Uno Maggio Taranto, niente concerto ma un film e interventi online. Riondino: "Ora il mondo vive il nostro stesso dramma"
Chiara Ugolini
La scelta del comitato e dei direttori artistici, tra cui Diodato e Roy Paci, è stata presa per "rispetto dei malati e delle vittime ma anche del mondo dello spettacolo così provato dal coronavirus"
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L'Uno Maggio Taranto Libero e Pensante in tempi di coronavirus inevitabilmente cambia pelle ma non lo spirito che lo muove. Il Concertone alternativo a quello di piazza San Giovanni, che da sette anni si svolge nella città dell'Ilva, quest'anno non sarà sul palco ma neppure in versione streaming, questa è la scelta fatta dal comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti e dai direttori artistici, Michele Riondino, Roy Paci e Diodato.
"L'Uno maggio a Taranto negli anni ha preso forza, nato dall'intuizione da un manipolo di pazzi, la nostra manifestazione è cresciuta a tal punto da ritenersi legittima proprietaria dell'occupazione della giornata dei lavoratori, solitamente abitato da un solo evento. Ma quest'anno non potevamo semplicemente spostare il concerto dalla piazza allo streaming perché la potenza di urlare da quel palco Taranto e sentirsi rispondere Libera è qualcosa che nessun streaming potrà mai restituire". Così ha spiegato Michele Riondino (appena diventato per la seconda volta papà e che è dovuto scappare, a fine collegamento, per portare a casa la sua bimba dall'ospedale) proseguendo: "Taranto è l'emblema di una contraddizione che noi viviamo da sempre e che quest'anno non solo l'Italia ma il mondo intero vive. Noi sappiamo bene cosa significa avere paura di andare al lavoro, il terrore di contrarre una malattia e portarla a casa ai propri cari. Scegliere tra il diritto alla vita e al lavoro è un dramma che oggi tutti vivono, ma che la città vive da sempre: un ricatto occupazionale tra il diritto all'aria pulita e la scelta di accettare un impiego".
Come sarà quindi questa giornata così diversa? Sul sito liberiepensanti.it e sui canali social (pagina facebook @liberiepensanti e tutti i profili social del comitato FB e IG @unomaggiotaranto TW @liberiepensanti) si susseguiranno interventi politici e sociali che raccontano la città e le sue sfide ma anche degli interventi artistici (Riondino ha voluto ringraziare i colleghi che da sempre vengono gratuitamente a fare da megafono a queste istanze). Ci saranno Elio Germano, Vinicio Capossela, Piero Pelù, Zerocalcare, Carolina Crescentini, Ghemon, Brunori Sas, Samuel, Manuel Agnelli, Rodrigo D’Erasmo, Niccolò Fabi, Negramaro, Elisa, Coma_Cose, Mama Marjas, Gabriella Martinelli, Fabio Rondanini,"artisti che sono già stati sul nostro palco, ma anche alcuni che non sono mai venuti e che sarebbero dovuti esserci a Taranto". E poi ci saranno anche Andrea Segre con il suo documentario su Marghera, Chef Rubio, lo scrittore Cosimo Argentina. Un importante contributo sarà il docufilm (prodotto da Pulse Films in collaborazione con Indiana Production), realizzato a sei mani da tre registi Giorgio Testi, Francesco Zippel e Fabrizio Fichera, che hanno realizzato un racconto attraverso le immagini e che sarà anticipato con delle clip sul sito e sui canali social e poi andrà integrale su La7 dopo Propaganda Live di Zoro.
Quest'anno Uno Maggio Taranto è un film e tanti interventi - il trailer
La scelta di non spostare l'evento semplicemente sul web è frutto anche della riflessione sulle difficoltà che il mondo dello spettacolo sta vivendo. "Il Primo maggio di Taranto non è un ente musicale ma risponde alla necessità di far parlare sul palco e sulle pagine social gli attivisti, in cui i momenti artistici sono intermezzo e megafono. Ma quest'anno il mondo dello spettacolo, così generoso nei confronti della società, soffre e penso in particolare a quelle categorie che non hanno cachet che permettono di gestire le emergenze - spiega Riondino - Mi ha molto colpito che la politica oggi parla il linguaggio che in questi anni noi abbiamo urlato dal palco: sentire da Conte e Mattarella che non si può scegliere tra vita e lavoro fa effetto, ma è importante ricordarselo quando l'emergenza sarà finita".
Diodato dopo Sanremo: "E adesso vi aspetto al Primo Maggio di protesta, venite a Taranto a fare rumore con me"
"Subito dopo la vittoria al festival di Sanremo ho voluto dedicare il premio alla mia città, Taranto perché come ho detto è una città in cui bisogna fare molto rumore - ha raccontato Diodato - Quest'anno era importantissimo non essere in silenzio perché oggi la nostra condizione è comprensibile a tutti dal momento che tutti i governi del pianeta intero stanno affrontando queste questioni. Grazie al contributo degli artisti i tarantini si sentono meno soli e hanno più forza e speranza per lottare per i propri diritti. "Non mi aspettavo tutto questo - ha detto il musicista commentando il senso di comunità che si è creato intorno alla sua vittoria con Fai rumore all'Ariston - Ho voluto condividere quella gioia con la mia città, credevo fosse giusto con un luogo che soffre tanto. Non tuti sanno che la città è stata costretta a una battaglia tra poveri che ha rovinato il tessuto sociale, vedere l'unità in quei giorni mi ha commosso e spero che rimanga una consapevolezza che la città è favolosa e i tarantini molto coraggiosi e spero che questa unione continui in questa battaglia".
Uno maggio libero e pensante ha scelto di collegarsi a una raccolta fondi da devolvere a Emergency, per questo Gino Strada è voluto intervenire per ringraziare il comitato "per la battaglia che Taranto sta vivendo, la battaglia per un ambiente vivibile è fondamentale e grazie per averci coinvolto. Oggi siamo impegnati a combattere virus, non solo il coronavirus ma quelli che condizionano la nostra vita. Assistiamo al fatto di aver ridotto la nostra sanità come una merce fruibile per chi ha soldi per pagarsela. La salute non è una cosa privata ma uno sforzo collettivo per tutti, da cui nessuno può essere escluso. Mi rammarica sentire la politica che non fa autocritica sul fatto che si è portato la sanità verso la privatizzazione, si sono tagliati posti di lavoro e bilanci e si finisce per pagare in termini di salute come gli abitanti di Taranto vivono da anni. Speriamo che finita l'emergenza ci sia un ripensamento perché non si può tornare a come eravamo prima, quello ha prodotto i disastri che stiamo vivendo. Non mi aspetto nulla dalla politica ma dai cittadini sì" ha concluso il fondatore di Emergency.