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Cristina D'Avena torna con 16 nuovi duetti: "Il mio sogno? Un reboot di 'Love Me Licia'"

È riuscita a far cantare a Patty Pravo 'I Puffi' ma Jovanotti le ha detto no. Le sigle dei cartoon? Sdoganate: "Un tempo i giornalisti le consideravano di serie b". Con un secondo disco di duetti, torna la cantante che, a 54 anni, conquista piccoli e grandi: "Mi gridano 'escile' e 'ti pufferei tutta' ma io li sgrido: "Sono una fatina rock, non un sex symbol"

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Patty Pravo che accetta di cantare la canzone de I Puffi ("chi siano non lo so/ gli strani ometti blu/ son alti suppergiù/ due mele o poco più", quella lì), ma chiede espressamente che la sua voce roca non debba anche interpretare l’odioso stregone Gargamella. Elisa che esige di poter rifare Memole dolce Memole, o quella o niente, «perché Memole sono io».

Ogni canzone delle 16 di Duets Forever ha una storia dietro, perché ognuna rappresenta l’emozione dei bambini che la ascoltavano come sigla dei propri cartoni animati preferiti. Ora i bambini sono cresciuti e diventati cantanti come Lo Stato Sociale, Il Volo, Dolcenera, Carmen Consoli, Max Pezzali, eccetera, e quando Cristina D’Avena, che queste sigle le ha interpretate tutte, ha fatto le telefonate di convocazione hanno risposto con entusiasmo.

Anche perché questo è il secondo album del genere e il primo, Duets, lo scorso anno, ha vinto il disco di platino, e la D’Avena è stata la cantante italiana più venduta (senza dimenticare che in carriera ha piazzato 7 milioni di copie delle varie sigle).

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Insomma, Cristina, buona la prima, sotto con la seconda.
"Non potevo sottrarmi, e non solo per il successo, ma anche per il divertimento. Nasce tutto con Sanremo 2016 dove ero stata superospite. Dietro le quinte tutti, ma dico tutti, i concorrenti mi chiedevano di cantare assieme qualcuna di quelle canzoni. Lì mi è venuta l’idea. Ho scelto colleghi che seguo e stimo, e devo dire che non ho ricevuto rifiuti, a parte da chi davvero non poteva".

Solo uno le ha detto no.
"In realtà non ha risposto neanche per dirmi di no, ho tentato mille volte di contattarlo tramite tanti canali. È Jovanotti, sono andata anche a vederlo in concerto cercando di andare poi nel camerino ma non ci sono mai riuscita. E dire che il pubblico di Lorenzo, quando mi riconosce, mi racconta che spererebbe in un nostro duetto. Chissà. Non ci vediamo da tantissimo, quando abbiamo iniziato pressoché assieme, negli anni Ottanta, nelle tv della Fininvest. Io continuo a sperarci. Se accetta faremo Duets 3, anche se penso che al pubblico bisogna lasciare un po’ di fame: se volessi potrei farne dieci di dischi così".

Cristina D'Avena, da Patty Pravo a Carmen Consoli i duetti con 16 big


Si consoli, in fondo come dice lei è un’icona sexy. A 54 anni non è male.
"Ancora con questa storia? Beh è divertente. Io ho solo letto dei sondaggi dove c’ero anche io tra le icone sexy. E quando mi hanno chiesto un commento ho risposto che io sono solo una femmina che gioca con la propria femminilità, ma senza scadere mai nel cattivo gusto. Poi mi hanno fatto degli scatti al mare, in costume, e sui social si sono scatenati con frasi tipo 'ti pufferei tutta'. Ma mi sembra divertente".

Però ultimamente ai suoi concerti si moltiplicano le frasi “escile, tirale fuori”, riferite al suo seno.
"Perché ogni tanto mi piace vestirmi un po’ scollata. Ma è un gioco e così considero un gioco quelle frasi. Quando il pubblico è andato oltre, mi sono bloccata e l’ho redarguito, minacciando di finirla lì. E si sono bloccati immediatamente. Io sono una fatina rock, non un sex symbol".


Il progetto è nato a Sanremo. Potrebbe tornarci?
"Potrei, ma preferirei come superospite di nuovo. In gara no, anche perché non ho un pezzo che davvero spacca. Me ne inviano a bizzeffe, anche carini, ma cose convincenti davvero, no. Una canzone era addirittura tutta fatta con una sola parola. No, preferirei di nuovo da ospite, con Baglioni che interpreta una mia canzone e io una sua. Chissà".

L’ipotesi di una trasmissione tv per celebrare questi dischi?
"Ci stiamo pensando, un evento che festeggi questi duetti. Ma non è facile coordinare le agende degli impegni di tutti questi amici".

E altri sogni tv?
"Oh, un reboot di Love Me Licia. L’abbiamo lasciata incinta di Mirko, questo rockettaro col ciuffo rosso, e non ne sappiamo più niente. Che fine ha fatto? Vorrei saperlo anche io".

Ridendo e scherzando, sta festeggiando il mezzo secolo di carriera: era il 1968 quando allo Zecchino d’Oro cantò Il valzer del moscerino.
"Che ricordi, soprattutto penso alla signorina Mariele Ventre, direttrice del coro dell’Antoniano, eravamo entrambe del Cancro quindi ci riconoscevamo subito, in sintonia su tutto a cominciare dall’essere perennemente in ritardo. Una persona fantastica, so che adesso la stanno beatificando, lo capisco".

Sta vivendo questo ritrovato successo come una rivincita presso certo pubblico e certa critica?
"Un po’ sì, lo ammetto. Ma devo dire che voi giornalisti mi avete sempre trattato bene, avete sempre capito che sono quella che mostravo di essere. E il pubblico… certo, ho trovato anche i fan degli amici con cui ho duettato. Però ho sempre avuto una mia coerenza artistica. Come mi ha detto Maurizio Costanzo, io I Puffi ho cantato e i Puffi canto, e ne sono convinta e contenta. Il pubblico questo l’ha capito".

A parte il duetto con Jovanotti, quali altri sogni ha?
"Chris Martin dei Coldplay o magari David Guetta. In fondo siamo nella stessa casa discografica, chissà mai che…".