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Max Gazzè: "Torno sul palco. E poi da Peter Gabriel"

Tra impressioni sul lockdown e voglia di ripartenza, l'alfiere del rock d'autore si racconta alla vigilia del tour che parte il 2 luglio da Roma
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"Il lockdown mi ha costretto a rimandare le registrazioni del mio prossimo disco. Dovevo andare a Bath, in Inghilterra, agli studi della Real World di Peter Gabriel. Tra gli altri con il suo storico batterista Manu Katchè, con cui avevo collaborato in una serie di concerti in cui andavamo alla ricerca delle radici blues della musica. Speriamo di poter riprogrammare presto il tutto". Parola di Max Gazzè, primo peso massimo del rock d’autore a tornare sul palco con un tour al via giovedì 2 luglio dalla Cavea di Roma.


Cantautore dal respiro internazionale, assai apprezzato per il suo approccio all’elettronica pop anche dalla generazione under 30, Gazzè racconta le sue sensazioni sulla ripartenza in una intervista che uscirà giovedì sulle pagine di Trovaroma: "L’importante è riaccendere gli amplificatori, anche con i posti ridotti per rispettare le distanze. Prolungare lo stand by potrebbe essere un rischio, il pubblico potrebbe andare a cercare altri approdi per il tempo libero. Il mio è un daje!, un forza!, un facciamo qualcosa che abbia anche un senso simbolico".


C’è tutta la voglia di girare pagina dopo l’isolamento: "Sono rimasto in famiglia, sorpreso dall’emergenza. E ho cercato adeguarmi. Però mi è rimasta qualche perplessità… Da dove esce fuori veramente il virus: è la natura che si ribella, c’è un qualche zampino umano o si tratta di altro… E poi l’allerta costante non mi convince. Io chiederò il rispetto delle regole alla virgola nei miei concerti, ma non mi sento in sintonia con la narrazione ufficiale di questa situazione. Non mi piace la nuova normalità, vorrei indietro la vecchia… Ma resto ottimista, spero che tra poco andrà meglio".

L’alfiere dei cantautori dell’età di mezzo parla anche del boom digitale: "Per così dire mi ha colpito il passaggio da homo sapiens a homo digitalis…. va bene l’elettronica, ma non è tutto. Esattamente come ho sempre fatto con la mia musica affiancando sintetizzatori, suoni elettrici e altro ancora. Zoom è una grande comodità, ma abbiamo bisogno di incontrarci e di assemblee".


Un po’ quello che saranno questi primi concerti di Gazzè, antologici, ma non convenzionali: «Ho aperto wikipedia e rimesso in fila i brani che quasi quasi sento come cover e che il pubblico conosce di più, quasi estraniandomi. E propongo Cara Valentina e altri pezzi come suonavano all’epoca in cui sono usciti. In più ci saranno brani quasi mai suonati dal vivo, tipo Gli anni senza un Dio. E ancora qualcosa da Alchemaya…».