Francesco Guccini canta il suo Natale a Pavana: "Ma non torno sul palco, preferisco scrivere libri"
Luigi Bolognini , di LUIGI BOLOGNINIEsce 'Note di viaggio' la raccolta di alcune sue canzoni interpretate tra gli altri da Elisa, Ligabue, Bersani, Carboni e Mauro Pagani, regista dell'operazione che è riuscito a tirar fuori anche l'inedito registrato in salotto a casa sua. Il cantautore esprime solidarietà a Liliana Segre: "Vergognoso che le abbiano dovuto dare la scorta. Ora i social mi massacreranno, ma siccome non li frequento..."
L'anno scorso c'erano stati Morgan col brano Cantautore - "però lì era solo un verso" - e Roberto Vecchioni con Ti insegnerò a volare - "però lì era solo una strofa" - ma stavolta non ci sono santi: Francesco Guccini è tornato a cantare. Un solo brano, l'inedito in dialetto Natale a Pavana, che impreziosisce Note di viaggio, raccolta di alcuni dei suoi grandi successi interpretati da cantanti come Elisa, Ligabue, Samuele Bersani, Luca Carboni, Manuel Agnelli e Mauro Pagani, che è il regista dell'intera operazione. E che è riuscito a portare il quasi 80enne cantautore in sala incisione. Anzi no: ha dovuto portare la sala incisione da lui, nella casa di famiglia di Pavana, sull'Appennino tosco-emiliano, dove si è rifugiato da anni.
"Mi aveva promesso che sarebbe venuto da me a Milano - scherza Pagani - poi qualche giorno prima ha iniziato a dire che stava poco bene, a trov…
"Mi aveva promesso che sarebbe venuto da me a Milano - scherza Pagani - poi qualche giorno prima ha iniziato a dire che stava poco bene, a trov…
L'anno scorso c'erano stati Morgan col brano Cantautore - "però lì era solo un verso" - e Roberto Vecchioni con Ti insegnerò a volare - "però lì era solo una strofa" - ma stavolta non ci sono santi: Francesco Guccini è tornato a cantare. Un solo brano, l'inedito in dialetto Natale a Pavana, che impreziosisce Note di viaggio, raccolta di alcuni dei suoi grandi successi interpretati da cantanti come Elisa, Ligabue, Samuele Bersani, Luca Carboni, Manuel Agnelli e Mauro Pagani, che è il regista dell'intera operazione. E che è riuscito a portare il quasi 80enne cantautore in sala incisione. Anzi no: ha dovuto portare la sala incisione da lui, nella casa di famiglia di Pavana, sull'Appennino tosco-emiliano, dove si è rifugiato da anni.
"Mi aveva promesso che sarebbe venuto da me a Milano - scherza Pagani - poi qualche giorno prima ha iniziato a dire che stava poco bene, a trovare scuse. E alla fine sono andato io a casa sua coi microfoni, l'ho fatto cantare in salotto". E subito Guccini precisa: "Erano venuti da me anche Morgan e Vecchioni. Comunque no, non ho nessuna intenzione di rimettermi a cantare, ormai scrivo libri che è quello che ho sempre voluto fare. Le chitarre sono in un angolo e non so neanche più suonarle. Quanto a cantare, canto solo con gli amici quando facciamo bisboccia, ma mai canzoni mie. Oppure quando mi sveglio alla mattina canticchio i brani di epoche lontane che mi ronzano in testa, tipo Tamburino del reggimento, Il re del Portogallo, Fiorin fiorello, ripescati chissà dove".
Ma non di canzoni di quasi un secolo fa è il caso di parlare, bensì di Natale a Pavana, una poesia nel senso letterale del termine, visto che è un componimento in versi scritto da Guccini anni fa e poi accantonato. Quando è nata l'idea del disco, Pagani ha iniziato a insistere per avere un brano nuovo, "e ho dovuto insistere parecchio, ma vedevo che aveva un luccichio negli occhi, ho capito che e alla fine avrebbe ceduto. Finché la moglie l'ha convinto a darmi quella poesia in dialetto che parla dei ricordi di infanzia, di quando festeggiava il Natale a Pavana da bambino. C'è tutta la nostalgia di un tempo, e più passa il tempo più la nostalgia si affaccia". Il resto sono brani che abbiamo imparato a conoscere nel corso dei decenni, si parte con Auschwitz reinterpretato da Elisa. Scelta non casuale, visto che il nonno della cantante fu deportato in un lager. "Sentire una voce femminile, sottile, interpretare questa canzone e le altre, nate per una voce da uomo, è stata davvero un'emozione", dice Pagani, mentre Guccini non si lascia sfuggire l'occasione di esprimere solidarietà a Liliana Segre: "Vergognoso che le abbiano dovuto dare la scorta, e vergognosa l'astensione del centrodestra al Senato sulla commissione. Ora i social mi massacreranno, ma siccome non li frequento...".
