Cinque album per una settimana / 14
Ernesto Assante , di ERNESTO ASSANTEDa Nubya Garcia ai Kraftwerk in versione originale ecco le novità discografiche che meritano attenzione
The Jayhawks - Xoxo
Sì, va bene, i suoni moderni, il rap, la tecnologia, l'elettronica, i computer, sì la nuova canzone, le formule inedite, va tutto bene e ci piace. Ma, francamente, trovarsi ad ascoltare un album come questo, per chi come chi scrive ha superato "una certa età" è decisamente piacevole, poco faticoso, illuminante. Grandi canzoni, in cui ritrovare tutto quello che il classico "rock" ci ha fatto amare nel passato, ma senza alcuna nostalgia, senza l'idea che quello che va oggi sia sbagliato, senza presunzione o saccenza. Gara Louris e i suoi compari, con questo undicesimo album, ribadiscono semplicemente uno stile e una vena creativa che non è venuta meno, un suono che è ricco e corposo, un'atteggiamento sanamente positivo. Potremmo dire che il country alternativo della band di Minneapolis contiene tutti gli elementi che aveva e anche qualcosa di nuovo, il che non guasta e garantisce soddisfazione …
Sì, va bene, i suoni moderni, il rap, la tecnologia, l'elettronica, i computer, sì la nuova canzone, le formule inedite, va tutto bene e ci piace. Ma, francamente, trovarsi ad ascoltare un album come questo, per chi come chi scrive ha superato "una certa età" è decisamente piacevole, poco faticoso, illuminante. Grandi canzoni, in cui ritrovare tutto quello che il classico "rock" ci ha fatto amare nel passato, ma senza alcuna nostalgia, senza l'idea che quello che va oggi sia sbagliato, senza presunzione o saccenza. Gara Louris e i suoi compari, con questo undicesimo album, ribadiscono semplicemente uno stile e una vena creativa che non è venuta meno, un suono che è ricco e corposo, un'atteggiamento sanamente positivo. Potremmo dire che il country alternativo della band di Minneapolis contiene tutti gli elementi che aveva e anche qualcosa di nuovo, il che non guasta e garantisce soddisfazione …
The Jayhawks - Xoxo
Sì, va bene, i suoni moderni, il rap, la tecnologia, l'elettronica, i computer, sì la nuova canzone, le formule inedite, va tutto bene e ci piace. Ma, francamente, trovarsi ad ascoltare un album come questo, per chi come chi scrive ha superato "una certa età" è decisamente piacevole, poco faticoso, illuminante. Grandi canzoni, in cui ritrovare tutto quello che il classico "rock" ci ha fatto amare nel passato, ma senza alcuna nostalgia, senza l'idea che quello che va oggi sia sbagliato, senza presunzione o saccenza. Gara Louris e i suoi compari, con questo undicesimo album, ribadiscono semplicemente uno stile e una vena creativa che non è venuta meno, un suono che è ricco e corposo, un'atteggiamento sanamente positivo. Potremmo dire che il country alternativo della band di Minneapolis contiene tutti gli elementi che aveva e anche qualcosa di nuovo, il che non guasta e garantisce soddisfazione all'ascolto anche per chi è in cerca di qualche emozione più contemporanea.
Voto 3 ½
Nubya Garcia - Source
Hanno ragione i giornalisti del mensile inglese Mojo non solo a dedicarle un lungo articolo nell'ultimo numero, ma anche a scrivere che lei, sassofonista, attivista, band leader, jazzista dallo sguardo musicale assai ampio, è "la cosa più vicina a Kamasi Washington che ci sia in Inghilterra oggi". E Source lo conferma ampiamente all'ascolto. Un album ricco e fantasioso, dove si possono incontrare, in quel territorio ampio che amiamo chiamare jazz, elementi di musica reggae e africana, latinoamericana e europea, nu-soul e altro ancora, tutto sotto il segno dello stile, originalissimo, della musicista inglese. Il disco è bello, colorato, vario, modernissimo e il sax di Nubya Garcia svetta in un album che mette insieme ricerca sonora e grandissima godibilità
Voto 4
Fontaines D.C. - A Hero's Death
Sono irlandesi ma non hanno parentela con la maggior parte delle band diventata famose negli anni e arrivate dalla loro terra natia. Predicano la lingua del rock con una sapienza che sembra venire da lontano, ma conoscono la contemporaneità più e meglio di altri. Sono forti, appassionati, originali ma con saldissime radici. Insomma i Fontaines D.C. sono una delle più belle e interessanti realtà della scena di oggi e con questo secondo album ribadiscono che il successo ottenuto all'esordio non era né casuale né immotivato. L'album (si è un vero album, non una collezione di singoli, e come tale andrebbe ascoltato) è davvero bellissimo, dall'inizio alla fine, undici brani che hanno forza espressiva, testi interessanti, musica che ha i riff al posto giusto e le atmosfere che tutti vorrebbero trovare in canzoni che mettono insieme oscurità profonda e poesia. In un grande impianto rock contemporaneo.
