Levante: "In questa estate sentirò cantare solo il vulcano"
Luigi Bolognini
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di LUIGI BOLOGNINI
La cantautrice ha appena pubblicato il singolo 'Sirene', primo disco di un nuovo album in lavorazione, scritto di getto dopo l'annullamento dei concerti
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Ah quelle belle canzoni dell’estate, che parlano di spiagge, abbronzature, ombrelloni, felicità. Certo, se non fosse che la canzone per l’estate per eccellenza è e resta Sapore di sale, una delle più tristi della storia della discografia italiana. E la lezione di Gino Paoli è stata ben appresa da Levante, che come canzone per l’estate ha lanciato Sirene, che riflette lo scombussolamento della cantante (e non solo di lei) per i tempi odierni del post-Covid, tra concerti sospesi e un futuro da vivere alla giornata, come un eterno presente che non permette pianificazioni. Il tutto intriso di una malinconia che ha un che di galattico per il distacco dal mondo.
Levante, come mai?
«Spero si sia accorto che in questi ultimi mesi è successo qualcosa».
Vagamente.
«Ecco. Ed è successo anche il blocco dei concerti. Ora sono ripresi, ma i tour vanno programmati e organizzati per tempo. Insomma, un giorno è arri…
Ah quelle belle canzoni dell’estate, che parlano di spiagge, abbronzature, ombrelloni, felicità. Certo, se non fosse che la canzone per l’estate per eccellenza è e resta Sapore di sale, una delle più tristi della storia della discografia italiana. E la lezione di Gino Paoli è stata ben appresa da Levante, che come canzone per l’estate ha lanciato Sirene, che riflette lo scombussolamento della cantante (e non solo di lei) per i tempi odierni del post-Covid, tra concerti sospesi e un futuro da vivere alla giornata, come un eterno presente che non permette pianificazioni. Il tutto intriso di una malinconia che ha un che di galattico per il distacco dal mondo.
Levante, come mai?
«Spero si sia accorto che in questi ultimi mesi è successo qualcosa».
Vagamente.
«Ecco. Ed è successo anche il blocco dei concerti. Ora sono ripresi, ma i tour vanno programmati e organizzati per tempo. Insomma, un giorno è arrivato il momento di dover annullare tutta la mia attività estiva. È stato un dolore lancinante. Per me, che sono un animale da palcoscenico e avevo tantissime cose da dire e gridare dopo il successo del disco Magmamemoria e di Tikibombom a Sanremo. Ma ancor di più per i tanti lavoratori dietro le quinte dei concerti: tecnici di luci e suono, meccanici, uffici stampa, tutta gente rimasta pressoché a spasso senza lavoro e soprattutto senza reddito. E ho reagito».
Come dire, una instant song.
«In sostanza. Ho preso una chitarra e le emozioni sono uscite da sole, come mai durante il lockdown quando la musica non mi veniva e ho passato il tempo a personalizzare la bici o preparare la pasta all’uovo. Ho immaginato un dialogo tra me e i fan, quasi un sogno, ma brutto. L’annuncio che gli ombrelloni restavano chiusi, desideri e braccioli si sgonfiavano... E c’era solo la pioggia, visto che quell’8 giugno era pure brutto. Poi sa, io ha la nomea di “sconzaiocu” in siculo, ovvero guastafeste. Se tira aria di macarena ci penso io a rovinarla».
E le sirene?
«Non sono quelle ammalianti di Ulisse, ma quelle delle ambulanze, che in quei giorni risuonavano spaventose nella città vuota. A Torino ogni volta era un sussulto. Ora è estate, certo, ma un’estate finta, senza gioia. La gente sta nelle strade, si diverte, ma chissà quanto durerà».
Almeno farà le vacanze.
«Oh sì, a breve tornerò nella mia Sicilia e ci resterò per un bel pezzo, a Palermo, Palagonia e Stromboli dove il vulcano canta giorno e notte, sarà l’unica soddisfazione. Quanto al concetto di vacanze, ecco magari lo eviterei: io in vacanza non so stare, passerò il tempo a comporre. Senza musica non so stare, pensi che di recente ho fatto una riunione di lavoro, con manager e tutto, aun certo punto ho dovuto alzarmi e suonare Tikibombom al piano. Sirene non è l’ultimo singolo di Magmamemoria ma il primo del nuovo disco. E da questa canzone si capisce già il filo logico che unirà l’album, io faccio sempre dischi a tema: Magmamemoria il ricordo, Abbi cura di te la felicità...».
E il tema di questo disco?
«Non glielo dico proprio, lascerò la sorpresa a lei e ai fan».
Levante il 21 giugno al flashmob organizzato dagli artisti a Milano per sensibilizzare contro la crisi del settore musicale
Parliamo allora del mondo della musica. Il 21 giugno è stata tra i protagonisti del flashmob a Milano. Contenta del risultato?
«Entusiasta. Discutendo del Decreto Rilancio le nostre osservazioni sono state prese in considerazione e in buona parte approvate. E ci abbiamo messo la faccia, come doveroso. Ci sono le condizioni per ripartire, anche se il Covid ha solo messo in evidenza problemi che già c’erano, la scarsa tutela dei lavoratori del settore, specie i più deboli. E non possiamo essere i primi a chiudere e gli ultimi a ripartire. Per fortuna presto toccherà anche a noi».
Sta già pensando al tour nuovo, quando sarà?
«Ovvio, e sarà diversissimo da quello estivo, saltato. Avrà un taglio, molto meno rock, energico, arrangiamenti diversi a seconda delle serate e dei luoghi. Il resto, sorpresa».
Lei un anno fa cantava “Andrà tutto bene”. Quanto gliel’hanno fatto notare?
«All’infinito, tutti. Ovviamente lo dicevo in tutt’altro senso, anche con ironia visto che la frase chiudeva un elenco di catastrofi, non dimentichi che c’era il governo gialloverde, allora. Credo che tutto sia andato bene, però, o meno peggio possibile. Il governo ha fatto quel che doveva e gli italiani sono stati bravi».
Quindi pace con Conte, malgrado la frase sui musicisti “che ci fanno divertire”?
«Per la precisione ha detto “appassionare e divertire”, e appassionare è bello».