Basterebbe la musica di una sola scena, quella della doccia di Psycho a far passare Bernard Herrmann alla storia. Quel suono di violini, acuto, tesissimo, rende la scena perfetta, indimenticabile, ed è diventato sinonimo acustico del pericolo, dell’inevitabile arrivo del dramma. Ed è stato il segno più chiaro e duraturo della genialità del compositore americano che è stato il principale e più importante collaboratore musicale di Alfred Hitchcock. Herrmann è stato uno dei più grandi protagonisti della musica cinematografica del Novecento, un grande innnovatore, capace di mescolare linguaggi musicali differenti, quelli colti e quelli popolari, raggiungendo risultati obbiettivamente unici soprattutto nella collaborazione con il regista britannico, durata oltre dieci anni.
Herrmann era nato a New York nel 1911 da una famiglia russa, si era appassionato alla musica in giovanissima età ed era stato incoraggiato dal padre a studiare il violino, strumento che resterà il suo preferito per tutta la vita. Inizia a comporre molto presto e ha solo tredici anni quando vince il suo primo premio per una sua composizione originale e ne ha soltanto venti quando, dopo aver studiato alla New York University e alla Julliard School of Music, fonda la sua prima orchestra, la New Chamber Orchestra of New York. A ventidue anni entra alla CBS dove due anni dopo diventa direttore del Workshop, una struttura sperimentale che lavorava alla realizzazione di drammi radiofonici. Ed è qui che inizia ad appassionarsi all’uso della musica come elemento fondamentale del racconto. L’esperienza alla CBS è fondamentale, perché permette a Herrmann di comprendere le necessità e gli elementi della narrazione musicale, e soprattutto perché permise al compositore di lavorare con Orson Welles. Con il regista Hermann realizzò alcune importanti colonne sonore, come quella di Quarto Potere, e molti programmi radiofonici, e soprattutto sonorizzò la storica trasmissione di La guerra dei mondi, quella entrata negli annali della radiofonia per aver fatto credere ad una parte degli ascoltatori che gli alieni fossero davvero sbarcati sulla terra.
Il mondo delle colonne sonore lo vide subito come uno dei suoi grandi protagonisti: nel 1941 vinse il suo primo ed unico premio Oscar per L’oro del demonio di William Dieterle, ma firmò anche gli 'score' di altri capolavori come Ultimatum alla terra di Robert Wise, prima di diventare il compositore prediletto di Alfred Hitchcock, alla metà degli anni Cinquanta. Il sodalizio tra i due è paragonabile a quelli di Ennio Morricone con Sergio Leone o di Prokofiev con Jzenštejn, quello di John Williams con Steven Spielberg o ancora quello di Nino Rota con Federico Fellini, nei quali la musica diventa parte integrante e indissolubile del racconto cinematografico. Nel caso di Herrmann e Hitchcock non c’era un uniformità di vedute, anzi era proprio nel confronto, nelle contraddizioni, nelle diversità tra i due autori che si nascondeva la miccia che una volta accesa portava alla soluzione innovativa o geniale, ma è stata proprio questa diversità anche la causa della rottura dopo solo nove anni di collaborazione, sette film in tutto più la consulenza tecnica per il suono de “Gli uccelli” e la colonna sonora che segnò il divorzio tra i due, quella de Il sipario strappato.
Hitchcock aveva la già lavorato con successo con altri compositori, con Franz Waxman aveva esordito ad Hollywood nel 1940 Rebecca, la prima moglie, proseguendo poi con Il sospetto, Il caso Paradine e La finestra sul cortile, mentre con Dimitri Tiomkin Hitchcock aveva realizzato L’ombra del dubbio, Delitto per delitto, L’altro uomo, Io confesso, Delitto perfetto. Mentre fu solo una la partnership con Miklós Rózsa per la bellissima colonna sonora di Io ti salverò.
