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Musica, la battaglia dei diritti. Taylor Swift: "Nessuno tocchi le mie canzoni"

Taylor Swift 
Qualcuno li cede a suon di milioni, come Paul Simon e Bob Dylan, qualcuno invece li vuole conservare: l'artista americana inciderà di nuovo i suoi primi sei dischi per avere il pieno controllo sull'uso dei suoi brani
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Musicisti che tornano sui loro passi, riprendono in mano le vecchie canzoni per registrarle di nuovo. Anche se sono trascorsi pochi anni, anche senza cambiarle di una virgola. Perché mai? Quale bisogno artistico li spinge? L’ultima a farlo è Taylor Swift, la cantautrice country pop americana che ha appena ripubblicato, dopo averlo interamente risuonato e ricantato, il suo album Fearless che nel 2008 conquistò il Grammy, l’unico tra i suoi lavori ad aver venduto più di 10 milioni di copie negli Stati Uniti, il disco che la fece conoscere in tutto il mondo, al primo posto in classifica anche nel Regno Unito. Swift lo aveva annunciato a novembre, all’indomani dell’ennesima messa in vendita e del conseguente acquisto per 300 milioni di dollari di tutto il suo vecchio catalogo di canzoni da parte del fondo di investimenti Shamrock Capital: la cantautrice disse che per tornare nel pieno controllo della sua musica avrebbe risuonato e ripubb…

Musicisti che tornano sui loro passi, riprendono in mano le vecchie canzoni per registrarle di nuovo. Anche se sono trascorsi pochi anni, anche senza cambiarle di una virgola. Perché mai? Quale bisogno artistico li spinge? L’ultima a farlo è Taylor Swift, la cantautrice country pop americana che ha appena ripubblicato, dopo averlo interamente risuonato e ricantato, il suo album Fearless che nel 2008 conquistò il Grammy, l’unico tra i suoi lavori ad aver venduto più di 10 milioni di copie negli Stati Uniti, il disco che la fece conoscere in tutto il mondo, al primo posto in classifica anche nel Regno Unito. Swift lo aveva annunciato a novembre, all’indomani dell’ennesima messa in vendita e del conseguente acquisto per 300 milioni di dollari di tutto il suo vecchio catalogo di canzoni da parte del fondo di investimenti Shamrock Capital: la cantautrice disse che per tornare nel pieno controllo della sua musica avrebbe risuonato e ripubblicato i primi sei album registrati con l’etichetta Big Machine, cosa che ha cominciato a fare all’inizio di aprile con Fearless. E nei prossimi mesi seguiranno le registrazioni degli altri cinque album.

Taylor Swift con i premi Grammy 

Insomma, lo slogan sembra essere: se non riesco a possederli, allora li copio. “Penso che gli artisti meritino di poter controllare il loro lavoro”, disse Swift in quella occasione, “per molte ragioni, ma soprattutto perché l’artista è l’unico che conosce alla perfezione la sua musica”. Le ragioni artistiche non sono state però il motivo determinante della sua decisione: dopo essere transitati nelle mani della Ithaca Holdings di Scooter Braun nel 2019, quei nastri master l’anno seguente sono stati venduti al doppio del prezzo alla Shamrock Holdings, ed è questa società che ora incassa i proventi delle vecchie registrazioni ogni volta che canzoni come Shake It Off, I Knew You Were Trouble e Love Story vengono acquistate, ascoltate in streaming oppure piazzate in film e programmi televisivi. L’accordo prevede poi che la Shamrock Holdings giri parte dei proventi proprio alla Ithaca Holdings. Il controllo è sfuggito completamente di mano a Taylor Swift, che nulla sapeva degli accordi di cessione. Alla cantautrice americana resta ancora il potere di veto, come autrice o co-autrice delle sue canzoni, nel caso in cui non ritenesse consono l’utilizzo della sua musica.

Dopo l’ennesimo passaggio di proprietà sui master, ecco dunque la decisione di copiare se stessa: “So che ciò farà inevitabilmente diminuire il valore dei miei vecchi master, ma questo è l’unico modo per me di riacquistare l’orgoglio che un tempo provavo ascoltando le canzoni dai miei primi sei album” ha scritto su Twitter la Taylor. “Lo faccio anche per permettere ai miei fan di ascoltare quegli album senza il senso di colpa di portare ancora un vantaggio economico a Scooter Braun e alla sua Ithaca Holdings”.  Parlando poi con Billboard, Taylor Swift ha sfogato la propria rabbia per essere stata costretta “ogni settimana a rimandare al mittente dozzine di richieste irricevibili” per l’uso della sua celebre hit Shake It Off. D’ora in poi è molto probabile che, in caso di richieste per programmi tv, film e video giochi, Swift autorizzerà eventualmente soltanto le nuove versioni dei suoi vecchi brani, quelle cioè che ha appena registrato.

Paul Simon 

Mentre artisti come Taylor Swift fanno di tutto per poter tornare in possesso del proprio già importante catalogo, sembra proprio che le rockstar della vecchia guardia non vedano l’ora di disfarsene. L’ultimo in ordine di tempo è stato Paul Simon che il 31 marzo l’ha venduto per intero alla Sony Music Publishing. Simon aveva cominciato a pensare a come mettere a segno l’affare della sua vita il 7 dicembre scorso, quando il suo compagno di lungo corso nella scuderia della Columbia Records, Bob Dylan, aveva venduto il suo catalogo di canzoni alla Universal Music Publishing, diretta rivale della Columbia. E un campanellino deve aver risuonato a lungo nella mente di Simon: “si può fare”, si dev’esser detto, anche perché la Sony, che controlla la Columbia, non si sarebbe certo fatta scappare anche lui dopo aver perso Dylan. Così ha messo a segno il suo affare cedendo tutti i publisher copyrights, i diritti del suo catalogo, alla sua casa discografica, più di 400 titoli, le canzoni con Art Garfunkel come Bridge Over Troubled Water e The Sound of Silence ma anche i grandi brani da solista come Still Crazy After All These Years e You Can Call Me Al.

Rihanna 

D’ora in poi Simon dovrà dunque accettare di vedere le sue canzoni oltre che su Spotify e su YouTube anche su TikTok o su altri social, come sulla pubblicità di automobili o cioccolatini. Del resto è in buona compagnia con questa sua scelta: prima di lui l’hanno fatta Neil Young, che ha però ceduto soltanto la metà dei suoi publisher copyrights, e molti altri che hanno invece deciso, in cambio di molto denaro, di affidare nelle mani di altri la decisione sul modo più giusto di sfruttare in futuro le loro opere. Come Dylan, che ha incassato 400 milioni di dollari, o artisti usciti dai riflettori come Stevie Nicks o ancora di grande successo come Rihanna e Ryan Tedder degli One Republic. Simon a 79 anni ha ceduto il 100 per cento dei suoi publisher copyrights alla Sony. Può sembrare contraddittorio nel caso di un simbolo della controcultura degli anni Sessanta, come Simon viene ancora considerato, ma la maggior parte dei fan che lo seguivano in quegli anni oggi sta ascoltando le sue canzoni su Spotify, il servizio di streaming che paga pochi centesimi per ogni ascolto. I concerti e i tour, poi, per lui si erano diradati anche prima che sopraggiungesse lo stop imposto dalla pandemia. La mossa gli è sembrata insomma la cosa più giusta da fare per capitalizzare nel momento meno favorevole tutto il possibile. Prima che della sua musica si possa perdere memoria.