Il ritorno dei System Of A Down: due nuovi brani per l'Armenia
La band riunita dopo 15 anni per sostenere la causa del Paese d'origine dei quattro musicisti
"Probabilmente siamo l'unica rock band che ha dei governi come nemici, l'unica rock band che è in guerra. Ho scritto queste canzoni per sostenere il morale delle nostre truppe e degli armeni in tutto il mondo". Così Daron Malakian, il chitarrista dei System Of a Down, ha presentato al pubblico e alla stampa internazionali i due nuovi brani che segnano il ritorno sulle scene della band metal-alternative band americana che non pubblicava nuovo materiale da 15 anni.
Profondamente motivati dal conflitto scoppiato di recente tra Artsakh (Nagorno Karabakh) e Azerbaigian, i System Of a Down - ovvero Daron Malakian (chitarre, voce), Serj Tankian (voce), Shavo Odadjian (basso) e John Dolmayan (batteria), tutti e 4 discendenti da superstiti del genocidio armeno del 1915 - hanno pubblicato due nuove canzoni, Protect The Land e Genocidal Humanoidz. Prodotte da Malakian, che ha anche scritto la musica e i testi, entrambe le tracce sono ora disponibili in digi…
Profondamente motivati dal conflitto scoppiato di recente tra Artsakh (Nagorno Karabakh) e Azerbaigian, i System Of a Down - ovvero Daron Malakian (chitarre, voce), Serj Tankian (voce), Shavo Odadjian (basso) e John Dolmayan (batteria), tutti e 4 discendenti da superstiti del genocidio armeno del 1915 - hanno pubblicato due nuove canzoni, Protect The Land e Genocidal Humanoidz. Prodotte da Malakian, che ha anche scritto la musica e i testi, entrambe le tracce sono ora disponibili in digi…
"Probabilmente siamo l'unica rock band che ha dei governi come nemici, l'unica rock band che è in guerra. Ho scritto queste canzoni per sostenere il morale delle nostre truppe e degli armeni in tutto il mondo". Così Daron Malakian, il chitarrista dei System Of a Down, ha presentato al pubblico e alla stampa internazionali i due nuovi brani che segnano il ritorno sulle scene della band metal-alternative band americana che non pubblicava nuovo materiale da 15 anni.
Profondamente motivati dal conflitto scoppiato di recente tra Artsakh (Nagorno Karabakh) e Azerbaigian, i System Of a Down - ovvero Daron Malakian (chitarre, voce), Serj Tankian (voce), Shavo Odadjian (basso) e John Dolmayan (batteria), tutti e 4 discendenti da superstiti del genocidio armeno del 1915 - hanno pubblicato due nuove canzoni, Protect The Land e Genocidal Humanoidz. Prodotte da Malakian, che ha anche scritto la musica e i testi, entrambe le tracce sono ora disponibili in digitale. Le royalties provenienti dallo streaming e dalla vendita dei due brani sono destinate all'Armenia Fund.
Il mese scorso John Dolmayan, profondamente scosso dal nuovo conflitto, ha mandato un messaggio ai tre compagni della band: "Ho scritto 'non importa cosa pensiamo l'uno dell'altro, non importa quali problemi ci siano stati nel passato, dobbiamo metterli da parte perché quello che sta accadendo è più grande dei System Of A Down e più grande di tutti noi... dobbiamo fare qualcosa per sostenere il nostro popolo'". Insieme, in una successiva call, tutti i membri del gruppo hanno espresso la stessa preoccupazione e convenuto sull'importanza vitale di aiutare in qualche modo, nel modo in cui conoscevano meglio: la musica.
Profondamente motivati dal conflitto scoppiato di recente tra Artsakh (Nagorno Karabakh) e Azerbaigian, i System Of a Down - ovvero Daron Malakian (chitarre, voce), Serj Tankian (voce), Shavo Odadjian (basso) e John Dolmayan (batteria), tutti e 4 discendenti da superstiti del genocidio armeno del 1915 - hanno pubblicato due nuove canzoni, Protect The Land e Genocidal Humanoidz. Prodotte da Malakian, che ha anche scritto la musica e i testi, entrambe le tracce sono ora disponibili in digitale. Le royalties provenienti dallo streaming e dalla vendita dei due brani sono destinate all'Armenia Fund.
Il mese scorso John Dolmayan, profondamente scosso dal nuovo conflitto, ha mandato un messaggio ai tre compagni della band: "Ho scritto 'non importa cosa pensiamo l'uno dell'altro, non importa quali problemi ci siano stati nel passato, dobbiamo metterli da parte perché quello che sta accadendo è più grande dei System Of A Down e più grande di tutti noi... dobbiamo fare qualcosa per sostenere il nostro popolo'". Insieme, in una successiva call, tutti i membri del gruppo hanno espresso la stessa preoccupazione e convenuto sull'importanza vitale di aiutare in qualche modo, nel modo in cui conoscevano meglio: la musica.