Alex Britti, quarant'anni di carriera 'on the road': "La chitarra, il mio sogno di sempre"
Ernesto Assante
L'artista romano, che il prossimo 23 agosto compirà 50 anni, festeggia sul palco. Ricordando, in una lunga videointervista, com'è nata la sua più grande passione
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Quaranta anni di musica. Alex Britti ha celebrato a Roma, venerdì scorso, e lo farà ancora in altri due concerti a luglio in Puglia e ad agosto in Calabria, l’anniversario, che poi sarà il cuore del suo tour autunnale. Una giusta e grande “festa” per uno dei migliori musicisti italiani, e senza dubbio uno dei più grandi chitarristi che il nostro Paese abbia mai conosciuto.
Cantante, autore, solista, bluesman e rocker, Britti è in grado di attraversare con personalità la musica del nostro paese, passando dalla canzone d’autore al pop, senza mai perdere l’anima. Anima blues, ovviamente, alla quale lui ha saputo legare una seconda anima, quella melodica. Avere due anime per un musicista spesso non è facile, si rischia spesso che una prenda il sopravvento sull'altra. E che l'equilibrio necessario perché le due parti convivano si perda. Ma quando quest'equilibrio c'è, si crea una straordinaria magia, ed è questo il caso di Britti, che riesce, come un bravissimo equilibrista, a restare in bilico sul filo, scrivendo canzoni che la gente può cantare, suonando la chitarra come nessun’altro sa fare.
40 anni sembrano tanti, ma a ben guardare per un artista come Britti, “eternamente giovane” come direbbe Dylan, non sono poi molti. E Britti ce lo racconta in redazione a Repubblica, dove è venuto a raccontare la sua storia, la “versione di Alex”, di un amore per la musica che non finirà mai.