Voto 4 ½
Seasick Steve - Love and Peace
Il motto dei Sixties, ma buono per l'eternità, fa da titolo al decimo album di Seasick Steve, che non è molto diverso dagli altri nove. Il che potrebbe essere, per chi non ama una vita di certezze, un limite. Invece, confessiamolo, la ripetizione in questo caso giova, perché Seasick Steve, con la sua barba, la sua chitarra e la sua voce, è insostituibile, divertente, ripetitivo, blues fino al fondo delle scarpe che hanno percorso tutte le miglia necessarie per essere sufficientemente consumate. Ma il suono della sua chitarra, la rasposità della sua voce, la semplicità della formula, sempre uguale, non chiedono cambiamenti, innovazioni, ma sono buone idee musicali e ritmiche, per rianimare il fantasma del blues che da sempre è dentro di noi. Insomma, se lo amate già non potrete non amarlo ancora, se non lo conoscete potrete scoprire un blues contemporaneo che con pochi accordi, qualche riff e molto divertimento, produce album che si ascoltano con estremo piacere.
Voto 3
Kraftwerk - Computerwelt
I Kraftwerk in versione originale, ovvero nella loro lingua tedesca e non nella versione inglese che conosciamo a memoria, potrebbero essere una scoperta per molti. E l'occasione per farlo ci viene offerta dalla distribuzione sulle piattaforme di streaming degli album centrali della loro storia, Trans Europe Express del 1977, Die Mensch Machine del 1978, Computerwelt del 1981, oltre a Technopop del 1986 e The Mix del 1991. La lingua in cui i brani sono stati creati suona ovviamente come dovrebbe suonare, gli album per molti versi sembrano essere più completi, perfetti, giusti, anche se a cambiare è solo il suono delle parole mentre tutto il resto è uguale a quello che negli anni abbiamo conosciuto e amato. Ma è chiaro che il lavoro riportato alla sua radice è "esattamente" il lavoro originale dei Kraftwerk e ascoltarlo come è stato pensato è decisamente meglio della sua, pur eccellente, traduzione. Necessaria, sia ben chiaro, per comprendere fino in fondo il messaggio e il progetto dei Kraftwerk, che in tedesco, però, trova la sua necessaria completezza.
Voto 4 ½
Sì, va bene, i suoni moderni, il rap, la tecnologia, l'elettronica, i computer, sì la nuova canzone, le formule inedite, va tutto bene e ci piace. Ma, francamente, trovarsi ad ascoltare un album come questo, per chi come chi scrive ha superato "una certa età" è decisamente piacevole, poco faticoso, illuminante. Grandi canzoni, in cui ritrovare tutto quello che il classico "rock" ci ha fatto amare nel passato, ma senza alcuna nostalgia, senza l'idea che quello che va oggi sia sbagliato, senza presunzione o saccenza. Gara Louris e i suoi compari, con questo undicesimo album, ribadiscono semplicemente uno stile e una vena creativa che non è venuta meno, un suono che è ricco e corposo, un'atteggiamento sanamente positivo. Potremmo dire che il country alternativo della band di Minneapolis contiene tutti gli elementi che aveva e anche qualcosa di nuovo, il che non guasta e garantisce soddisfazione all'ascolto anche per chi è in cerca di qualche emozione più contemporanea.