Herrmann arriva a lavorare con Hitchcock nel periodo a cavallo fra gli anni ’50 e gli anni ’60, quando il linguaggio del regista attorno alla costruzione della suspense arriva ad un livello di perfezione estrema, realizzando film nei quali le sue ossessioni (il rapporto tra morale e profitto, quello tra psiche e sessualità, la morte, il rapporto con l’autorità) vengono messe in scena in storie avvincenti e originalissime. Herrmann è l’uomo giusto al momento giusto e i due talenti, pur diversi e spesso contrastanti, ma uniti da caratteristiche comuni come l’egocentrismo, l’irascibilità, il perfezionismo maniacale, trovano una sintesi che ha spesso dell’incredibile, in una interminabile serie di invenzioni musicali e cinematografiche che non avevano precedenti.
Herrmann firma per Hitchcock le colonne sonore di La congiura degli innocenti, L'uomo che sapeva troppo, La donna che visse due volte, Intrigo internazionale, Il ladro, Psycho, e Marnie, stabilendo le regole che verranno poi seguite per anni nei film che hanno suspense e terrore come ingredienti fondamentali. Le scene memorabili sono un’infinità, ma quella della doccia in Psycho resta la più iconica. La storia della realizzazione di quella parte musicale è ormai leggenda: Hitchcock originariamente voleva che la scena fosse senza musica e così la immaginò e la girò, impiegando sette giorni per quei fenomenali 45 secondi in cui Janet Leigh viene 'pugnalata', senza che si veda mai il colpo o la ferita. La differenza di opinioni con Herrmann, che al contrario immaginava un suono nella scena, fu radicale: Hitchcock impose a Herrmann di non realizzare alcuna musica, cercava realismo in un momento di massima tensione. Herrmann finse di accettare ma scrisse e incise la musica, e presentò al regista la scena montata. L’effetto di enfatizzazione della tensione, dell’orrore, della paura, in cui si ritrova il sibilo del coltello e le urla di Marion, rese la scena magistrale, cosa della quale ovviamente si accorse lo stesso Hitchcock, tornando immediatamente sui suoi passi e scegliendo la nuova versione come definitiva.
La collaborazione tra i due finì nel 1966, con la colonna sonora de Il sipario strappato, uno score complesso, molto originale, realizzata in maniera decisamente diversa dalle indicazioni che il regista aveva dato al compositore. Secondo la leggenda Hitchcock non appena ascoltò il risultato fu talmente insoddisfatto del lavoro che licenziò in tronco il musicista. Per tutta risposta Herrmann accusò di aver svenduto la propria integrità e i propri principi. I due non ebbero più contatti da quel momento. Herrmann continuò con successo la carriera di musicista, fino alla sua morte, lavorando con il giovane Brian De Palma e firmando come ultimo lavoro la bellissima colonna sonora di Taxi Driver di Martin Scorsese.
Herrmann era nato a New York nel 1911 da una famiglia russa, si era appassionato alla musica in giovanissima età ed era stato incoraggiato dal padre a studiare il violino, strumento che resterà il suo preferito per tutta la vita. Inizia a comporre molto presto e ha solo tredici anni quando vince il suo primo premio per una sua composizione originale e ne ha soltanto venti quando, dopo aver studiato alla New York University e alla Julliard School of Music, fonda la sua prima orchestra, la New Chamber Orchestra of New York. A ventidue anni entra alla CBS dove due anni dopo diventa direttore del Workshop, una struttura sperimentale che lavorava alla realizzazione di drammi radiofonici. Ed è qui che inizia ad appassionarsi all’uso della musica come elemento fondamentale del racconto. L’esperienza alla CBS è fondamentale, perché permette a Herrmann di comprendere le necessità e gli elementi della narrazione musicale, e soprattutto perché permise al compositore di lavorare con Orson Welles. Con il regista Hermann realizzò alcune importanti colonne sonore, come quella di Quarto Potere, e molti programmi radiofonici, e soprattutto sonorizzò la storica trasmissione di La guerra dei mondi, quella entrata negli annali della radiofonia per aver fatto credere ad una parte degli ascoltatori che gli alieni fossero davvero sbarcati sulla terra.
