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Franco Battiato  (palazzotto)

Franco Battiato, le reazioni. Mattarella: "Artista colto e raffinato". Il ricordo dei colleghi da Vasco a Morgan

Anche i colleghi lo stanno salutando sui social: Marco Mengoni, Eros Ramazzotti, Emma, i Maneskin e Dori Ghezzi Lo speciale
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Sono moltissime le reazioni alla morte di Franco Battiato, il cantautore siciliano scomparso oggi a 76 anni. I funerali si terranno domani in tarda mattinata nella chiesetta all'interno della villa del maestro, villa Grazia, la casa di Milo che il cantautore catanese aveva dedicato alla madre. Ad officiare il rito funebre saranno padre Orazio Barbarino, parroco di una chiesa di Linguaglossa e un sacerdote di Milano, amico del fratello di Battiato. Il corpo del cantautore, per un suo preciso volere, sarà cremato e le spoglie ritorneranno a villa Grazia.

A partire dal Presidente Sergio Mattarella che si dice "profondamente addolorato dalla morte di #FrancoBattiato, artista colto e raffinato. Con il suo inconfondibile stile musicale, frutto di intenso studio e febbrile sperimentazione, ha affascinato un vasto pubblico, anche al di là dei confini nazionali". Il ministro della Cultura, Dario Franceschini: "Ci la lasciato un Maestro. Uno dei più grandi della canzone d'autore italiana. Unico, inimitabile sempre alla ricerca di espressioni artistiche nuove. Lascia una eredità perenne''.

Molti i politici tra cui Giuseppe Conte che lo ricorda con una citazione da Prospettiva Nevski "E il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire". Davide Sassoli scrive:  "Il mio sincero, profondo dispiacere per la scomparsa di Franco Battiato. Maestro. Poeta. Signore della musica e delle parole. Ci mancherà". E il monsignor Ravasi "…com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire
(Franco Battiato, R.I.P.)"

Anche i colleghi musicisti a partire da Marco Mengoni, che ha parlato di "grande tristezza", Vladimir Luxuria: "Quando non ho visto una sua intervista o un suo messaggio dopo la morte di Milva avevo già capito che stava molto male. Grazie delle belle canzoni che hai scritto e cantato, delle contaminazioni di generi e linguaggio, di aver sempre osato e sperimentato. #battiato". Lo scrittore Nicola Lagioia: "Com'era contagioso e nuovo il cielo. E c'era qualche cosa in più nell'aria". Ha ispirato artisti di ogni generazione, scrivono i Maneskin: "Oggi la musica italiana perde una sua colonna portante, un'artista con cui siamo cresciuti e che ha regalato la sua arte a tutti noi. Ciao Maestro, ci mancherai". "Era l'estate di qualche anno fa. Battiato a Bologna inizia in cantare e un temporale si abbatte sul palco e sul pubblico. Battiato immobile sulla sua sedia con le cuffione: 'Un po' d'acqua che fa? continuiamo a cantare!'. Grazie per tutto quello che ci hai lasciato. RIP". Così la band la Rappresentante di Lista ricorda su Twitter. Tiziano Ferro si chiede "come faremo senza di te? Nessuno lo sa".

Scrivono gli Stadio: "Se ne va uno dei più grandi cantautori della musica italiana che ha regalato capolavori senza tempo, un patrimonio musicale che supererà le correnti gravitazionali". Fabio Fazio: "A te caro Franco, con il cuore colmo di tristezza dedico il mio silenzio nel ricordo delle emozioni e dei sorrisi che mi hai regalato".

"Il suo gioco fu un'altalena tra miscredenza e misticismo. Un mistero di bellezza e poesia. Fai buon viaggio Franco", scrive su Facebook Claudio Baglioni.

E Ligabue su Instagram confessa che Battiato con Patriots lo ha salvato dalla depressione "durante l’anno in Artiglieria. Con La voce del padrone - aggiunge il rocker - hai cambiato il mainstream in Italia. Con tutto il resto ti sei dimostrato troppo grande e unico per essere accostato a qualcuno. Ti dobbiamo tutti qualcosa. Ti dobbiamo tutti tanto".

"Non si muore mai. Franco vivrà sempre qui con noi in questa casa". Così Dori Ghezzi ha ricordato Franco Battiato alla presentazione a Genova della Casa dei Cantautori. "Qui a Genova nel 2000 -  Franco insieme ad altri cantanti fece un omaggio a Fabrizio De André cantando Amore che vieni, amore che vai e lui non riuscì a finirla per la commozione".

