Spettacoli

Mia Martini rivive in tv con Serena Rossi per i 25 anni dalla morte

Mia Martini rivive in tv con Serena Rossi per i 25 anni dalla morte
Martedì 12 maggio in replica su Rai 1 il film che racconta la vita dell'artista che ci ha lasciato a soli 48 anni. "Ho inseguito le sue note impossibili, la gioia e il suo dolore. Ci ho messo tutta me stessa"
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Per celebrarla come merita l'ha studiata nei dettagli, dall'intonazione della voce al sorriso. Quello che preoccupava Serena Rossi era restituirla "nella sua complessità di donna e di artista". Martedì 12 maggio si celebrano i 25 anni dalla morte di Mia Martini. Aveva 48 anni, era un'artista immensa, che Rai 1 celebra con la replica di Io sono Mia, la fiction prodotta da Luca Barbareschi interpretata dalla talentuosa attrice napoletana che la restituisce sullo schermo come "una donna mediterranea, forte, complessa, vitale. Una donna del Sud, come me".


Nel febbraio dello scorso anno, quando il film tv andò in onda, conquistò quasi 8 milioni di spettatori (col 31 per cento di share), segno dell'amore del pubblico. Diretto da Riccardo Donna, realizzato con la consulenza di Loredana e Olivia Bertè, ripercorre la storia amara della cantante a cui il mondo dello spettacolo dovrebbe dire ancora grazie e chiedere scusa, per le accuse infamanti di portare sfortuna, dicerie che la allontanarono dalla tv. Io sono mia comincia con un flashback, 48 ore prima del grande ritorno al Festival di Sanremo del 1989 quando Mia Martini arrivò nona con quel capolavoro che è Almeno tu nell'universo. Cammina nervosamente su e giù dietro le quinte. Alla fine dell'esibizione, da brivido, di Almeno tu nell'universo, viene intercettata da una giornalista (Lucia Mascino), che in realtà è a Sanremo per intervistare Ray Charles. "Avevo cantato Almeno tu nell'universo in tv a Tale e quale nel 2014" ha raccontato Serena Rossi. "C'era Luca Barbareschi. Quando mi ripresento per il torneo finale mi dice: 'Io e te dobbiamo fare un film insieme, l'idea ce l'ho'. Mi racconta il progetto, faccio il provino a maggio. Poi più niente. Silenzio. Nel frattempo torno a Tale e quale, divento mamma. E l'idea diventa concreta: Barbareschi produce il film con RaiFiction".

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Perfezionista, l'attrice si mette a studiare ("Un ruolo così o lo fai alla perfezione o meglio lasciare stare"), con la consapevolezza "di dover restituire Mimì al pubblico nel migliore dei modi. Doveva essere un ricordo fatto con amore. Ho lavorato con la vocal coach Maria Grazia Fontana, per mesi abbiamo studiato le canzoni. Ho avuto anche un coach di recitazione, come fanno gli americani. Ho letto interviste, libri, ho parlato con la sceneggiatrice Monica Rametta, mi sono confrontata con Alba Calia che era amica di Mia, con l'autore Salvo Guercio che mi ha fornito tantissimo materiale". L'amore per Mimì si vede, in un continuo gioco di flashback si spiega il rapporto col padre, con la sorella Loredana Bertè, che nel film è interpretata da Dajana Roncione. Antonio Gerardi fa il discografico, Edoardo Pesce ha il ruolo di Franco Califano.

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Serena Rossi spiegava come il primo pensiero fosse "allontanare dalla testa della gente che era tormentata, cupa, sfortunata. Era una donna complessa, sicuramente. Nel film non ci sono le orrende cattiverie che hanno avvelenato la sua vita. Era una ragazza del Sud come me, passionale, generosa, tifava Napoli, il suo cantante preferito era Billy Joel". L'abbraccio con Loredana Bertè, la soddisfazione di non aver tradito Mia ("Ho continuato a camminare e a ridere come lei, tutti quelli che l'hanno conosciuta ricordano la sua risata sonora"), e la consapevolezza, per Serena Rossi che questo film le ha cambiato la vita. "Ho interpretato un'artista veramente esistita, ho inseguito le sue note impossibili, la gioia e il suo dolore. Ci ho messo tutta me stessa, non mi sono risparmiata neanche nelle scene in cui ero di spalle. Quando sul palco ho intonato 'Sai la gente è strana, prima si odia e poi si ama', ho capito che doveva strappare un applauso vero, di cuore. Dopo ero distrutta".