Il mondo delle colonne sonore lo vide subito come uno dei suoi grandi protagonisti: nel 1941 vinse il suo primo ed unico premio Oscar per L’oro del demonio di William Dieterle, ma firmò anche gli 'score' di altri capolavori come Ultimatum alla terra di Robert Wise, prima di diventare il compositore prediletto di Alfred Hitchcock, alla metà degli anni Cinquanta. Il sodalizio tra i due è paragonabile a quelli di Ennio Morricone con Sergio Leone o di Prokofiev con Jzenštejn, quello di John Williams con Steven Spielberg o ancora quello di Nino Rota con Federico Fellini, nei quali la musica diventa parte integrante e indissolubile del racconto cinematografico. Nel caso di Herrmann e Hitchcock non c’era un uniformità di vedute, anzi era proprio nel confronto, nelle contraddizioni, nelle diversità tra i due autori che si nascondeva la miccia che una volta accesa portava alla soluzione innovativa o geniale, ma è stata proprio questa diversità anche la causa della rottura dopo solo nove anni di collaborazione, sette film in tutto più la consulenza tecnica per il suono de “Gli uccelli” e la colonna sonora che segnò il divorzio tra i due, quella de Il sipario strappato.
Hitchcock aveva la già lavorato con successo con altri compositori, con Franz Waxman aveva esordito ad Hollywood nel 1940 Rebecca, la prima moglie, proseguendo poi con Il sospetto, Il caso Paradine e La finestra sul cortile, mentre con Dimitri Tiomkin Hitchcock aveva realizzato L’ombra del dubbio, Delitto per delitto, L’altro uomo, Io confesso, Delitto perfetto. Mentre fu solo una la partnership con Miklós Rózsa per la bellissima colonna sonora di Io ti salverò.
Herrmann arriva a lavorare con Hitchcock nel periodo a cavallo fra gli anni ’50 e gli anni ’60, quando il linguaggio del regista attorno alla costruzione della suspense arriva ad un livello di perfezione estrema, realizzando film nei quali le sue ossessioni (il rapporto tra morale e profitto, quello tra psiche e sessualità, la morte, il rapporto con l’autorità) vengono messe in scena in storie avvincenti e originalissime. Herrmann è l’uomo giusto al momento giusto e i due talenti, pur diversi e spesso contrastanti, ma uniti da caratteristiche comuni come l’egocentrismo, l’irascibilità, il perfezionismo maniacale, trovano una sintesi che ha spesso dell’incredibile, in una interminabile serie di invenzioni musicali e cinematografiche che non avevano precedenti.
Herrmann firma per Hitchcock le colonne sonore di La congiura degli innocenti, L'uomo che sapeva troppo, La donna che visse due volte, Intrigo internazionale, Il ladro, Psycho, e Marnie, stabilendo le regole che verranno poi seguite per anni nei film che hanno suspense e terrore come ingredienti fondamentali. Le scene memorabili sono un’infinità, ma quella della doccia in Psycho resta la più iconica. La storia della realizzazione di quella parte musicale è ormai leggenda: Hitchcock originariamente voleva che la scena fosse senza musica e così la immaginò e la girò, impiegando sette giorni per quei fenomenali 45 secondi in cui Janet Leigh viene 'pugnalata', senza che si veda mai il colpo o la ferita. La differenza di opinioni con Herrmann, che al contrario immaginava un suono nella scena, fu radicale: Hitchcock impose a Herrmann di non realizzare alcuna musica, cercava realismo in un momento di massima tensione. Herrmann finse di accettare ma scrisse e incise la musica, e presentò al regista la scena montata. L’effetto di enfatizzazione della tensione, dell’orrore, della paura, in cui si ritrova il sibilo del coltello e le urla di Marion, rese la scena magistrale, cosa della quale ovviamente si accorse lo stesso Hitchcock, tornando immediatamente sui suoi passi e scegliendo la nuova versione come definitiva.
La collaborazione tra i due finì nel 1966, con la colonna sonora de Il sipario strappato, uno score complesso, molto originale, realizzata in maniera decisamente diversa dalle indicazioni che il regista aveva dato al compositore. Secondo la leggenda Hitchcock non appena ascoltò il risultato fu talmente insoddisfatto del lavoro che licenziò in tronco il musicista. Per tutta risposta Herrmann accusò di aver svenduto la propria integrità e i propri principi. I due non ebbero più contatti da quel momento. Herrmann continuò con successo la carriera di musicista, fino alla sua morte, lavorando con il giovane Brian De Palma e firmando come ultimo lavoro la bellissima colonna sonora di Taxi Driver di Martin Scorsese.