"Ironia, saggezza, intelligenza infinita, genialità. Ci mancherai tanto maestro ma la tua arte rimarrà per sempre" scrive Eros Ramazzotti, mentre Diodato racconta: "Non ho mai avuto la fortuna di incontrarlo, ma ho avuto la fortuna di vivere il suo tempo. A questa strana primavera mancherà il suo sguardo, la sua splendida, vivace intelligenza, la sua gentilezza".

Emma Marrone: "Ciao Francuzzo mio. Oggi il mio cuore piange per te. Tu sai. E io so".  Elisabetta Sgarbi posta una loro foto insieme e scrive: "Mi hai insegnato a cercare l’alba dentro l’imbrunire. Oggi è difficile ma per te ci proverò. Grazie #FrancoBattiato, buon viaggio".

Daniele Silvestri posta un video in cui con Carmen Consoli e Max Gazzé canta Stranizza d'amuri.

Un lungo post su Instagram di Carlo Verdone: "La scomparsa di Franco Battiato è un dolore immenso. Non è stato solo un grande sperimentatore coraggioso fin dagli inizi della sua carriera, ma con il tempo si è sempre di più avvicinato ad una dimensione mistica, più vicina all'oriente che non all'occidente. Ammirevole e commovente il suo concerto in Iraq, con un'orchestra spesso priva di alcune corde agli archi e strumenti senza manutenzione. Fu splendido e significativo. Mite, pacato, solitario lo conobbi nel 1991. E mi colpì molto questa sua dimensione ascetica mai severa e triste. Anzi serena. Ognuno ha il suo album preferito e il suo brano del cuore: per me La Voce del Padrone e La Cura sono i suoi più alti vertici. Che possa riposare in pace. Quella pace che lui aveva trovato dentro di sé".

Levante, siciliana, ha scritto parte del suo post in dialetto: "Ciao stranizza d'amuri. Maestro di molti. Oggi piangiamo in tanti. "Era un signore, non solo della musica, ma proprio dell'animo". Morgan su Instagram: "Battiato era uno degli ultimi veri uomini di cultura, in questa Italia mediocre e spenta. Finché è stato al mondo potevo dire che c'era qualcuno che mi capiva. Adesso sia io sia la maggior parte del mondo che mi circonda siamo alla deriva, abbiamo quasi esclusivamente cattivi esempi: egoismo, utilitarismo e ignoranza. Ecco, Battiato era il contrario esatto: un leader umile, generoso e colto. Mi ha sempre chiamato Morganetto. Pace alla sua anima".

Il messaggio di Laura Pausini: "Per avere cura di qualcuno bisogna andarlo a cercare. In un momento storico dove la mediocrità la fa da padrona, #FrancoBattiato ci lascia le sue opere d’arte per non abbandonarci all’approssimazione. Andiamo a cercarlo, per avere cura di noi... Buon Viaggio Maestro #rip". Carmen Consoli ha listato a lutto i suoi canali social. Vasco Rossi su Instagram: "Le sento più vicine le sacre sinfonie del tempo. Con una idea: che siamo esseri immortali. Caduti nelle tenebre, destinati a errare. Nei secoli dei secoli, fino a completa guarigione". Addio al Maestro Franco Battiato.. Wiva Franco Battiato". "Buon viaggio Maestro Battiato. #danzaconme la Cura". Così Roberto Bolle sceglie di ricordare il grande maestro Franco Battiato, pubblicando su Instagram un ricordo accompagnato da un video nel quale l'etoile danza sulle note di La cura. La performance avvenne nel corso del programma Danza con me di Bolle.

Piero Pelù: "Franco Battiato, artista unico e irripetibile nel panorama mondiale, ha lasciato il suo corpo su questa terra ed è partito per un lungo viaggio verso mondi lontanissimi e trovare il suo centro di gravità permanente. Lacio drom Maestro!". Che vuol dire "buon viaggio" in lingua rom. "Un vero, grande artista e anche un uomo simpatico, intelligente, colto, umile: davvero tutto il mio dispiacere per la scomparsa di Franco Battiato". Così il presidente della Siae Giulio Rapetti in arte Mogol, di cui il cantautore siciliano aveva anche interpretato un brano, 'Impressioni di settembre' lo ha ricordato all'Adnkronos. "Era un cantautore molto particolare, per certi aspetti veramente unico nel suo genere. E poi, quel suo brano, 'La cura', è davvero un capolavoro. Mi piaceva, come grande uomo e come grande artista: ho avuto modo di incontrarlo ed è stato sempre molto carino, era interessante conversare con lui: quando perdiamo un grande artista, perdiamo tutti qualcosa di importante, ci sentiamo più poveri e più vuoti".

