Spettacoli

I Foo Fighters live e in streaming "un piccolo momento di felicità"

Al di la dell’imbarazzo e dell'orario notturno per noi italiani, cantare “in coro” da soli è quel che serve in un momento come questo, una buona medicina che i “dottori” Foo Fighters ci hanno meravigliosamente somministrato per curare i nostri odierni mali
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Vogliamo dire la verità? I concerti on line sono la cosa migliore che poteva capitare in un periodo di "assenza" della musica dal vivo. Perché pur non essendo un sostituto dell'esperienza live, anzi, non avendo forse alcuna parentela con l'esperienza live, ci permettono di vivere qualcosa di diverso e nuovo, che non potevamo fare prima. Il che è, ovviamente, una buona notizia. Soprattutto quando, come è accaduto l’altra notte, abbiamo potuto "assistere" a un concerto dei Foo Fighters live dal Roxy di Los Angeles, al quale, obbiettivamente, non avremmo potuto assistere altrimenti. Come non avremmo potuto seguire, prima del concerto, la "bere cam", ovvero una telecamera con un operatore e una lattina di birra dello sponsor ben in vista, che ha fatto, nella mezz’ora precedente allo show, un giro "turistico" del Roxy, leggendaria venute losangelina, mostrando quello che nessuno vede mai, ovvero, staff, tecnici, stanzini, attrezzature, particolari del Roxy che il pubblico normalmente non vede.

Poi è toccato ai Foo Fighters: concerto eccellente, notte magnifica, evento singolare. Foo Fighters in scena, platea vuota, band che fa del suo meglio per trasmettere energia e passione anche attraverso gli schermi. Lo dice chiaramente Dave Grohl: "Non volevo fare una cosa come questa, non volevo finché tutto non fosse tornato come prima, ma poi ho capito che la cosa più importante ora è portare gioia. Ognuno ha bisogno nella vita di tutti i giorni di un piccolo momento di felicità". Ecco, "nella vita di tutti i giorni". È questa la chiave di interpretazione di un evento del genere, perché il concerto dei Foo Fighters l’abbiamo seguito da casa, chi in camera da letto, chi in soggiorno, chi alla scrivania dello studio, abbiamo collocato un concerto dei Foo Fighters nella vita di tutti i giorni, per avere un "piccolo momento di felicità". Non è come un concerto, dunque, che significa uscire di casa, andare in un locale o un'arena, stare assieme a tanti altri a urlare, saltare e cantare, ma qualcos’altro, a suo modo bello, a suo modo interessante. E comunque importante, perché una parte del ricavato dello show, per il quale si pagava un regolare biglietto d'ingresso, era destinata allo Sweet Relief Musicians Fund, un fondo che fornisce assistenza finanziaria a tutti i musicisti e ai lavoratori dell'industria musicale colpiti dal crollo verticale dei concerti e dalla mancanza di lavoro.

Che nulla sia normale lo sanno anche i Foo Fighters, ma fanno del loro meglio per coinvolgere il pubblico "assente", al punto che in My Hero Grohl chiede addirittura a chi è a casa di cantare: "Questa è la canzone che abitualmente tutti cantano, ma questo vuole che ci siano delle persone presenti. Quindi, se odiate i vostri vicini o i vostri compagni di stanza voglio che tutti ora cantino My Hero davanti all’iPad. So che sembrerà imbarazzante, è imbarazzante anche per noi che facciamo finta di avere persone reali qui davanti, ma cerchiamo di condividere un po’ di energia. Perché un giorno lo rifaremo, guardandoci in faccia". Il repertorio ha mescolato brani della storia della band e brani nuovi, quelli del nuovo album in uscita, anticipato dal singolo Shame Shame. Infatti il concerto si apre con poche note di Making A Fire, dal nuovo Medicine At Midnight, poi la band procede per la sua strada, per novanta minuti, mettendo a ferro e fuoco il palco, anche senza pubblico, anche senza applausi alla fine delle canzoni, surreale ma a suo modo molto bello, perché il silenzio sottolinea l’unicità dell’evento. Nella scaletta c’è tutto quello che ci deve essere, i classici e le novità, e quando partono pezzi come The pretender o Learn to fly, o Everlong, è difficile non entusiasmarsi anche davanti a un iPad. Lo capisce persino Grohl nella solitudine del Roxy: "Urlate davanti ai vostri cazzo di tablet, so che può sembrare imbarazzante ma fatelo, anche per noi non è proprio normale cantare per soli tecnici e luci. Uniamoci nell'imbarazzo". Ma al di la dell’imbarazzo e dell’orario notturno per noi italiani, cantare “in coro” da soli è quel che serve in un momento come questo, una buona medicina che i “dottori” Foo Fighters ci hanno meravigliosamente somministrato per curare i nostri odierni mali.