Simone Cristicchi vince il Premio De Andrè Quelli che cantano Fabrizio, Bobo Rondelli conquista la targa Faber. E tra i giovani talenti in gara la giuria ha scelto Jamila, 19 anni di Scandicci in provincia di Firenze.Una voce mozzafiato che si accompagna da sé alla chitarra acustica con La dottrina delle piccole cose, brano che evoca atmosfere dream pop e intercetta le nuove urgenze “urban” rilette con personalità. Insomma una colonna sonora di una storia che richiama amore e psichedelia. La ragazza ha convinto Dori Ghezzi e gli altri giurati salendo da sola sul palco dello Spazio Rossellini di Roma, rompendo il ghiaccio e l'emozione di un concerto senza pubblico (che ha potuto seguire in streaming). "L’urgenza di scrivere canzoni è scaturita intorno ai 16 anni - dice Jamila - Sono una persona molto emotiva e già allora avevo bisogno di buttar fuori quello che era successo in un anno di liceo piuttosto burrascoso. Che poi è stato solo la goccia che ha fatto esondare il vaso della mia adolescenza.Non mi sento lontana da quel periodo, voglio dire che sono ancora in burrasca, anche se sono cresciuta". Insomma il carattere non manca e tra qualche mese arriverà anche un nuovo album, dopo quello inciso tre anni fa.
“Fabrizio ha reso la canzone d’autore cultura – ha detto Cristicchi collegato in streaming da Forlì al momento di ricevere il premio da Dori Ghezzi – Il mio più grande rimpianto è non aver sentito l’ultimo concerto al Brancaccio di Roma: ero molto giovane e non avevo i soldi per il biglietto”. La compagna di una vita di De André gli ha risposto: "Peccato, potevi provare: in molti sono entrati senza pagare ai concerti: Fabrizio era molto generoso e a fine concerto in camerino parlava sempre con tutti quelli che volevano farlo". Cristicchi ha anche cantanto Tre Madri chitarra e voce, per poi tornare sul palco (a Forlì, sabato a Pisa) per la prima volta dopo il secondo inverno di "lockdown" per la cultura.
Il premio Repubblica è andato a Sebastiano Pagliuca di Montelparo (Fermo) che con Steinway viaggia on the road tra la statale Adriatica e il rock, sognando il mondo dentro un van (visto che è una fantasia immaginata nel chiuso della sua stanza in tempi di pandemia). Un vero e proprio inno che parte dalla provincia italiana e incontra echi di rock'n'roll."Ho 29 anni e ricordo che iniziai a pensare alla prima canzone sotto la doccia: quella melodia entrò all’improvviso nella mia testa. Avevo 14 anni e appena iniziato a suonare la chitarra, ma scrivere è diventato il mio modo di farmi accettare come musicista dagli altri - racconta Sebastiano che insegna Storia, Geografia e Italiano alle medie come supplente nelle Marche - Ho fatto anche il backliner e un altro mare di lavori, ma la musica mi è entrata nel sangue fin da quando ascoltavo De André in macchina con i miei genitori. E il sogno più grande è tornare a suonare dal vivo, per non restare imprigionato nella mia passione".
Bobo Rondelli, che sta per pubblicare il suo nuovo album Cuore Libero, ha ritirato il premio sul palco e ha ricordato il "suo" De André: "Veramente da ragazzo ascoltavo Beatles e Rolling Stones, Faber piaceva molto alle signore. La folgorazione è arrivata con Le nuvole: a quel punto sono andato a ritroso e capii perchè David Byrne aveva detto che Creuza de Ma era uno degli album di respiro internazionale più importanti di tutti gli anni '80". Alto il livello generale anche degli altri giovani in gara. Come Danomay di Grosseto che con Marlboro naviga nelle onde urban in acustico chitarra e voce, in una suggestiva declinazione di urgenze della ultimissima generazione con nuance dal fascino unplugged. Anche Franz di Carnate (Monza e Brianza) ha fatto bella figura con Gli specchi, una storia di tempeste e sereno che ritorna nelle vite di ognuno giocata con grande gusto armonico. E altre ancora declinazioni di canzone d’autore come quella evocativa un po’ alla Guccini di Agnello da Palermo con Il minotauro o quella liquida e sognante di Giulia Ventisette da Firenze con Vorrei essere acqua. Infine Melga di Massafra (Taranto) che ha colpito per la sua voce con Dicono che sono pazzo, Giulia Marinelli di Roma (già tra i vincitori di Lazio Sound) e i Kutso di Marino. E intanto la direttrice artistica Luisa Melis, che da 15 anni fa girare la giostra del premio De André, annuncia: "Siamo già al lavoro per l'edizione dell'anno prossimo, che sarà all'altezza del ventennale di questa manifestazione".