se il senso sfugge bisogna cercarlo".

Ora il classico tour instore, quindi un breve giro di località di mare in agosto (il 4 Marina di Ravenna, il 15 Gallipoli, il 19 Taranto, il 22 San Benedetto del Tronto, il 23 a Riccione), poi si penserà a una ricca serie di tappe invernali nei club.