Jim Morrison, gli scritti inediti della rockstar che voleva essere poeta
di Giovanni Gagliardi , di Giovanni Gagliardi"La suprema arte è la poesia, poiché ciò che ci definisce come esseri umani è il linguaggio". La frase di Jim Morrison ancora una volta fotografa quello che lui voleva essere: un poeta e non una rockstar. Prima della sua morte, avvenuta a Parigi il 3 luglio del 1971, il leader dei Doors scrisse a mano una lista, intitolata Plan for book, appunti su una raccolta di poesie, testi e altri lavori. Ora, 50 anni dopo la sua morte e l'uscita di L.A. Woman, l'ultimo album inciso con Robby Krieger, Ray Manzarek e John Densmore, quel progetto vede la luce e promette di essere la raccolta più esauriente dei suoi scritti fino ad oggi.
The collected works of Jim Morrison: poetry, journals, transcripts and lyrics, questo il titolo del libro, sarà pubblicato l'8 giugno da HarperCollins. Un volume di circa 600 pagine, afferma Rolling Stone, contenente la maggior parte del suo lavoro già pubblicato: dai testi delle canzoni alle po…
"La suprema arte è la poesia, poiché ciò che ci definisce come esseri umani è il linguaggio". La frase di Jim Morrison ancora una volta fotografa quello che lui voleva essere: un poeta e non una rockstar. Prima della sua morte, avvenuta a Parigi il 3 luglio del 1971, il leader dei Doors scrisse a mano una lista, intitolata Plan for book, appunti su una raccolta di poesie, testi e altri lavori. Ora, 50 anni dopo la sua morte e l'uscita di L.A. Woman, l'ultimo album inciso con Robby Krieger, Ray Manzarek e John Densmore, quel progetto vede la luce e promette di essere la raccolta più esauriente dei suoi scritti fino ad oggi.
The collected works of Jim Morrison: poetry, journals, transcripts and lyrics, questo il titolo del libro, sarà pubblicato l'8 giugno da HarperCollins. Un volume di circa 600 pagine, afferma Rolling Stone, contenente la maggior parte del suo lavoro già pubblicato: dai testi delle canzoni alle poesie: Horse Latitudes, The Celebration of the Lizard, così come gli scritti postumi Wilderness e The American Night.
Ma attenzione: circa la metà del libro è costituita da materiale inedito, inclusi testi mai registrati, estratti di scritti a mano da 28 taccuini scoperti di recente e 160 tra foto e disegni (comprese scatti di famiglia apparsi raramente). Tra gli estratti dai taccuini di Morrison ci saranno i suoi pensieri sul suo famoso processo a Miami nel 1970 (fu dichiarato colpevole di atti osceni durante il concerto al Dinner Key Auditorium in cui, completamente ubriaco, pronunciò la famosa frase: "So perché siete qui: siete qui perché volete vedere il mio coso!"), così come quelli che si ritiene siano le ultime cose scritte dall'artista prima della sua morte, ossia il contenuto di un taccuino che aveva Parigi e che sarà "riprodotto a grandezza naturale", afferma l'editore.
Un audiolibro di accompagnamento include la prima versione in assoluto dell'ultima sessione di registrazione di poesie di Morrison che si tenne in uno studio di Los Angeles il giorno del suo 27esimo compleanno nel dicembre 1970. Nel libro è presente anche una trascrizione di quel nastro.
Collected Works ha il potenziale per dare il via a un altro revival di Morrison, ma rappresenta anche il coronamento del suo desiderio di diventare uno scrittore. In un'intervista del 1969 con Rolling Stone, alla domanda: "Ti vedi andare verso la scrittura?", Morrison rispose: "Questa è la mia più grande speranza. Questo è sempre stato il mio sogno".