Il 2018 verrà ricordato come l’anno nero del cinema italiano. È quanto risalta dai dati resi noti ieri mattina dalla Siae che ha presentato a Roma l’Annuario dello spettacolo” con tutti i numeri dello scorso anno. E i numeri parlano di una fortissima crisi, hanno sottolineato il Presidente della Siae Mogol (che ieri ha negato di essere stato contattato dalla Rai per la direzione artistica di Sanremo) e il Direttore generale Gaetano Blandini: “Si sono stati staccati quasi 8 milioni di biglietti in meno rispetto all'anno precedente (-7,96%). Sommati al dato negativo del 2017, risulta una perdita in valore assoluto di oltre 22 milioni di biglietti facendo un confronto con il 2016 (il 19% in meno in due anni). Quanto questo dipenda dalla concorrenza di altri canali di diffusione delle opere cinematografiche, quanto dalle aspettative in tema di benessere e qualità della vita e quanto, infine, dal minore gradimento dei film proposti in sala, è presto per dirlo. Con molta probabilità è il combinato disposto di tali fattori: certo è che, indagando sulle opere proiettate nelle sale, il primo film in classifica nel 2018 (Bohemian Rhapsody) ha raccolto poco più di 3 milioni di spettatori, giungendo a 4,3 milioni con i primi mesi del 2019, contro i quasi 10 milioni di spettatori di Quo vado? del 2016”. Nella top ten dei film più visti dell’anno non ci sono lungometraggi italiani, i primi due sono Come un gatto in tangenziale di Milani, undicesimo, e A casa tutti bene di Muccino, dodicesimo. È però utile ricordare che, seppure senza titoli di produzione nazionale tra i primi 10 incassi, il cinema italiano è cresciuto rispetto al 2017 (secondo i dati Cinetel, del 23,86%) per una quota sul totale del 23,02% (nel 2017 era del 17,66%).
È invece diminuita, in maniera determinante, la quota del cinema statunitense (che ha perso il 14% in termini di incassi) con un risultato sul totale del 60,04% (era del 66,35% nel 2017). Sono i dati che sono stati resi noti da Mario Lorini, Presidente ANEC, Carlo Bernaschi, Presidente ANEM, Francesca Cima, Presidente Produttori ANICA e Luigi Lonigro, Presidente Distributori ANICA, che in un comunicato congiunto fanno notare che “nel primo semestre 2019 la situazione è infatti già completamente cambiata. Già dai primi giorni di quest’anno era chiara una prima inversione di tendenza, che si è poi confermata con forza a partire dalla fine del mese di marzo e che vede oggi il nostro mercato a segno positivo rispetto al primo semestre del 2018 (+5,13% in termini di incasso; +5,38% rispetto alle presenze) e a pochissima distanza dai risultati del 2017 che avevano però beneficiato, soprattutto rispetto alle presenze, degli ingressi in alcune giornate al prezzo promozionale di 2 Euro. La lettura statica di un fenomeno in continua evoluzione non è pertanto coerente con la sua natura, e una visione novecentesca e immutata dal 1934 non può che essere parziale. Il cinema è molto diverso dallo spettacolo dal vivo, come nell’Annuario SIAE risulta evidente sia per il numero degli spettacoli sia per quello dei biglietti staccati: quasi 3,2 milioni di spettacoli cinematografici e quasi 92 milioni di presenze in sala nel 2018 non possono essere messi a confronto con la somma di tutti gli spettacoli live del 2019 (escluse quindi mostre e discoteche), 337 mila in totale. Gli 86 milioni di ingressi a teatro, concerti, sport, spettacolo viaggiante nel corso dell’intero anno 2018 non sono arrivati al numero di biglietti staccati dalle sole sale cinematografiche, senza contare gli eventi senza bigliettazione”.
I numeri dello spettacolo dal vivo presentati ieri dalla SIAE sono comunque molto interessanti e positivi per altri versi: nel 2018 è diminuita l'offerta di spettacolo ed eventi (-2,86% rispetto al 2017) anche se il numero dei biglietti venduti è rimasto più o meno uguale. In compenso, complice l'aumento dei prezzi, sono cresciuti gli incassi al botteghino (+5,90%) ed è cresciuta del 5,70% la spesa del pubblico (comprensiva di soldi spesi per i servizi in più offerti dagli spettatori, dal bar al guardaroba). Un segnale, spiegano dalla Siae, che fa pensare che “in Italia c'è un pubblico sempre più attento ed esigente, disposto a spendere di più per eventi di cultura e di intrattenimento”.
Tra i dati più positivi ci sono quelli della musica, ed in particolare dei live che vedono aumentare di un milione gli ingressi (+12%) a fronte di un prezzo medio passato da 32,66 euro a 34,49- mentre schizzano verso l'alto la spesa al botteghino (+18,26%) e la spesa del pubblico (+17,28%). Cresce il teatro (+2,06% la spesa al botteghino, +2,84% la spesa del pubblico) e ottime performance della prosa, della lirica e del musical. Nel settore musicale ieri sono arrivati anche i dati, molto incoraggianti, del calo della pirateria: secondo lo studio condotto dalla società Similarweb per IFPI e FIMI il fenomeno della pirateria in Italia è in nettissimo declino, la contraffazione digitale e la diffusione abusiva di musica online tramite web e mobile sono scese del 35% rispetto a marzo 2018 e di oltre il 50% negli ultimi due anni, numeri che sono in perfetta sintonia con quelli della musica dal vivo, che vive un momento di boom con i concerti che fanno registrare una crescita del 9% degli ingressi, del 16,25% della spesa al botteghino del 15,81% della spesa del pubblico.
