Mr. Rain, tra rabbia e malinconia: "Un nuovo album per ricominciare da me"
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteIl nuovo album si intitola Petrichor, ovvero quel particolare odore che la pioggia produce quando bagna la terra asciutta, un profumo particolare e importante per un'artista che ha scelto come nome d'arte Mr. Rain. Il disco, il terzo della sua carriera, arriva dopo il grande successo di I fiori di Chernobyl, che lo ha proiettato nell'Olimpo della nuova musica italiana e lo ha spinto anche a un duetto con J-Ax. Ma lui questo successo non lo vive bene, anzi. Un po' come era accaduto quando nel 2013 aveva abbandonato la gara di X Factor, "per non vendere" la propria arte, oggi si scontra con se stesso: da una parte c'è Mattia Balardi, un trentenne che vuole fare la sua vita, amore, amici, lavoro; dall'altra Mr. Rain, un'artista, il cui amore per la musica lo mette in una condizione diversa. "Mattia è un ragazzo che come tutti gli altri cerca un suo posto nel mondo, Mr. Rain è un outsider e che produce i video e scrive le can…
Il nuovo album si intitola Petrichor, ovvero quel particolare odore che la pioggia produce quando bagna la terra asciutta, un profumo particolare e importante per un'artista che ha scelto come nome d'arte Mr. Rain. Il disco, il terzo della sua carriera, arriva dopo il grande successo di I fiori di Chernobyl, che lo ha proiettato nell'Olimpo della nuova musica italiana e lo ha spinto anche a un duetto con J-Ax. Ma lui questo successo non lo vive bene, anzi. Un po' come era accaduto quando nel 2013 aveva abbandonato la gara di X Factor, "per non vendere" la propria arte, oggi si scontra con se stesso: da una parte c'è Mattia Balardi, un trentenne che vuole fare la sua vita, amore, amici, lavoro; dall'altra Mr. Rain, un'artista, il cui amore per la musica lo mette in una condizione diversa. "Mattia è un ragazzo che come tutti gli altri cerca un suo posto nel mondo, Mr. Rain è un outsider e che produce i video e scrive le canzoni, che sacrifica il 100 per cento del tempo alla musica, dalla mattina alla sera. Nell'album parlo di questo, di questa guerra tra due persone dentro di me, Mr. Rain e Mattia, da Fiori di Chernobyl a una sorta di nemico, e chiudo l'album con una promessa, quella di trovare un equilibrio e ricominciare da me stesso".
Non ha l'ha ancora trovato?
"La vita ha i suoi alti e bassi, ci sono fasi diverse che attraversiamo tutti. Io amo scrivere musica e comporre, amo questo lavoro, registrare le canzoni, fare i video, la musica mi dà tantissimo. Ma mi toglie anche molto, soprattutto il tempo per dedicarmi agli affetti, agli amici, ad altre cose che vorrei fare. Credo, quest'anno, di aver acquisito una consapevolezza maggiore, soprattutto durante il lockdown. Ho iniziato a lavorare su me stesso e alla fine il mio vecchio disco, anche se è uscito tre anni fa, mi è sembrato uscito solo da un anno. Voglio dire che il tempo ha preso un altro ritmo e io ho cominciato a farmi miliardi di domande, forse necessarie, perché anche se è vero che io sto facendo solo il lavoro più bello del mondo, anche se sono una persona superfortunata che fa quello che ama, i legami le persone che mi circondano non sono più gli stessi e mi accorgo di non essere riuscito a fare tante altre cose che avrei voluto. È una contraddizione, la racconto nel disco, ma so che se non mi fermo ora poi potrei avere dei rimorsi".
Sostanzialmente è un album costruito attorno alla malinconia.
"Malinconia, sì, ma con una sfumatura di speranza. Il fatto è che quando scrivo uso la musica come se andassi da uno psicologo. Scrivo per consolarmi, per aiutarmi, sento la necessità di tirare fuori quello che ho dentro, per la maggior parte sono problemi o situazioni che voglio superare, per questo sono prevalentemente malinconico. Ma non sono triste, so che la musica mi aiuta, aiuta me e aiuta chi ascolta, e questo è molto bello".
"Io ascolto molta musica, un po' di tutto, dalle playlist pop di Spotify ai brani estremi di rap, alla musica cinematografica alle canzoni, sono affascinato un po' da tutto, faccio anche il produttore e mi piace sperimentare. Sento ancora l'influenza di personaggi come Eminem o Macklemore, il rap resta il mio linguaggio principale".
Come ha vissuto il grande successo dei Fiori di Chernobyl?
"È stata una cosa inaspettata e improvvisa, sapevo che il brano era forte ma non pensavo che avrebbe potuto avere un riscontro così grande. È stato un momento molto bello, mi ha dato molta forza, molta voglia di fare, mi ha dato la spinta per costruire questo album. Chernobyl mi ha aiutato a uscire da un periodo buio, personale e lavorativo, l'avevo scritta per ricostruire, per ripartire. L'avevo proposta a Sanremo e non la presero, ma è stata molto apprezzata e quindi sono super felice".
È stato un bel traguardo e ora con il nuovo album l'obiettivo qual è?
"Io sono in perenne competizione con me stesso, è impossibile che mi accontenti, cerco sempre di superarmi, i traguardi che mi ero fissato li sposto più avanti. Più strada faccio, più passi faccio, più il traguardo si sposta con me. È una corsa senza fine, ma credo che un vero artista sia destinato a essere insoddisfatto per la vita intera, l'insoddisfazione ti spinge a migliorarti e a superare i tuoi limiti".
E un traguardo è anche la realizzazione del duetto con Birdy per Non c'è più musica.
"Cercavo una voce femminile per questa canzone e ho sognato di avere una voce come la sua. Ho preso la penna e le ho scritto, anche se sapevo che sarebbe stato impossibile. Invece mi ha detto di sì e con lei racconto di come la musica riesca a sparire nel dolore. Lei ha reso la canzone magica e emozionante".
C'è anche un pezzo nel disco in cui se la prende un po' con tutti, Non fa per me.
"Sì, è un lato dormiente della mia personalità che ogni tanto spunta fuori ancora. Questo pezzo forse l'ho scritto per una necessità, per dire qualcosa rispetto a quello che vedo nel panorama musicale di oggi. Che non mi sembra del tutto meritocratico. Dovrebbero contare di più la musica e le canzoni, non gli artisti, non i vestiti o le mode. Ci sono tanti bravi artisti che fanno anche milioni di stream e visualizzazioni ma che non contano niente, o che le radio e la televisione non programmano, non hanno le stesse possibilità di altri. In realtà non offro soluzioni, mi faccio solo tante domande, alle quali spero prima o poi di trovare risposta".