Spettacoli

Danti, Rovazzi e Raf, un trio inedito per 'Liberi': "Libertà è il desiderio di tutti"

Intervista ai tre artisti che firmano insieme un brano che risponde perfettamente sia alla necessaria stagionalità che alla personalità dei suoi protagonisti, sia al momento di “ripresa”, di ritorno alla normalità che tutti stiamo cercando

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Il trio più singolare dell'estate 2020 è quello composto da Danti, Rovazzi e Raf. Non tanto per i primi due, che già avevano collaborato in passato e che hanno una frequentazione pregressa con la stagione dei singoli tormentone, quanto per Raf, uno dei principi della canzone pop italiana, di certo poco interessato agli hit stagionali. Eppure Liberi, nuovo singolo di Danti, rapper diventato famoso con Two Fingerz e da qualche anno solista, produttore di tanti singoli di successo per altri ma anche per se stesso, è un brano che risponde perfettamente sia alla necessaria stagionalità che alla personalità dei suoi protagonisti, sia al momento di “ripresa”, di ritorno alla normalità che tutti stiamo cercando. Se Danti e Rovazzi hanno una conoscenza di più lunga data e hanno scritto insieme alcuni brani portati al successo dallo stesso Rovazzi, da Andiamo a comandare a Tutto molto interessante a Faccio quello che voglio, quella con Raf è una collaborazione nuova, che Danti in realtà sognava da molto tempo e che si è finalmente concretizzata: "Sono un fan di Raf - dice - lo sono sempre stato, lo era mio papà, è vizio di famiglia. L’avevo anche scritto in un pezzo dei Two Fingerz nel 2007 che il mio sogno era scrivere con Raf e oggi finalmente ci sono riuscito".

È un punto di arrivo in direzione del pop?
"In realtà è diverso solo in parte dal lavoro che ho fatto prima, negli ultimi due anni mi sono concentrato nel mondo pop come autore e mi sono confrontato con melodie e canzoni che hanno un approccio diverso. È un passaggio che quindi mi sembra naturale".

Autore, produttore, performer. Qual è la sua anima vera?
"L'anima mia vera, è quella di tirare fuori il meglio dagli altri. Il produttore, a mio avviso, non è quello che si limita a fare la base musicale di un pezzo, ma quello che gestisce tuta la traccia, aiuta l’artista a tirare fuori il meglio di se, vede il progetto nella sua interezza. La differenza nel mio lavoro credo sia questa. E poi il metterci il cuore invece che pensare solo a riempirsi le tasche. Come in questo caso, il mio sogno era quello di lavorare con Raf, e tanto mi basta".

E in questo modo ha prodotto un singolo estivo diverso dagli altri…
"Sì, e ne sono contento. Non mi sono accodato al reggaeton e alla base col rullantino in levare, ho cercato di fare un progetto che fosse vero e in sintonia perfetta con Raf”.

E che ne pensa lei, Raf, ci è riuscito?
"Danti è un portento, mi ricorda un po' Bigazzi, ha questo dono della sintesi, è molto pop, molto più di me, e non lo nega. Se vuoi una canzone piena di riferimenti al linguaggio comune attuale Danti è un enciclopedia, sa metterli in fila nel posto giusto. Ma è ovvio che lavorare con me significava andare in una direzione diversa dalla sua abituale, non cercare la strada più facile o la soluzione più immediata, ma lo ha fatto con grande passione e impegno. Devo dire che questa è una canzone molto accattivante, con un bel ritmo radiofonico, che si sposa molto bene con la mia personalità".

È stato contento di lavorare con un suo “fan”?
"Lui è innamorato di me, mi ha detto che la prima parola che ha detto quando è nato è stata ‘Raf’. Scherzi a parte è molto bello lavorare con un artista che ha una simile sintonia con te. Spesso quando decidi di scrivere una canzone per qualcun altro non ti viene, è difficilissimo, invece a lui è riuscito alla grande, io mi ci sono ritrovato subito, l’ho sentita come mia".

Certo, la stranezza è trovare Raf accanto a Rovazzi. Ma certamente anche lui con questo brano si è avvicinato più al mondo di Raf…
"Ho percepito la sua voglia di uscire dal personaggio che tutti conoscono, di fare cose diverse. Ci ha chiesto di esserci, lui collabora tanto con Danti e quindi lo ha chiamato, io ho accettato perché mi ha fatto capire che aveva voglia di far parte di una cosa bella, che non fosse un giochetto per ragazzini e basta, una canzone molto popolare, con riferimenti alla dance, alla house music, ma con una struttura di canzone, con uno “spessore” musicale che anche lui sta cercando".

Rovazzi, è davvero così?
"Quando Danti mi ha mandato il brano ho deciso, dopo il primo ascolto, che dovevo cantarci dentro qualcosa. Essere “liberi” è il desiderio di tutti oggi più che mai, soprattutto il mio".