Spettacoli

I 40 anni di 'Nero a metà', in quell'album la grande anima di Pino Daniele

L'album uscì nel 1980, all'inizio di una grande stagione per la canzone d'autore. Mescolava soul, blues, jazz, rock, tradizione e innovazione con una forza ineguagliabile. Per l'occasione, torna disponibile dal 27 novembre in due nuove edizioni

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È il 1980, Lucio Dalla domina le classifiche con il suo Dalla, Francesco De Gregori pubblica Viva l'Italia, Edoardo Bennato Sono solo canzonette, Lucio Battisti Una giornata uggiosa, Ivano Fossati La mia banda suona il rock. È l'inizio di una stagione nuova, in cui la musica italiana si risveglia, riconquista le strade e le piazze, è l'inizio di un decennio clamoroso in cui la canzone d'autore tocca vertici straordinari di creatività e popolarità, di arte e successo. Pino Daniele è nel pieno di questo questo risveglio, di questa rivoluzione musicale e nel marzo del 1980 pubblica un nuovo album, il suo terzo, intitolato Nero a metà, che trasforma il cantautore, musicista, chitarrista napoletano in una star.


Un album di straordinaria bellezza e originalità, forse il disco che in assoluto ha meglio raccontato Daniele, la sua anima, il suo essere profondamente partenopeo e al tempo stesso cittadino del mondo, in grado di mescolare soul, blues, jazz, rock, tradizione e innovazione, in un insieme coloratissimo e appassionante che incontrava magicamente il cuore del pubblico. Dodici brani, praticamente perfetti, tra i quali alcuni di quelli diventati più classici del repertorio di Daniele, I say i' sto ccà, Appocundria, Musica musica, Voglio di più, Quanno chiove, A me me piace 'o blues, registrati tra la fine del 1979 e l'inizio del 1980 tra lo Stone Castle Studios di Carimate e i Trafalgar Studios di Roma, con una band (passata anch'essa alla storia) formata da Gigi de Rienzo, Agostino Marangolo, Ernesto Vitolo, James Senese, Rosario Jermano, Tony Cercola, Enzo Avitabile, Karl Potter, Aldo Mercurio, Mauro Spina, Bruno De Filippi.

'Napule è', ricordando Pino Daniele con le sue canzoni


Trecentomila copie vendute all'uscita, uno dei venti album più venduti dell'anno, Nero a metà torna a essere disponibile dal 27 novembre in due nuove edizioni limitate e numerate, realizzate con la collaborazione artistica della Pino Daniele Trust Onlus gestita dal figlio di Pino, Alessandro Daniele, una nuova edizione che arriva con un secondo album, Nero a metà live - Bootleg 1980, che contiene 5 brani registrati dal vivo il 30 aprile 1980 al Teatro Massimo di Pescara, Quanno chiove, I say i' sto cca, Napule è, Alleria, A me me piace 'o blues, mai pubblicati prima, rieditati senza sovraincisioni e correzioni per mantenere inalterata la straordinaria forza di Daniele e la sua band in quell'incredibile 1980.


Riascoltandolo oggi, a quarant'anni di distanza, si capisce ancora meglio perché si tratti di un album davvero unico nella storia della canzone italiana, perché quel disco, con le sue melodie, la fusione tra tradizione partenopea, blues, rock e jazz, abbia segnato una svolta importante per la nostra canzone, liberando la canzone d'autore dagli ultimi residui di certo provincialismo, portando la musica in primo piano, mescolando poesia e vita. Ed è un album "moderno", innovativo, in linea con la "rivoluzione" della canzone italiana che i cantautori stavano portando in scena, ma originalissimo, diverso da tutto quello che era proposto in quel periodo.

Pino Daniele in acustico, "A me me piace o' blues"


"È un disco per me importantissimo", ci raccontò Pino Daniele nel 2014, quando decise di riproporre dal vivo Nero a metà con un grande concerto all'Arena di Verona, "avevo messo tutto me stesso in quelle canzoni, non che non lo avessi fatto anche prima ma, alle volte, capita per motivi che nessuno riesce a spiegare che tutto si metta nel posto giusto, nel modo giusto, nel momento giusto. E così accadde per quel disco".


Nero a metà contiene l'anima di Pino, le sue passioni, le sue tensioni di venticinquenne che, cresciuto con la passione per la musica e la chitarra, riesce a sintetizzare in una formula musicale inedita tutto quello che ha immaginato fino a quel momento. "È bello riascoltare com'ero", ci disse, dicendo di sentirsi ancora in qualche modo un "nero a metà" come cantava nel disco in A testa in giù, "ma sono anche un uomo che ha fatto pace con se stesso. Mi hanno cambiato le esperienze, le famiglie, i matrimoni, i problemi fisici, il non avere più trent'anni e la necessità di adeguarmi ai quasi sessant'anni che ho oggi. Ma ho ancora tanto entusiasmo, e quello che sono oggi mi piace. È la stessa cosa di trent'anni fa e se non fosse così smetterei. So che ogni giorno è importante, potrei fare un assolo che non ho mai fatto o scrivere una canzone che non ho mai scritto. Ho sempre cercato di far prevalere la musica su tutto. Amo suonare, mi sono sempre sentito più vicino ai musicisti jazz che ai cantanti pop". E infatti Nero a metà è un gioiello musicale che ancora oggi brilla per attualità, con un suono che mette insieme musica nera e canzone italiana, melodie napoletane e jazz rock. Con una forza ineguagliabile.