Umbria Jazz, da Thom Yorke a Paolo Conte tra buona musica e difesa dell'ambiente
Ernesto Assante
Oltre 280 eventi, per la maggior parte gratuiti, in dodici diverse location a Perugia per la 46esima edizione del festival
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È il festival delle meraviglie, il paradiso in terra per chi ama il jazz e la buona musica, per chi vuole trovare soddisfazione nell'ascoltare artisti straordinari in luoghi meravigliosi, nel cuore di una regione ricca di storia e di fascino. È Umbria Jazz, arrivato alla sua quarantaseiesima edizione, superfestival che per quest'anno presenta duecentottanta eventi, per la maggior parte gratuiti in dodici diverse location a Perugia, dai grandi spazi dell'Arena Santa Giuliana e Piazza IV Novembre al club di via della Viola, animati da una novantina di band con centinaia di musicisti. Non solo musica, comunque, perché oltre alla bellezza della regione e di Perugia, nel programma del festival ci sono anche seminari di formazione, un concorso per nuovi talenti, iniziative e laboratori per i bambini, enogastronomia, una mostra fotografica in Galleria, lezioni di ballo swing, dj set.
Soprattutto Umbria Jazz quest'anno vuole tenere in primo piano il tema della difesa dell'ambiente: un appello in tale direzione sarà lanciato dal palco dell'arena Santa Giuliana, prima del concerto di Thom Yorke, il 20 luglio, da padre Enzo Fortunato, della rivista San Francesco dei frati di Assisi e un rappresentante di Greenpeace. Il tema sarà un filo conduttore del festival nei prossimi anni e accompagnerà Umbria Jazz verso l'edizione che nel 2023 segnerà il mezzo secolo di vita della manifestazione. "Con un duplice intento", sottolineano gli organizzatori, "da un lato, adottare buone pratiche in materia di sostenibilità ambientale, tema che il festival ha già intrapreso da tempo; dall'altro, aprire all'interno del festival e con il suo pubblico uno spazio di riflessione e sensibilizzazione. La buona musica, e in particolare il jazz, non è mai isolata dal mondo e dai suoi problemi. Anzi, li recepisce e se ne fa carico".
Il programma è ovviamente ricchissimo, ricordiamo solo alcuni dei tantissimi concerti in programma, da Robben Ford alla esibizione esclusiva di Max Gazzè e Alex Britti con Manu Katché e Flavio Boltro, da Diana Krall a Paolo Conte, da George Benson a Chick Corea, da Nick Mason ai King Crimson, da Kamasi Washington a Thom Yorke, da Christian McBride a Lauryn Hill.
Una delle grandi notizie di questa edizione è il ritorno a San Francesco al Prato, spazio che per dieci anni ha ospitato alcuni dei più bei concerti del festival. Dal 1997, anno del terribile terremoto umbro, non si era più tornati nella chiesa, che nel frattempo è stata restaurata e riconvertita in auditorium. Lo spazio ospiterà un solo concerto quest'anno, ma davvero unico: Seven Dreams, il progetto che il festival ha commissionato al talento di uno degli artisti più "trasversali" della musica contemporanea, Uri Caine, per il suo trio e la Umbria Jazz Orchestra, più gli archi dell'Orchestra da Camera di Perugia. Gli altri spazi sono quelli che negli anni il pubblico ha imparato a conoscere, dalla grande Arena Santa Giuliana al Teatro Morlacchi, da Piazza IV Novembre alla Sala Podiani, dai Giardini Carducci al club in via della Viola.
Sempre importantissimo lo spazio dedicato all'educazione musicale: ogni anno sono circa duecento gli iscritti ai corsi estivi (9-21 luglio) del Berklee college of music di Boston che si tengono a Perugia (questo è il trentaquattresimo anno) e che permettono di studiare la musica nei suoi diversi aspetti (tecnica degli strumenti, improvvisazione, musica d'insieme) con un metodo didattico che ha sempre dato buoni frutti: dall'anno della fondazione, il 1945, per le aule del Berklee a Boston sono transitate centinaia di future star. Molte delle nuove leve del jazz italiano hanno frequentato i corsi perugini del College. Anche quest'anno gli allievi più promettenti emersi dai corsi si esibiscono sul palco di Piazza IV Novembre.
E poi c'è anche il concorso organizzato da Conad e Umbria Jazz (ottava edizione) per scoprire e valorizzare i talenti del jazz di domani. A individuare i dieci finalisti saranno due giurie, una tecnica e una popolare in rete, e tra questi, ascoltati dal vivo durante il festival, la giuria artistica presieduta da Paolo Fresu sceglierà il vincitore. E ancora vanno ricordate una mini rassegna (tre giornate) dal titolo Jazz@Conservatorio, con gli allievi del Conservatorio perugino Francesco Morlacchi e l'esibizione della New Talents Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini, costituita, coerentemente con il proprio nome, da giovani musicisti di talento provenienti da varie regioni italiane.