Praga va in scena, anche per ricordare quella Primavera di 50 anni fa
Dal 25 agosto al 7 settembre 2018 la musica e la cultura della Repubblica Ceca saranno protagoniste al Festival delle Nazioni di Città di Castello. Una delle grandi manifestazioni culturali nate in Umbria, giunta alla 51esima edizione
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Dodici mesi densi di anniversari, quelli che si stanno snodando in questo 2018. La fine della Grande Guerra, fine di un massacro e inizio di un ventennio capace di incubare nuove tragedie per il mondo. E la rivoluzione gioiosa del '68 che però – soprattutto per l'Europa – ebbe l'innesco tragico dell'invasione di Praga. Ed è appunto con la memoria a quella “morte della Primavera”, ma soprattutto alla grande cultura di un Paese da sempre cuore d'Europa, che il Festival delle Nazioni di Città di Castello dedica la sua 51a edizione (da sabato 25 agosto a venerdì 7 settembre) alla cultura musicale della Repubblica Ceca.
Due settimane nella cornice di una cittadina umbra “di confine” che , lei di sicuro, sta vivendo una nuova primavera di eventi culturali, gastronomici, di riscoperta artistica e storica.
L’omaggio alla Repubblica Ceca si realizzerà attraverso un cartellone composto da diciotto eventi principali e numerose iniziative collaterali. Nell’anno rossiniano l’inaugurazione non poteva che essere dedicata a Gioachino Rossini. E a dirigere il concerto di apertura dedicato al compositore marchigiano sarà il maestro Donato Renzetti alla guida della Filarmonica Gioachino Rossini, che eseguirà una carrellata di sinfonie operistiche – da Il signor Bruschino, Tancredi, La Cenerentola, Semiramide e La gazza ladra – e le due celebri suite di Benjamin Britten ispirate alle musiche del pesarese: le Matinées musicales e le Soirées musicales.
Black Light Theatre Srnec
Come ogni anno, il cartellone spazierà in generi trasversali e non prettamente musicali, per indagare la cultura musicale del Paese ospite. In questo ambito è attesa con interesse l’esibizione del Black Light Theatre Srnec (Teatro Nero di Praga), che proporrà la sua Antologia di teatro di figura con musica dal vivo (Città di Castello, Teatro degli Illuminati, 26 agosto ore 21).
Con particolare attenzione alla valorizzazione dei giovani talenti italiani e internazionali il programma previsto per la terza giornata con il duo composto da Sara Pastine al violino e Giulia Contaldo al pianoforte, e le voci selezionate dal prestigioso Concorso europeo per giovani cantanti lirici del Teatro Lirico Sperimentale Adriano Belli di Spoleto.
Non solo la musica della Repubblica Ceca, ma anche gli interpreti più rappresentativi figli di quella cultura saranno in scena al Festival delle Nazioni: dal pianista praghese Martin Kasík alla cantante pop praghese Lenny, autrice del famoso singolo Hell.o. E, ancora, l’inconfondibile suono del sax di Federico Mondelci e del suo Italian Saxophone Quartet. Poi, con un programma classico di musiche composte da Janácek, Martinu, Debussy, Donatoni e Poulenc si esibiranno il clarinettista Mattia Aceto e la pianista Silvia Ciammaglichella, giovane duo cameristico che ha già destato l’attenzione del pubblico vincendo numerosi concorsi nazionali e internazionali.
Lenny
Quello con la danza è ormai un appuntamento fisso del cartellone tifernate. Quest’anno il Festival delle Nazioni ospiterà il Balletto del Teatro Nazionale della Moravia Slesia. Mentre il legame di Wolfgang Amadeus Mozart con Praga sarà al centro dello spettacolo in prima rappresentazione assoluta dal titolo L’arancia rubata, liberamente ispirato al racconto Mozart in viaggio verso Praga di Eduard Mörike. Si tratta di una nuova produzione del Festival delle Nazioni, che ha commissionato a Sandro Cappelletto l’adattamento del testo e a Claudio Scannavini la composizione della musica originale.
Come ideale conclusione del progetto pluriennale dedicato alla Grande Guerra, verrà eseguito il Requiem in re minore per soli, coro e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart, che sarà affidato all’interpretazione dell’orchestra dei Virtuosi Italiani, con la Corale Marietta Alboni. A cui si accompagna un affascinante spaccato sulla musica da camera nella Praga del Settecento proposto nel concerto dell’ensemble Auser Musici, che permetterà di conoscere e ascoltare le musiche di autori poco frequentati in Italia come Karel Stamic, Vojtech Matyáš Jírovec, Josef Myslivecek e František Benda .
Nel 2018 – ricordavamo - ricorre il cinquantesimo anniversario del Sessantotto e della Primavera di Praga e anche questo tema sarà approfondito e rappresentato in una nuova produzione del Festival delle Nazioni: 1968 Praga Primavera, uno spettacolo in prima assoluta su testo di Ivan Teobaldelli interpretato da Maurizio Perugini, con musica e live electronics di Claudio Panariello eseguiti dall’Ensemble Suono Giallo (Città di Castello, Chiesa di San Domenico, 3 settembre ore 21).
Si conferma l’appuntamento con il Concorso nazionale Alberto Burri per gruppi giovanili di musica da camera, che giunge così alla seconda edizione: la prova degli ensemble finalisti, selezionati da una giuria tecnica, sarà aperta al pubblico (Città di Castello, Chiesa di San Francesco, 4 settembre ore 18).
Pavel Sporcl
E, ancora, torna l’Athenäum Quartett. Il quartetto d’archi dei Berliner Philharmoniker, caldamente applaudito nella scorsa edizione del Festival delle Nazioni, eseguirà stavolta il famoso Quartetto Americano di Dvorák insieme ad altre musiche di Josef Suk e Smetana composte per questa formazione. Il carismatico violinista Pavel Šporcl – divenuto celebre in tutto il mondo per la qualità della sua tecnica, combinata a un approccio non convenzionale che mira a divulgare la musica classica al più ampio pubblico di ascoltatori – sarà al Festival delle Nazioni con il suo violino blu e insieme al suo ensemble Gispy Way, con un programma volto a sottolineare l’influenza della cultura ungherese e zingara in quella delle regioni morava e boema.
Grazie alla coproduzione del Festival delle Nazioni con la Fondazione Teatro Comunale di Modena, andrà in scena Brundibar, l’opera per bambini in due atti composta nel 1938 dal compositore ceco Hans Krása su libretto di Adolf Hoffmeister. Fu rappresentata per la prima volta nel 1942 nell’orfanotrofio ebraico della Praga occupata dai nazisti, quando il compositore era già stato deportato a Theresienstadt e le autorità tedesche avevano proibito ogni manifestazione culturale ebraica. Produzione con la regia di Tony Contartese e la direzione musicale di Mario Cecchetti alla guida dell’Ensemble da camera di Città di Castello.
Jihoceska Filharmonie Orchestra
Il concerto conclusivo della rassegna sarà, come da tradizione, dedicato alla musica sinfonica: la Jihoceská Filharmonie (Orchestra Filarmonica della Boemia meridionale), guidata dal suo direttore Jan Talich.