Spettacoli

Sfera Ebbasta canta con Lous. "Il difetto della fama è che ti fa sentire solo"

Venerdì 26 febbraio esce il singolo 'Je ne sais pas', frutto della collaborazione tra il trapper dei record e l'artista rivelazione internazionale
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«Ho ricevuto un messaggio da Sfera a settembre: “Dai, facciamo una hit!”. Sono scoppiata a ridere. Sfera è fantastico, cos’altro puoi rispondere a un messaggio così? Ho scritto, ho cantato, all’inizio lui aveva qualche dubbio, pensava a qualcosa di più energico, due giorni dopo però mi ha detto “fermati, va benissimo così”». Ecco com’è nata Je ne sais pas, il brano che segna la prima collaborazione tra Lous and the Yakuza, la rivelazione belga-congolese che con le canzoni dell’album d’esordio Gore ha ottenuto uno straordinario successo anche in Italia, e Sfera Ebbasta, numero uno tra i trapper italiani sempre più proiettato sul mercato internazionale. Un pezzo sull’essere artisti, sulla fama ma anche sulla solitudine che il successo porta con sé: Lous comincia ad avvertirlo e teme per il domani, Sfera ci è già passato ma non se la sente di dare consigli: Je ne sais pas, dice.


Lous, lei parla spesso di solitudine.
«Ma stavolta è diverso. Quella di cui parlo in questa canzone è la solitudine che provo pur essendo circondata da migliaia di persone o in mezzo alle tante con cui lavoro tutti i giorni: il problema non è più la solitudine fisica, il problema è nella testa. Non è tanto la fama, è l’esposizione che tutto questo comporta, il fatto che tutti hanno un’opinione su di te e tu non riesci a far valere la tua, ti senti fraintesa, bloccata nell’immagine che la gente ha di te».

 


Sfera, soffre anche lei di solitudine?
«Il tema attraversa tutto il mio ultimo album Famoso. La fama rende difficile avere rapporti genuini. Cambia tutto, e cambia anche il modo in cui gli altri si relazionano a te. Io per mia fortuna ho reso i miei amici di una vita il mio team e quindi raramente mi sento solo ma ora è molto complesso riuscire ad avere rapporti sinceri con le persone».

Lous, la fama ha messo in crisi le sue amicizie?
«Ci sono gli amici veri e quelli che frequenti per andare alle feste o con i quali hai piacere di uscire: questi ultimi sono cambiati in modo radicale ed è molto strano, ora mi sento a disagio con loro».

Sfera, questa collaborazione si aggiunge a quelle realizzate per “Famoso”. Com’è nata?
«Tengo sempre d’occhio le cose nuove a livello internazionale perché è quello il campionato a cui voglio partecipare. E Lous è una delle più interessanti artiste emergenti del panorama europeo. Ci siamo conosciuti alla finalissima di X Factor 2019 dove ero giudice e ci siamo promessi una collaborazione. Nel mentre, Shablo ha cominciato a lavorare ad alcuni pezzi con lei fra cui Je ne sais pas. Per me è una collaborazione un po’ diversa dal solito, potremmo definirla una trap ballad».

Ha otto concerti in programma tra settembre e ottobre. Le mancano i live?
«Per un artista portare sul palco la propria musica è forse la parte più divertente del lavoro. Famoso è un grande successo ma fino a quando non vedrò la gente cantare le canzoni sotto al palco non sentirò chiuso il cerchio. Cerco di sfruttare questo momento per fare collaborazioni che durante i tour è più complesso incastrare e generalmente mi dedico alle mie passioni: mi alleno tutti i giorni, scrivo e ascolto musica».

Lous, giovedì 4 marzo andrà a Sanremo per duettare con Gaia su un pezzo di Tenco, c’è sempre più Italia nel suo destino.
«Grazie a mio padre ascolto da sempre le leggende, Bertè, Mina. In Belgio ascoltavo Ghali e ora siamo amici, sono amica di Sfera e ho conosciuto bene Mara Sattei con la quale ho realizzato la collaborazione con Tha Supreme. Lui è il solo che non abbia mai potuto vedere in faccia, ma rispetto la sua scelta di nascondersi dietro a un fumetto».