Spettacoli

Ed Sheeran compie 30 anni e festeggia da Re del Pop

Grazie alla sua capacità di scrivere successi da alta classifica, negli ultimi dieci anni il cantautore inglese ha macinato ogni record: è suo il tour più visto e redditizio della storia con 8,5 milioni di spettatori e 737 milioni di dollari incassati
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Ed Sheeran compie trent'anni. Li festeggerà come meritano, essendo peraltro ancora il più ricco tra i musicisti inglesi, con un patrimonio che sfiora ormai i 200 milioni di sterline. Una fortuna, quella del cantautore di Halifax, costruita sulla chitarra, protagonista assoluta della sua scrittura musicale. E non soltanto della sua: la chitarra, acustica o elettrica, è lo strumento che l'ultima generazione di cantautori del Regno Unito ha scelto per raccontarsi attraverso le canzoni e Sheeran ne è diventato il capofila a furia di copie vendute dei suoi dischi. Ma altri esempi importanti non mancano: da Tom Odell a Passenger e George Ezra, allo scozzese Paolo Nutini, ma anche gli irlandesi Glen Hansard e Damien Rice, che Sheeran vide a 11 anni restandone impressionato e certamente prendendo da lui ispirazione.



 

 

 

Nel caso di Sheeran, poi, non solo la chitarra non ne limita lo spettro stilistico, né per la composizione né dal punto di vista dell'interpretazione, ma addirittura lo esalta: all'inizio della sua carriera il suo tour mondiale "one man show" con il solo accompagnamento della chitarra e l'ausilio di una pedaliera ottenne un successo travolgente. E se in Italia il tour si teneva nei palazzetti, in Inghilterra con lo stesso concerto Sheeran riempì per tre sere di seguito lo stadio di Wembley, capienza 80mila spettatori. Sollevando peraltro le invidie di molti colleghi e le critiche acide dell'ex Oasis Noel Gallagher: "Non penso di poter vivere in un mondo in cui può accadere una cosa del genere" commentò Noel, "a molti sembra sufficiente che un ragazzo color zenzero imbracci una fottuta chitarra per rendere rivoluzionario quel tipo di pop ripulito che si ascolta in giro, ma non è affatto così". E invece ha avuto ragione Sheeran, che per niente turbato rispose via Twitter: "Io posso vivere in un mondo così, è veramente divertente".

 

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Un successo, il suo, cresciuto lentamente. Le prime registrazioni nel 2005, senza che i primi due album riscuotano granché interesse, i primi concerti a Londra nel 2008 di fronte a poche decine di spettatori, e i primi EP, con le visualizzazioni su Youtube che aumentano a decine di migliaia, quindi un tour di primo contatto in America. Ma è ancora un artista indipendente, quando torna in Inghilterra ai suoi concerti arrivano poche centinaia di spettatori. Con gli anni Dieci e la pubblicazione del terzo album "+" per la Atlantic Records cambia tutto, il primo singolo The A Team raggiunge il terzo posto tra i singoli in Inghilterra e verrà candidato per il premio Canzone dell'anno ai Grammy Awards del 2013, dove Sheeran si esibirà essendo candidato anche in due altre categorie compresa quella più importante di Disco dell'anno. Sempre nel 2013 parte in tour come spalla per Taylor Swift negli Stati Uniti, è il trampolino di lancio in America e poi anche in Europa, dove il tour arriverà nei mesi successivi.

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Sheeran passa dal folk al rap, al soul, addirittura ai suoni elettronici come dimostra uno dei suoi maggiori successi scritto con Pharrell Williams, Sing, primo singolo del nuovo album "X", l'album più venduto in Inghilterra nel 2014. Faccia da bravo ragazzo, capelli color rame, braccia tatuate, non esattamente il fisico del ruolo, Sheeran brucia le tappe: ha duettato con Elton John, ha scritto per Taylor Swift e per gli One Direction, ha collaborato con Rudimental e Justin Bieber.

"Credo che tutto ciò che ho fatto finora sia stato utile per arrivare dove sono oggi", ci ha detto in un'intervista. "L'unica strada per un musicista è esercitarsi molto, suonare dal vivo, comporre tanto senza badare alla perfezione. Io ho cominciato che ero ancora un ragazzino: ai tempi di scuola scrivevo anche due canzoni al giorno. Credo che per diventare ciò che sono oggi sia stato fondamentale scrivere tante canzoni e suonare molto in giro, ovunque fosse possibile. La qualità si raggiunge con la pratica".

Anche in Italia il suo successo è travolgente. Nel 2017 Ed Sheeran ha eguagliato un record nelle classifiche di vendita nel nostro Paese fino ad allora appartenuto ai Beatles. Diciassette anni dopo l'exploit di "1", la raccolta dei Fab Four che nel 2000 aveva conquistato la vetta della classifica annuale, il rosso cantautore inglese è riuscito nell'impresa di conquistare il primo posto nella classifica delle vendite del 2017.

Da molti anni i suoi live sono sempre sold out. Il tour dell'album "÷", tra il 2017 e il 2019, si è rivelato la tournée più redditizia e seguita nella storia della musica, con un incasso per 260 spettacoli di più di 737 milioni di dollari e un pubblico di 8,5 milioni di persone, superando lo U2 360° Tour degli U2. Se gli si chiede perché nei suoi concerti prediliga suonare da solo e senza una band che l'accompagni sul palco, risponde di non aver "mai fatto diversamente in tutta la mia vita. Per accompagnarmi uso una grossa pedaliera con le basi e gli effetti, mi piace poter controllare tutto da me. È una formula che funziona, quindi continuo così".

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E a proposito della varietà di stile che caratterizza le sue composizioni, dice: "Sento di appartenere a tanti generi musicali diversi Ho trascorso tanto tempo con produttori hip hop, per questo nella mia produzione non manca un mix tra neo-soul e funky. E non nascondo di essere anche molto attento al lavoro degli altri musicisti".

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E quando si parla dell'ispirazione che arriva dall'ascolto di altre canzoni, arrivano le note dolenti. Ed Sheeran ha subìto diverse cause per plagio: la prima con l'accusa di aver copiato Let's Get It On di Marvin Gaye per Thinking Out Loud; la seconda con l'accusa di aver plagiato Amazing di Matt Cardle per Photograph (causa chiusa nel 2017 con un patteggiamento); la terza per aver copiato No Scrubs delle TLC per Shape of You (dopo aver inizialmente negato la somiglianza, Sheeran ha deciso di aggiungere nei crediti i nomi degli autori); infine è stato accusato di plagio per la canzone The rest of our life che sarebbe "una sfacciata copia" di When I found you di Jasmine Rae.