Quanto alle città è Milano ad avere la leadership, non nell'offerta di spettacoli (dove ancora prevale Roma), ma nel numero di biglietti staccati e soprattutto negli incassi e nella spesa del pubblico. È invece calata del 4,21% l'offerta di avvenimenti sportivi, mentre è cresciuto quasi dell’8% il prezzo dei biglietti, che numericamente sono rimasti gli stessi, oltre 30 milioni (-0,35%). mentre la spesa al botteghino ha superato i 493 milioni di euro (+7,41%).
È invece diminuita, in maniera determinante, la quota del cinema statunitense (che ha perso il 14% in termini di incassi) con un risultato sul totale del 60,04% (era del 66,35% nel 2017). Sono i dati che sono stati resi noti da Mario Lorini, Presidente ANEC, Carlo Bernaschi, Presidente ANEM, Francesca Cima, Presidente Produttori ANICA e Luigi Lonigro, Presidente Distributori ANICA, che in un comunicato congiunto fanno notare che “nel primo semestre 2019 la situazione è infatti già completamente cambiata. Già dai primi giorni di quest’anno era chiara una prima inversione di tendenza, che si è poi confermata con forza a partire dalla fine del mese di marzo e che vede oggi il nostro mercato a segno positivo rispetto al primo semestre del 2018 (+5,13% in termini di incasso; +5,38% rispetto alle presenze) e a pochissima distanza dai risultati del 2017 che avevano però beneficiato, soprattutto rispetto alle presenze, degli ingressi in alcune giornate al prezzo promozionale di 2 Euro. La lettura statica di un fenomeno in continua evoluzione non è pertanto coerente con la sua natura, e una visione novecentesca e immutata dal 1934 non può che essere parziale. Il cinema è molto diverso dallo spettacolo dal vivo, come nell’Annuario SIAE risulta evidente sia per il numero degli spettacoli sia per quello dei biglietti staccati: quasi 3,2 milioni di spettacoli cinematografici e quasi 92 milioni di presenze in sala nel 2018 non possono essere messi a confronto con la somma di tutti gli spettacoli live del 2019 (escluse quindi mostre e discoteche), 337 mila in totale. Gli 86 milioni di ingressi a teatro, concerti, sport, spettacolo viaggiante nel corso dell’intero anno 2018 non sono arrivati al numero di biglietti staccati dalle sole sale cinematografiche, senza contare gli eventi senza bigliettazione”.
I numeri dello spettacolo dal vivo presentati ieri dalla SIAE sono comunque molto interessanti e positivi per altri versi: nel 2018 è diminuita l'offerta di spettacolo ed eventi (-2,86% rispetto al 2017) anche se il numero dei biglietti venduti è rimasto più o meno uguale. In compenso, complice l'aumento dei prezzi, sono cresciuti gli incassi al botteghino (+5,90%) ed è cresciuta del 5,70% la spesa del pubblico (comprensiva di soldi spesi per i servizi in più offerti dagli spettatori, dal bar al guardaroba). Un segnale, spiegano dalla Siae, che fa pensare che “in Italia c'è un pubblico sempre più attento ed esigente, disposto a spendere di più per eventi di cultura e di intrattenimento”.
Tra i dati più positivi ci sono quelli della musica, ed in particolare dei live che vedono aumentare di un milione gli ingressi (+12%) a fronte di un prezzo medio passato da 32,66 euro a 34,49- mentre schizzano verso l'alto la spesa al botteghino (+18,26%) e la spesa del pubblico (+17,28%). Cresce il teatro (+2,06% la spesa al botteghino, +2,84% la spesa del pubblico) e ottime performance della prosa, della lirica e del musical. Nel settore musicale ieri sono arrivati anche i dati, molto incoraggianti, del calo della pirateria: secondo lo studio condotto dalla società Similarweb per IFPI e FIMI il fenomeno della pirateria in Italia è in nettissimo declino, la contraffazione digitale e la diffusione abusiva di musica online tramite web e mobile sono scese del 35% rispetto a marzo 2018 e di oltre il 50% negli ultimi due anni, numeri che sono in perfetta sintonia con quelli della musica dal vivo, che vive un momento di boom con i concerti che fanno registrare una crescita del 9% degli ingressi, del 16,25% della spesa al botteghino del 15,81% della spesa del pubblico.
Quanto alle città è Milano ad avere la leadership, non nell'offerta di spettacoli (dove ancora prevale Roma), ma nel numero di biglietti staccati e soprattutto negli incassi e nella spesa del pubblico. È invece calata del 4,21% l'offerta di avvenimenti sportivi, mentre è cresciuto quasi dell’8% il prezzo dei biglietti, che numericamente sono rimasti gli stessi, oltre 30 milioni (-0,35%). mentre la spesa al botteghino ha superato i 493 milioni di euro (+7,41%).