"Non avrei mai pensato in quel lontano 1969, quando nella mia prima trasmissione tv a Speciale per voi sul secondo canale della Rai arrivò quel ragazzo dalla Sicilia con una canzoncina leggera (Bella ragazza, ndr) in gara a un Disco per l'estate, che sarebbe poi diventato un grande esploratore musicale, poetico e filosofico. Non è stato solo un maestro, come molti lo definiscono, ma un inventore" ha detto Renzo Arbore all'Ansa. Loredana Berté scrive su Twitter: "Hai raggiunto Milva in cosí poco tempo, un’altra grandissima perdita per la musica. Buon viaggio Franco.  Oltre al  genio ricordo la tua grande ironia e sono sicura che un’immagine di me la porterai sempre con te: le mie tette sul volo per Mosca. Condoglianze ai tuoi cari".

Gianni Morandi: "Lui non apparteneva alla nostra categoria, cantanti, cantautori, musicisti. Lui era un extra, fuori dal coro, straordinario, un genio assoluto, indefinibile... "Che cosa resterà di noi, del transito terrestre..." Resterai per sempre con noi. Ciao Franco!"

Luca Barbarossa: "Adorato Franco, in questo sorriso c'è tutta la tua grandezza. Doloroso addio a un artista immenso, verso il quale siamo tutti debitori". Francesco Gabbani: "Maestro tu ci lasci... ma il tuo lascito all'umanità resta incommensurabile. Grazie per avermi dedicato quei momenti intimi. Pace all'infinito e alla vita che avrai".

"Non riesco a pensare a Franco al passato, lui è qui con me", dice commossa Caterina Caselli, il Casco d'Oro degli anni Sessanta e oggi produttrice e talent scout, alla guida del gruppo Sugar, che con il maestro aveva un rapporto speciale. "Ci legava una grande amicizia e una forte empatia, avevamo una certa affinità elettiva - racconta -  Sosteneva che dipendeva dal fatto che fossimo entrambi del segno dell'ariete. La sua ironia, il suo sarcasmo mi rimarranno dentro. Riusciva a combinare leggerezza e profondità".

Fu Caterina Caselli, nel '67, a tenerlo a battesimo nella sua prima apparizione tv. "Era il 1967 e ci incontravamo per la prima volta. Avevo 20 anni e con Giorgio Gaber conducevamo Diamoci del tu. Un giorno io dissi a Gaber che avevo un giovane artista da presentare, tale Francesco Guccini. Giorgio di rimando mi rispose che anche lui ne aveva uno: 'Si chiama Franco Battiato', disse".

Insieme Battiato e Caselli hanno collaborato poco, ma - rivela la manager - "tempo fa stavamo lavorando a una collaborazione non è andata a buon fine per un concept album di Andrea Bocelli sull'immigrazione: Franco scrisse un brano bellissimo, puro, nobile e di un'eleganza sublime, dal titolo I migranti di Ganden. Poi il concept dell'album cambiò e quel brano rimase in sospeso, fino a quando non uscì con la voce dello stesso Battiato, con il titolo di Torneremo ancora (l'ultimo inedito uscito nel 2019, ndr). Ho ancora il provino di quel progetto e ogni volta che lo sento è un colpo al cuore".

"Battiato ha reso suoni i rumori dell'anima, ha conosciuto Gaber, Guccini, i pensatori orientali e occidentali, ha fatto un percorso profondo e totale per capire in musica i misteri dell'uomo", dice Roberto Vecchioni. "Le sue canzoni - conclude - trasmettono la tranquillità dell'anima e la pongono al centro dell'esistenza umana".

"Oltre a un grande artista poliedrico, uno sperimentatore che ha aperto una finestra sul mondo, io ho perso un punto di riferimento affettivo", aggiunge il cantautore Davide Van De Sfroos.