Pochi artisti hanno portato al successo per proprio conto le canzoni scritte da Bruce Springsteen, e pochissime donne. La più celebre è stata Patti Smith con Because the night ma non si può dimenticare Bonnie Pointer, fondatrice e componente delle Pointer Sisters, eccellente gruppo vocale afroamericano, in bilico tra pop e soul, scomparsa all'età di 69 anni. La versione che lei, con le sue sorelle Anita, Ruth e June diedero di Fire, scritta dal boss, ha scalato le classifiche ed è stata una dei molti successi che la formazione ha avuto dal 1969 in poi.
Bonnie Pointer aveva formato la band assieme a sua sorella June a Oakland, la città dove erano nate e dove avevano iniziato a cantare nella chiesa del padre, prima di diventare un trio con l'aggiunta di un'altra sorella, Anita e ottenere un contratto con la Atlantic Records, etichetta per la quale, dopo aver registrato diversi singoli e aver aggiunto alla band anche un'altra sorella, Ruth, esordirono con un album intitolato The Pointer Sisters. Il loro stile era molto vario, includendo, su una tessitura vocale ispirata al lavoro delle Andrew Sisters e dei gruppi vocali femminili degli anni Quaranta e Cinquanta, elementi di soul, r'n'b, funk, gospel, rock, country. Tra i loro successi I'm So Excited e Jump (For My Love).
Eclettica e elegantissima, Bonnie Pointer, era anche una bravissima autrice e proprio un brano da lei scritto, Fairytale, fece guadagnare al gruppo il primo Grammy nel 1974. Dotata di una tecnica notevolissima e intenzionata a sperimentare nuove forme espressive sfruttando le tecnologie, Bonnie lasciò la formazione delle sorelle nel 1977, iniziando una interessante e fortunata carriera solista, lavorando con Barry Gordy alla Motown, per la quale realizzò tra album, alcuni segnati da grande successo, e lavorò moltissimo in studio di registrazione, sfruttando le possibilità tecniche offerte nei primi anni Ottanta per costruire armonie vocali spettacolari e raffinate sovraincidendo più volte la sua voce, come nel singolo che la portò ai vertici delle classifiche come solista, Heaven must have sent you.
Negli anni seguenti ha continuato a lavorare moltissimo sia come solista, sia riunendosi per due volte con le sorelle, nel 1994 e nel 1996, e ha esordito anche nel cinema come attrice in Road to Nowhere, diretto da Monte Hellman.
"La nostra famiglia è devastata", ha dichiarato la sorella Anita, "Bonnie era la mia migliore amica e parlavamo ogni giorno, non abbiamo mai litigato in tutta la vita. Già mi manca e la incontrerò di nuovo un giorno".
Bonnie Pointer aveva formato la band assieme a sua sorella June a Oakland, la città dove erano nate e dove avevano iniziato a cantare nella chiesa del padre, prima di diventare un trio con l'aggiunta di un'altra sorella, Anita e ottenere un contratto con la Atlantic Records, etichetta per la quale, dopo aver registrato diversi singoli e aver aggiunto alla band anche un'altra sorella, Ruth, esordirono con un album intitolato The Pointer Sisters. Il loro stile era molto vario, includendo, su una tessitura vocale ispirata al lavoro delle Andrew Sisters e dei gruppi vocali femminili degli anni Quaranta e Cinquanta, elementi di soul, r'n'b, funk, gospel, rock, country. Tra i loro successi I'm So Excited e Jump (For My Love).
Eclettica e elegantissima, Bonnie Pointer, era anche una bravissima autrice e proprio un brano da lei scritto, Fairytale, fece guadagnare al gruppo il primo Grammy nel 1974. Dotata di una tecnica notevolissima e intenzionata a sperimentare nuove forme espressive sfruttando le tecnologie, Bonnie lasciò la formazione delle sorelle nel 1977, iniziando una interessante e fortunata carriera solista, lavorando con Barry Gordy alla Motown, per la quale realizzò tra album, alcuni segnati da grande successo, e lavorò moltissimo in studio di registrazione, sfruttando le possibilità tecniche offerte nei primi anni Ottanta per costruire armonie vocali spettacolari e raffinate sovraincidendo più volte la sua voce, come nel singolo che la portò ai vertici delle classifiche come solista, Heaven must have sent you.
Negli anni seguenti ha continuato a lavorare moltissimo sia come solista, sia riunendosi per due volte con le sorelle, nel 1994 e nel 1996, e ha esordito anche nel cinema come attrice in Road to Nowhere, diretto da Monte Hellman.
"La nostra famiglia è devastata", ha dichiarato la sorella Anita, "Bonnie era la mia migliore amica e parlavamo ogni giorno, non abbiamo mai litigato in tutta la vita. Già mi manca e la incontrerò di nuovo un giorno".