Le altre canzoni sono Incontro affidata a Ligabue, Scirocco (Carmen Consoli), Stelle (Giuliano Sangiorgi), Tango per due (Nina Zilli), Vorrei (Brunori Sas), Canzone quasi d'amore (Malika Ayane), Quattro stracci (Francesco Gabbani), Canzone delle osterie di fuori porta (Luca Carboni e Samuele Bersani), Noi non ci saremo (Margherita Vicario) e L'avvelenata (Manuel Agnelli e Mauro Pagani), su cui Guccini sbotta: "Sembra che io abbia scritto solo quella. Tempo fa in un'osteria di Bologna incontrai Vasco Rossi e anche lui si complimentò solo per L'avvelenata". Guarda caso proprio questa canzone è stata la più contesa tra i vari cantanti, così Pagani se l'è tenuta per sé. Anche se Guccini non nasconde che avrebbe preferito che a interpretarla fosse qualcun altro: "I Beatles. Sarei stato disposto anche a tradurla in inglese, o in dialetto di Pavana". Difficile che accada, in effetti. Mentre è pressoché certo, a tempo debito, un capitolo secondo, nel quale si sa già ci sarà Gianna Nannini in Quello che non... E forse ci sarà un altro inedito, "se troverò l'arma giusta con cui minacciarlo", sorride Pagani.
"Mi aveva promesso che sarebbe venuto da me a Milano - scherza Pagani - poi qualche giorno prima ha iniziato a dire che stava poco bene, a trovare scuse. E alla fine sono andato io a casa sua coi microfoni, l'ho fatto cantare in salotto". E subito Guccini precisa: "Erano venuti da me anche Morgan e Vecchioni. Comunque no, non ho nessuna intenzione di rimettermi a cantare, ormai scrivo libri che è quello che ho sempre voluto fare. Le chitarre sono in un angolo e non so neanche più suonarle. Quanto a cantare, canto solo con gli amici quando facciamo bisboccia, ma mai canzoni mie. Oppure quando mi sveglio alla mattina canticchio i brani di epoche lontane che mi ronzano in testa, tipo Tamburino del reggimento, Il re del Portogallo, Fiorin fiorello, ripescati chissà dove".
Ma non di canzoni di quasi un secolo fa è il caso di parlare, bensì di Natale a Pavana, una poesia nel senso letterale del termine, visto che è un componimento in versi scritto da Guccini anni fa e poi accantonato. Quando è nata l'idea del disco, Pagani ha iniziato a insistere per avere un brano nuovo, "e ho dovuto insistere parecchio, ma vedevo che aveva un luccichio negli occhi, ho capito che e alla fine avrebbe ceduto. Finché la moglie l'ha convinto a darmi quella poesia in dialetto che parla dei ricordi di infanzia, di quando festeggiava il Natale a Pavana da bambino. C'è tutta la nostalgia di un tempo, e più passa il tempo più la nostalgia si affaccia". Il resto sono brani che abbiamo imparato a conoscere nel corso dei decenni, si parte con Auschwitz reinterpretato da Elisa. Scelta non casuale, visto che il nonno della cantante fu deportato in un lager. "Sentire una voce femminile, sottile, interpretare questa canzone e le altre, nate per una voce da uomo, è stata davvero un'emozione", dice Pagani, mentre Guccini non si lascia sfuggire l'occasione di esprimere solidarietà a Liliana Segre: "Vergognoso che le abbiano dovuto dare la scorta, e vergognosa l'astensione del centrodestra al Senato sulla commissione. Ora i social mi massacreranno, ma siccome non li frequento...".
Le altre canzoni sono Incontro affidata a Ligabue, Scirocco (Carmen Consoli), Stelle (Giuliano Sangiorgi), Tango per due (Nina Zilli), Vorrei (Brunori Sas), Canzone quasi d'amore (Malika Ayane), Quattro stracci (Francesco Gabbani), Canzone delle osterie di fuori porta (Luca Carboni e Samuele Bersani), Noi non ci saremo (Margherita Vicario) e L'avvelenata (Manuel Agnelli e Mauro Pagani), su cui Guccini sbotta: "Sembra che io abbia scritto solo quella. Tempo fa in un'osteria di Bologna incontrai Vasco Rossi e anche lui si complimentò solo per L'avvelenata". Guarda caso proprio questa canzone è stata la più contesa tra i vari cantanti, così Pagani se l'è tenuta per sé. Anche se Guccini non nasconde che avrebbe preferito che a interpretarla fosse qualcun altro: "I Beatles. Sarei stato disposto anche a tradurla in inglese, o in dialetto di Pavana". Difficile che accada, in effetti. Mentre è pressoché certo, a tempo debito, un capitolo secondo, nel quale si sa già ci sarà Gianna Nannini in Quello che non... E forse ci sarà un altro inedito, "se troverò l'arma giusta con cui minacciarlo", sorride Pagani.