Voto 3 ½
Nubya Garcia - Source
Hanno ragione i giornalisti del mensile inglese Mojo non solo a dedicarle un lungo articolo nell'ultimo numero, ma anche a scrivere che lei, sassofonista, attivista, band leader, jazzista dallo sguardo musicale assai ampio, è "la cosa più vicina a Kamasi Washington che ci sia in Inghilterra oggi". E Source lo conferma ampiamente all'ascolto. Un album ricco e fantasioso, dove si possono incontrare, in quel territorio ampio che amiamo chiamare jazz, elementi di musica reggae e africana, latinoamericana e europea, nu-soul e altro ancora, tutto sotto il segno dello stile, originalissimo, della musicista inglese. Il disco è bello, colorato, vario, modernissimo e il sax di Nubya Garcia svetta in un album che mette insieme ricerca sonora e grandissima godibilità
Voto 4
Fontaines D.C. - A Hero's Death
Sono irlandesi ma non hanno parentela con la maggior parte delle band diventata famose negli anni e arrivate dalla loro terra natia. Predicano la lingua del rock con una sapienza che sembra venire da lontano, ma conoscono la contemporaneità più e meglio di altri. Sono forti, appassionati, originali ma con saldissime radici. Insomma i Fontaines D.C. sono una delle più belle e interessanti realtà della scena di oggi e con questo secondo album ribadiscono che il successo ottenuto all'esordio non era né casuale né immotivato. L'album (si è un vero album, non una collezione di singoli, e come tale andrebbe ascoltato) è davvero bellissimo, dall'inizio alla fine, undici brani che hanno forza espressiva, testi interessanti, musica che ha i riff al posto giusto e le atmosfere che tutti vorrebbero trovare in canzoni che mettono insieme oscurità profonda e poesia. In un grande impianto rock contemporaneo.
Voto 4 ½
Seasick Steve - Love and Peace
Il motto dei Sixties, ma buono per l'eternità, fa da titolo al decimo album di Seasick Steve, che non è molto diverso dagli altri nove. Il che potrebbe essere, per chi non ama una vita di certezze, un limite. Invece, confessiamolo, la ripetizione in questo caso giova, perché Seasick Steve, con la sua barba, la sua chitarra e la sua voce, è insostituibile, divertente, ripetitivo, blues fino al fondo delle scarpe che hanno percorso tutte le miglia necessarie per essere sufficientemente consumate. Ma il suono della sua chitarra, la rasposità della sua voce, la semplicità della formula, sempre uguale, non chiedono cambiamenti, innovazioni, ma sono buone idee musicali e ritmiche, per rianimare il fantasma del blues che da sempre è dentro di noi. Insomma, se lo amate già non potrete non amarlo ancora, se non lo conoscete potrete scoprire un blues contemporaneo che con pochi accordi, qualche riff e molto divertimento, produce album che si ascoltano con estremo piacere.
Voto 3
Kraftwerk - Computerwelt
I Kraftwerk in versione originale, ovvero nella loro lingua tedesca e non nella versione inglese che conosciamo a memoria, potrebbero essere una scoperta per molti. E l'occasione per farlo ci viene offerta dalla distribuzione sulle piattaforme di streaming degli album centrali della loro storia, Trans Europe Express del 1977, Die Mensch Machine del 1978, Computerwelt del 1981, oltre a Technopop del 1986 e The Mix del 1991. La lingua in cui i brani sono stati creati suona ovviamente come dovrebbe suonare, gli album per molti versi sembrano essere più completi, perfetti, giusti, anche se a cambiare è solo il suono delle parole mentre tutto il resto è uguale a quello che negli anni abbiamo conosciuto e amato. Ma è chiaro che il lavoro riportato alla sua radice è "esattamente" il lavoro originale dei Kraftwerk e ascoltarlo come è stato pensato è decisamente meglio della sua, pur eccellente, traduzione. Necessaria, sia ben chiaro, per comprendere fino in fondo il messaggio e il progetto dei Kraftwerk, che in tedesco, però, trova la sua necessaria completezza.
Voto 4 ½