Nella clip marito e moglie ballano, soli o con un ensamble di ballerini, ridono, quando uno si dimena l'altra sta ferma e viceversa, cantano, naturalmente. Vestiti in maniera decisamente appariscente, si muovono come fossero a casa loro per alcuni corridoi del museo di Parigi, raccontandoci quanto sia incredibile che ce l'abbiano fatta, quanto si sentano grati, volendo riassumere i sei minuti di canzone, per ciò che hanno: soldi (nelle varie declinazioni, auto costose, vestiti costosi), successo (motivo per cui Jay-Z può permettersi di rifiutare di esibirsi al Superbowl e per cui non si preoccupa se con otto nomination ai Grammy non ha portato a casa nemmeno una statuetta) e una ritrovata felicità.
L'album congiunto sarebbe infatti il completamento della trilogia dei due musicisti sulla loro relazione, iniziata con Lemonade, disco nel quale Beyoncé cantava "I regret the night I put that ring on" o "he better call Becky with the good hair", vale a dire che si era pentita di essersi sposata e che a questo punto lui poteva pure chiamare l'altra, e proseguita con 4:44, disco con cui Jay-Z ammetteva il tradimento "se i miei figli sapessero, non so cosa farei" e chiedeva perdono "lasciami solo Becky. Un uomo che non si prende cura della propria famiglia, non può essere ricco".
Dalla Nike alla 'Gioconda', la visita guidata al Louvre è firmata 'The Carters'
Il videoclip per 'Apeshit', primo brano estratto dall’album che Beyoncé e Jay-Z hanno scritto insieme, firmandosi come The Carters, 'Everything is Love', è stato girato interamente nel museo più visitato al mondo, il Louvre di Parigi. Il risultato è qualcosa di mai visto prima per una clip musicale, apprezzato da molti ma anche criticato da qualcuno che si è chiesto se fosse giusto che un museo si presti a eventi di questo tipo. Per il direttore del Louvre, Jean-Luc Martinez, la risposta è assolutamente sì, non solo: ha pure pensato a un tour specifico da far fare ai visitatori, un tour che li guidi attraverso le diciassette opere che compaiono nel video di Mr e Mrs Carter. 'Jay-Z et Beyoncé au Louvre' si chiama il percorso che dura un’ora e mezza e porta il pubblico di fronte a opere come la Nike di Samotracia, la Gioconda o la Grande Sfinge di Tanis
Nel video per Apeshit, diretto da Ricky Saiz e che in venti giorni ha raccolto oltre 59 milioni di visualizzazioni su YouTube, i due tornano a guardarsi con complicità, ma quello che non è piaciuto a tanti è il fatto che sia stata data ai Carters la possibilità di utilizzare a proprio piacimento le sale del Louvre. Il quotidiano francese Le Monde si è interrogato sulla necessità del museo di prestarsi a eventi di questo tipo. Non solo, però, nel museo più visitato al mondo devono aver pensato che sì, ci si può prestare a eventi di questo tipo, ma, cavalcando l'onda della pubblicità che gli è stata fatta, e "per rendere la collezione accessibile a un pubblico più vasto e generico" nelle parole del direttore del Louvre, Jean-Luc Martinez, è stato pensato al tour della durata di un'ora e mezza che guida il visitatore attraverso le diciassette opere che compaiono nel video.
A osservarle, si intuisce che l'intenzione dei Carters non era solo la celebrazione del matrimonio, ma anche l'identità afro-americana, tema al quale i due hanno sempre dato spazio nei loro testi, discorsi, attività extra-musicali. E al quale hanno dato spazio anche quest'ultima volta, scegliendo ad esempio di rappare di fronte alla Zattera della Medusa di Théodore Géricault, che affida a un nero la posizione più alta nella composizione e il compito di sventolare un fazzoletto simbolo di speranza. O inquadrando il Ritratto di una donna nera di Marie-Guillemine Benoist, che nel 1800 sceglie come soggetto una donna non ridotta in schiavitù.
"Entrare nella piramide, prendere la direzione dell'ala Denon. Superati i controlli, andare dritto e salire le scale. Quindi fare le scale a chiocciola che sono sulla destra e arrivare alla Salle du Manége. Prendere il corridoio sulla destra e attraversare la galleria Borghese". Il museo dà tutte le indicazioni necessarie per iniziare il tour di Beyoncé e Jay-Z. Per il momento esistono solo guide in francese, ma arriveranno anche in altre lingue. Oltre ai quadri già citati ci si fermerà di fronte alle Nozze di Cana di Veronese o Madame Récamier di Jacques-Louis David, mentre per il soffitto della galleria Apollo basterà sollevare lo sguardo.