Vivaldi si fa sacro per Giuditta e Oloferne, torna a Vicenza il festival barocco al Teatro Olimpico
Simona Casalini
Tiorbe, arciliuti, viole d'amore, chalumeau e strumenti antichi nella rassegna lirica che si inaugura sabato 29 agosto con l'unico oratorio vivaldiano conosciuto. Con interpreti internazionali come Sara Mingardo, Vivica Genaux, Barbara Frittoli e tanti giovani cantanti
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Un Vivaldi 'sacro', in linea con l'austerità dei tempi in teatro e con le strette restrizioni che hanno cancellato una buona metà dei posti disponibili, appena 170, nello splendido scrigno del Teatro Olimpico palladiano. Ma il Festival di musica barocca anche quest'anno c'è, si inaugura a Vicenza sabato 29 agosto e prosegue fino all'8 settembre.
Apre quindi l'oratorio Juditha Triumphans, unico capolavoro di teatro sacro rimasto di Antonio Vivaldi, severa (ma non troppo) inaugurazione dell'ottavo festival Vicenza in Lirica diretto da Andrea Castello, sotto l'alto patrocinio del Parlamento Europeo, Mibact, Regione Veneto e il sostegno del Comune di Vicenza. Composizione impreziosita da una serie brillante di arie che si sfidano per musicalità e virtuosismo, lo spartito racconta la biblica storia di Giuditta e Oloferne con una tale vivacità e maestria da rivaleggiare, nel gradimento del pubblico, con le stesse opere liriche del celebre prete rosso per via dei colori dei capelli.
L'oratorio fu rappresentato all'Ospedale della Pietà di Venezia nel 1716 e descrive in realtà allegorica la vittoria veneziana sui turchi a Corfù. "Si tratta dell'unico oratorio sopravvissuto di Vivaldi - afferma Francesco Erle, maestro direttore e concertatore al cembalo, esperto di musica barocca e presente da cinque anni al festival vicentino - Abbiamo lavorato sulla bellissima edizione del manoscritto autografo che, grazie alla Biblioteca Nazionale di Torino, è giunto ai giorni nostri regalandoci nuove emozioni e permettendoci un continuo ed empatico contatto con il compositore".
La storia narra del re assiro Nabucodonosor che manda un esercito contro Israele per esigere i tributi non versati. Sotto il comando del generale Holofernes, gli Assiri assediano la città di Betulia nell'intento di conquistarla. La giovane vedova ebrea Juditha va dal condottiero assiro per implorare pietà. Lui si innamora e lei finge di accettarlo. Ma dopo aver banchettato e bevuto grandi quantità di vino, Holofernes cade addormentato e prima di riprendere coscienza viene decapitato da Juditha. Dopo l'omicidio fugge dal campo nemico e torna vittoriosa a Betulia.
"È interessante analizzare i personaggi e le similitudini delle opere del passato con il nostro presente - riprende Erle - Questo oratorio ci ha aiutato molto a pensare e a superare le avversità di questo difficile momento; noi tutti abbiamo accettato questa scommessa, trovando un criterio comune ed assumendoci, insieme a tutto il cast, una grande responsabilità".
Per la Juditha Triumphans di Vicenza è stata inoltre realizzata una ricerca accurata sugli strumenti ed in particolare è stato costruito da Alberto Ponchio, costruttore di strumenti antichi in tutta Europa, uno chalumeau, oggi clarinetto, indicato nel manoscritto vivaldiano come 'salmoè'. Solisti d'eccezione, su tutti Sara Mingardo, nel ruolo di Holofernes e Vivica Genaux, che debutta al teatro Olimpico, raffinata artista tra le più apprezzate a livello internazionale, nel ruolo di Vagaus. Insieme a loro la giovane ma già conosciuta Alessandra Visentin nel ruolo di Ozias, Cecilia Gaetani nel ruolo di Ambra e Caterina Meldolesi nel ruolo principale di Juditha. Completa il cast il coro Schola San Rocco di Vicenza preparato dal Maestro Francesco Erle.
Nella scrittura originale sono presenti molti strumenti barocchi (tra i quali tiorbe, viole d'amore, viole da gamba) suonati da polistrumentisti come Roberto Loreggian (organo e regale), Cristiano Contadin (viola da gamba), Gianluca Geremia (tiorba), Anna Fusek (flauti e violini), Arrigo Pietrobon (oboe e flauti), Luigi Marasca (salmoè) e Davide Gazzato (arciliuto e percussioni).
Ricordando anche che i due cori presenti nell'oratorio hanno avuto un futuro singolare: il coro marziale è diventato l'inno della Serenissima e l'ultimo coro è diventato l'inno della Regione Veneto, e qualcuno sognava di trasformarlo in inno nazionale veneto.
Il Festival proseguirà al Teatro Olimpico il 5 e 8 settembre alle 21 con l'esecuzione dell'opera L'Olimpiade sempre a firma di Antonio Vivaldi e il 6 settembre con un Gala benefico a favore di AssiGulliver, l'associazione sindrome Sotos italiana, fra gli interpreti molti noti artisti della scena internazionale, tra questi Barbara Frittoli, Ekaterina Gubanova, Monica Bacelli, Diletta Scandiuzzi, Natale De Carolis, Alberto Mastromarino, Lucio Gallo, Ambrogio Maestri, Fabio Armiliato, Bruno de Simone, altri si stanno aggiungendo. Una girandola di stelle generose, accompagnate al pianoforte da Mzia Bakhtouridze. Altri eventi ad ingresso libero e su prenotazione il 3, 4, 5, e 6 settembre a palazzo Chiericati, dove protagonisti saranno i libri e la musica. Tutto il programma del festival su www.vicenzainlirica.it.