Riscoprire Lucio Dalla? È ancora possibile, soprattutto se, come avviene nel caso di Geniale?, l'album che è stato presentato nella sua versione rimasterizzata, si va a guardare a un periodo particolare della sua storia, quello degli anni tra il 1969 e il 1970, quando Lucio suonava con Gli Idoli e non era ancora una star. L'album, originariamente pubblicato nel 1991, è stato rimasterizzato da Maurizio Biancani dai nastri originali che sono stati recuperati dagli archivi della Fondazione Dalla, un restauro sonoro che ha preservato anche la registrazione monofonica dell'epoca, per realizzare un doppio cd (ma anche delle edizioni in vinile) che riserva molte sorprese per chi non aveva all'epoca ascoltato l'album. Nel 1991 uno dei componenti degli Idoli, Giorgio Lecardi, andò da Dalla con i nastri di alcuni concerti del cantautore con la band di venti anni prima, che Lucio decise di pubblicare. La riedizione è nata dal ritrovamento di quei nastri che si credevano smarriti, "riaccendendo le luci su un periodo poco noto della storia di Dalla", dice Paolo Maiorino della Sony presentando l'album. Il mercato apprezza e non sono solo i nostalgici ad acquistare le nostre riedizioni. Ricordo che questo è un progetto pre-discografia e dunque andiamo alle sue origini. Il prossimo lavoro sarà sul Q Disc del 1981".
Ci sono anche degli inediti nel futuro discografico di Dalla, come sottolinea Daniele Caracchi, presidente della Pressing Line e membro della Fondazione Lucio Dalla che raccoglie gli eredi del cantautore bolognese: "Ci sono alcune cose interessanti, negli archivi abbiamo ritrovato cinque o sei tracce, finora ne abbiamo pubblicate solo due, e soprattutto dei materiali live degli anni Novanta e Duemila che non sono mai stati pubblicati e che in futuro potrebbero vedere la luce". A mettere le mani sui nastri originali è stato uno dei "maghi" del suono, legato a doppio filo a Dalla e alla Fonoprint, lo studio bolognese dove Lucio ha realizzato alcuni dei suoi capolavori: "È la prima volta che faccio un lavoro sulla preistoria di Lucio Dalla, un periodo che era stato dimenticato, così come erano stati dimenticati Gli Idoli, che invece avevano consentito a Lucio di imparare a essere un'artista. Da quei nastri sono usciti energia, musicalità e magia veramente pazzeschi. Lucio trasforma sua voce in uno strumento, cantando in finto inglese, e il gruppo lo accompagna tra soul e funk in maniera incredibile. È un disco monofonico, non per i puristi dell'hi-fi ma è bellissimo lo stesso perché trasmette una immagine di realtà di quello che accadeva in quel periodo. Secondo me il titolo se non fosse stato Geniale? poteva essere "Unico", perché così era Lucio".
Per molti scoprire gli Idoli sarà una sorpresa: la band è stata la prima vera formazione pop di Lucio, dopo gli anni del jazz e dei Flippers: "Ci conoscevamo dal 1964, iniziammo a lavorare insieme nel 1966, aveva bisogno di una band per i concerti e ci chiese se volevamo accompagnarlo. Dicemmo ovviamente di sì. Avevamo un repertorio basilare, le canzoni dei suoi primi album e molte cover, ma tra noi c'era una connessione perfetta, e noi facevano di tutto per lui, in base a quello che lui voleva e alle sue invenzioni. Una volta perse la voce, dovevamo suonare a Riccione, e fischiò le canzoni per tutta sera, un'altra volta io e lui in un club abbiamo ritrovato un pianoforte sgangherato e disse 'mettiamo dischi nel jukebox e io ci canto su'. A Garlasco una volta una ragazza gli tirò i coriandoli mentre stava respirando, gli entrarono in gola e per un pelo non finì male. Un'altra volta ci fu un incidente stradale e Giovanni Pezzoli e Renzo Fontanella si fecero molto male e Lucio e io ci ritrovammo a suonare in due".
"Difficile trovare un aggettivo per questo lavoro, un lavoro strabiliante e stupefacente", sottolinea Marino Bartoletti, e ha ragione perché l'album è molto curioso, bello, vivacissimo, permette veramente di illuminare un periodo particolare dell'avventura musicale di Dalla e di ascoltare come erano le sue performance tra il 1969 e il 1970, quando aveva ventisei anni e spesso, visti gli insuccessi, pensava addirittura di mollare tutto. Ma fu proprio con Gli Idoli, come testimoniato dall'album, che iniziò a cantare quella che fu la canzone che esattamente cinquant'anni fa diede una svolta fondamentale alla sua carriera, 4 marzo 1943, che la band e Lucio già eseguivano dal vivo prima della storica esibizione sanremese.