Spettacoli

Ultimo al Colosseo, un successo a metà

Solo col pianoforte nell'Anfiteatro romano, il cantautore ha messo in mostra lo stile che lo ha reso popolarissimo. Lo ha tradito solo lo streaming
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Che fosse il cantautore dei record lo sapevamo già, ma da ieri Ultimo è diventato anche il primo musicista italiano a fare soccombere la piattaforma LIVENow, sotto la pressione dei troppi accessi. Certamente una “medaglia” che il venticinquenne cantautore romano avrebbe evitato volentieri ma che mostra quanto strada ancora c’è da fare per poter portare gli eventi in streaming da seguire tutti insieme contemporaneamente (e non in differita, come è possibile fare ancora per il concerto di Ultimo per tutti quelli che ieri sera non sono riusciti a collegarsi), ad essere dei veri eventi di massa.

Strano, comunque, che una piattaforma assai rodata come quella di LIVENow, che ha offerto eventi planetari come quello di Dua Lipa ad esempio, non abbia retto l’ondata dei contatti, ampiamente prevedibile vista la annunciata vendita di migliaia di biglietti per la serata. E certamente problematico per quello che riguarda le prospettive dei concerti in streaming nel nostro paese, dato che quello di Ultimo era il primo grande esperimento in tal senso di un singolo artista con un seguito realmente di massa.


Detto questo resta la musica e il set, quaranta minuti, del giovanissimo cantautore romano, che prosegue, problemi tecnici a parte, la sua trionfale marcia. Arrivare ad esibirsi da solo al Colosseo, a soli venticinque anni, a tre anni di distanza dalla sua vittoria tra le nuove proposte a Sanremo, è un risultato che ha dell’incredibile, come del resto già era incredibile che avesse esaurito un palasport a pochi mesi dalla stessa vittoria, o che avesse conquistato lo Stadio Olimpico, in due anni. Ma Ultimo non è sembrato particolarmente emozionato quando è salito sul palco montato all’interno dell’Anfiteatro Flavio. Poche luci, nessun effetto speciale, nessun elemento scenografico, tanto sarebbero serviti a poco in uno scenario come quello del Colosseo, ripreso spesso dall’alto con l’aiuto dei droni, il concerto è stato un lungo assolo di Ultimo accompagnato solo dal suo pianoforte. Un set di dieci brani in tutto, aperto come da programma dal nuovo singolo, Buongiorno vita che esce oggi, assieme alle due canzoni più recenti, 22 settembre e 7+3 e a una selezione dei inanellati in questi pochi anni da Niccolò Moriconi, La stella più fragile dell’universo, Pianeti, Piccola stella, Peter Pan – vuoi volare con me?, Rondini al guinzaglio e la conclusiva Sogni appesi.

(ansa)

Brani romantici, canzoni d’amore, ballate, poco ritmo, scarsa allegria, un tono generalmente malinconico: Ultimo ha uno stile ben definito, che potremmo dire “tradizionale” se non fosse che in realtà è proprio il suo saper aderire ai tempi, mescolando qualche goccia di rap nel fluire della melodia, il segreto del suo successo. Di certo le sue canzoni sono in piena controtendenza rispetto ai suoni “urban”, all’hip hop, ai ritmi serrati, agli arrangiamenti elettronici, al linguaggio duro e crudo di molta della musica italiana di oggi. Ultimo fa il cantautore “alla vecchia maniera”, si muove con sicurezza attorno a una formula abbastanza sicura, quella della ballata romantica, che in pochi propongono con altrettanto gusto melodico, e la anima con una vocalità appassionata. Una formula che rende forse il repertorio fin troppo omogeneo, ma che ha fortuna, colpisce dritto al cuore chi ascolta, coinvolge per la sua cantabilità e per l’immediatezza, cose che nel set del Colosseo sono tutte messe estremamente in risalto dalla solitudine in scena.

Ultimo con il suo pianoforte, comunque, la scena la riempie, e persino nel vuoto dell’anfiteatro deserto riesce a mettere a fuoco bene quello che vuole essere e rappresentare, un cantautore in bilico tra tradizione e modernità, che va a coprire un “buco” nel mercato, uno spazio non occupato da altri. Niente esagerazioni, niente spettacolarità, solo canzoni, sentimenti, storie principalmente d’amore, ovvero esattamente quello che ha messo in scena nel concerto al Colosseo. Appuntamento, peraltro, in favore dell’Unicef, in sostegno alle iniziative in favore dei bambini del Mali, attività per la quale è Goodwill Ambassador dal 2019. Problemi di streaming a parte, la regia dell’evento è stata più che buona, l’audio eccellente, le riprese belle, tutto sarebbe stato, se non ci fossero stati i problemi di streaming, perfetto. Ma, dato che l’evento era proprio la trasmissione in streaming di un concerto non visibile altrimenti, il risultato finale non può essere definito un successo, nonostante il set sia accessibile, senza nessun problema, su LIVENow ancora fino a domani. Altrimenti è possibile comuque ottenere il rimborso per il biglietto acquistato.